A FIRENZE 15 ANNI DI DIRITTI NEGATI

Esuberi e clausola sociale sparita di colpo, questi gli ingrediente dell’assurda storia capitata agli autoferrotranvieri fiorentini

Quello che raccontiamo è una battaglia durata 15 anni a Firenze, che, con le attuali normative, potrebbe accadere in qualsiasi altro posto in virtù di gare, cessione di ramo d’azienda o subentro.

Nel 2003, il Comune di Firenze, decise di dotare la città di una rete tramviaria che avrebbe collegato i territori contermini e per la quale venne bandita una Gara a norma Europea. Nel bando era inserita la Clausola Sociale, a totale garanzia dei lavoratori e delle normative esistenti. Infatti, chi si sarebbe aggiudicato la costruzione e la gestione delle 3 linee tramviarie, avrebbe avuto l’obbligo di assumere – a parità di condizioni economiche e normative – gli eventuali esuberi di personale dalla Società gestente il servizio di TPL nell’area Metropolitana Fiorentina, in virtù del fattoche la futura tramvia avrebbe operato nel medesimo ambito territoriale.

A febbraio del 2010 è stata inaugurata la Linea 1 mentre la Linea 3 è entrata in funzione nel luglio scorso. Per la Linea 2 (per l’aeroporto), invece, ancora in costruzione, si dovrà attendere la fine del 2018, stando al cronoprogramma.

Alla fine dell’anno 2008 iniziò una trattativa serrata per l’eventuale passaggio di personale da ATAF (Società di TPL fiorentino) a GEST (Società di gestione della tramvia appartenente alla francese RATP) e, fin dai primissimi incontri, la controparte (GEST) esprimeva la volontà di stipulare un accordo di secondo livello diverso da quelli già esistenti e manifestando, così, la volontà di non voler rispettare la Clausola Sociale, contenuta nel Bando di Gara.

Iniziava quindi, da parte dei Sindacati, una ferma richiesta al Comune di Firenze, estensore del Bando e proprietario dell’opera, per il rispetto della Clausola e, oltre al Comune, venivano interessate anche l’allora Provincia di Firenze (Ente titolare del Contratto di Servizio) e la Regione Toscana, alle quali si chiese di garantire il rispetto dell’articolo 18 bis della L.R. 42/98, in materia di trasferimento del personale in caso di subentro di altro Gestore nel servizio e per l’affidamento del servizio del TPL in vista dell’approssimarsi di una nuova Gara Regionale.

Nessuna risposta in merito veniva data alle OO.SS., anzi il fronte Sindacale Confederale si spaccava e le sigle CISL, UILTRSP, FAISA CISAL ed UGL siglavano, con GEST, un nuovo accordo del 13 gennaio 2009 con norme peggiorative rispetto a quelle di ATAF, anche se basate sulla volontarietà dell’accettazione da parte dei singoli lavoratori al momento dell’eventuale passaggio in GEST. Di fatto, solo 25 lavoratori passarono in GEST a fronte di una disponibilità di 254 posti per le 3 linee in esercizio.

Tale situazione lasciò campo libero, alla Società GEST, per l’assunzione dei primi conducenti in modo diretto, senza passaggio dall’Azienda ATAF e con la perdita di tutti i diritti acquisiti in quest’ultima che, intanto, perdeva chilometri di servizio (3.000.000 km/anno ca.) e bloccava il turn-over.

Nel Settembre del 2017, con la linea 3 pronta all’entrata in esercizio, il Segretario Provinciale della FIT-CISL, comunicava ai lavoratori di ATAF la forte possibilità di nuovi esuberi conseguenti alla perdita di ulteriori 1.300.000 km/anno.

A quel punto, le Segreterie Regionali e Provinciali del Sindacato SUL (in fase costituente in Fast-Confsal Mobilità) decidevano, senza ulteriore perdita di tempo prezioso, di dare battaglia a chi, con lo spauracchio degli esuberi, tentava di eludere, ancora una volta, la Clausola Sociale contenuta nel Bando di Gara a tutela dei lavoratori.

Iniziava così una vera e propria guerra di posizioni fra il FAST e le altre Sigle Sindacali, senza esclusione di colpi, per la difesa dei lavoratori. Il FAST interessava della questione i gruppi Consiliari di Palazzo Vecchio, ai quali faceva pervenire, in maniera tempestiva, ogni singolo passaggio e/o novità.

Da questa iniziativa emerse una scoperta a dir poco agghiacciante: la Clausola Sociale era scomparsa nel 2014, durante il terzo aggiornamento del Contratto di Costruzione e Gestione delle 3 linee tramviarie. A fronte delle nostre richieste insistenti, dopo che i gruppi consiliari di opposizione si adoperavano per aver chiarimenti di merito, l’assessore Grandi Opere ed Infrastrutture del Comune di Firenze riferì in Aula. E nel rispondere all’interrogazione n.02164/2017, avente per oggetto “Modifica del contratto di affidamento per la costruzione e gestione della tramvia fiorentina aspetti occupazionali“, comunicava che vi era stato un errore di trascrizione e che il testo approvato nel 2014 era a tutti gli effetti quello attualmente valido e non modificabile.

In definitiva i lavoratori, che tutti i giorni cerchiamo di difendere, hanno perso unico loro diritto nel totale silenzio e disinteresse di tanti, e troppi, addetti ai lavori.

Nel prossimo anno dovremo affrontare l’esito della Gara Regionale per l’affidamento del TPL che, ancora ad oggi, è ferma alla Corte di Giustizia Europea: qualora non si rispetti la Legge Regionale in materia di esuberi, saremo ancora soli?

Categoria: Diario Sindacale

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