LE FS NON HANNO BISOGNO DI “STRAVOLGERE” GLI SCHEMI

Il nuovo Ad di FS ha lasciato intendere che la rinazionalizzazione di Alitalia non è tra le sue priorità

“Il nuovo governo ha deciso di individuare in Gianfranco Battisti la persona in grado di portare avanti le politiche di Ferrovie dello Stato, orientate allo sviluppo del Paese”, ha riferito qualche giorno fa il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, aggiungendo che “il manager viene dall’azienda e ha a cuore l’azienda, la sua figura dà continuità a quanto di buono fatto e mette, insieme a una buona dose di innovazione, la voglia di stravolgere gli schemi”.

E’ difficile capire se in quegli schemi “stravolti”, il vicepremier inserisca anche il continuo balletto governativo sul ruolo di Fs nel salvataggio di Alitalia, ma la sensazione è che Battisti di tutto abbia voglia tranne che di gettarsi a capofitto nell’operazione di rinazionalizzazione del vettore aereo. Il manager ha già fatto capire con chiarezza che la partita non è tra le priorità del piano industriale. Né nella forma più blanda di una sinergia commerciale né in quella, assai più rischiosa per il conto economico delle Fs, di un apporto diretto di capitale nella moribonda compagnia. Se Di Maio è veramente convinto che l’ad abbia ha cuore l’azienda, perché non lascia che sia lui a decidere se e come imbarcarsi in una avventura dagli esiti quantomai incerti?

Categoria: Il rasoio

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