FAST-CONFSAL SI CONFRONTA NEL CONSUETO SEMINARIO DI FINE ANNO

Il Sindacato, a passo coi tempi, si è riunito a Roma per fare il punto della situazione sindacale e contrattuale

Si è tenuto a Roma, il 26 e 28 ottobre scorso, il consueto l’incontro/confronto tra le Segreterie Nazionali Fast-Confsal e quelle regionali SLM Fast-Confsal, nell’ambito dei quali si è svolto un seminario “la gestione delle emozioni nella negoziazione sindacale“, tematica centrale delle relazioni sindacali.

Il Seminario
Dopo l’usuale benvenuto ai partecipanti, il Segretario Generale Pietro Serbassi ha introdotto il seminario, sottolineando come l’aspetto emotivo, gli stati d’animo e lo stato psicologico, possono direttamente influenzare l’andamento delle trattative sindacali, evidenziando, inoltre, l’importanza di saper interpretare e riconoscere, da parte degli interlocutori al tavolo, gli aspetti emotivi che ruotano attorno al tavolo delle trattative sindacali.

Chiunque svolga negoziazione sindacale sa – per esperienza diretta – che le trattative sindacali vanno ben oltre la “trattativa commerciale”, per le complesse ricadute economiche, per il numero dei partecipanti, per gli interessi rappresentati, per gli aspetti politici e per gli obiettivi che, ogni parte, si è prefissata di raggiungere. Egli è anche consapevole che per ottenere un buon accordo deve conoscere, analizzare e gestire, da buon negoziatore, i rapporti emotivi degli interlocutori che siedono, di volta in volta, al tavolo delle trattative.

Dopo una analisi delle principali tecniche della contrattazione quali la M.A.A.N., MINI-MAX, la negoziazione di posizione e di interessi, sono stati approfonditi aspetti emotivi nella negoziazione sindacale da parte di Massimo Bornengo di Unindustria. In quest’ambito, sono state individuate, con il coinvolgimento di tutti i partecipanti, le peculiarità caratteriali necessarie che dovrebbe possedere un “buon negoziatore”.

Tra queste sono emerse principalmente:

  • la motivazione – Professionalità negoziale e centralità del ruolo del negoziatore sono fattori decisivi. Il negazione che inizia una trattativa controvoglia oppure è impaziente o immotivato, è un perdente per definizione. Occorre, al contrario, sapersi motivare, trovare quella propulsione emotiva interiore;
  • la  comunicazione – Per antonomasia il negoziatore è un comunicatore, sia al tavolo delle trattative sia all’interno della propria parte che nella struttura aziendale; un negoziatore è tanto abile quando è un bravo comunicatore, in tutte le situazioni. E per comunicazione flessibile e adeguata si intende anche la capacità qualitativa di saper ascoltare e interpretare correttamente le informazioni ricevute.

Altra importante peculiarità caratteriale è quella di essere in grado di gestire e risolvere  i conflitti che al tavolo delle trattative sindacali non mancano. Conflitti emotivi tra le parti, che bisogna saper gestire nel modo adeguato, conoscendo tutte le cause e le possibili soluzioni.

Anche la gestione delle emozioni è stata individuata – e condivisa – quale peculiarità caratteriale necessaria. È fondamentale, infatti, riuscire a controllare i propri impulsi emotivi, l’aggressività verso se stessi e verso gli altri, elementi che rischierebbero di compromettere le relazioni. Importante è la capacità dell’empatia: bisogna saper superare gli schemi della corretta comunicazione, perché non basta immedesimarsi nel ruolo del nostro interlocutore, per comprenderlo pienamente, occorre saper riconoscere le sue emozioni e condividerle; bisogna far proprie le emozioni degli attori seduti al tavolo per meglio capirle e condurre a buon fine la negoziazione.

I partecipanti hanno sottolineato l’importanza delle competenze relazionali, elementi fondamentali nelle relazioni sindacali. Ogni negoziazione, infatti, non è un fatto a sé stante, bensì un momento di un processo che si articola nel tempo e che si consolida in rapporti non solo negoziali con gli interlocutori. Le competenze relazionali, ovvero i rapporti interpersonali, devono essere attivati ed approfonditi con tutti gli interessati alla trattativa sindacale da parte del negoziatore.

Infine, ma non certo ultimo, elemento caratteriale necessario risulta essere la flessibilità del negoziatore sindacale: mai innamorarsi delle proprie idee ed essere sempre pronti a cogliere le opportunità che ogni proposta può contenere. Al riguardo, occorre trovare la giusta chiave tecnica e politica, è questa un’altra delle componenti del carattere e della personalità del buon negoziatore, che può e deve essere costruita, ove non posseduta naturalmente e che, anche in questo caso, può comunque essere affinata con lo studio su di sé e con l’esercizio.

L’incontro è proseguito cercando di approfondire ed individuare “l’intelligenza negoziale”, ovvero quali capacità intellettive dovrebbe possedere il negoziatore sindacale, oltre agli elementi caratteriali già individuati nel seminario. L’intelligenza umana, così come individuata e descritta da H. Gardenr negli anni Ottanta, è una intelligenza multipla, comprensiva di diverse tipologie: l’intelligenza logico matematica, cineasta, spaziale, linguistica, personale musicale ed infine naturalistica. Per ultimo D. Goleman, negli anni Novanta, ha approfondito e diffuso il concetto “dell’intelligenza emotiva” sviluppando il rapporto tra mente razionale e mente emozionale. Con l’espressione “intelligenza emotiva” si fa riferimento ad una particolare intelligenza, ovvero: “quella capacità di riconoscere i nostri sentimenti e quelli degli altri, di motivare noi stessi e di gestire positivamente le emozioni, tanto interiormente, quanto nelle relazioni sociali”.

L’intelligenza emotiva, in base a questa teoria, si basa pertanto su due tipi di competenza:

  • una personale connessa al modo in cui controlliamo noi stessi, le nostre emozioni;
  • l’altra relazionale legata al modo in cui gestiamo le relazioni con gli altri.

Queste due competenze possono essere scomposte in 5 peculiarità caratteriali, spesso indicate da diversi autori con terminologie differenti; peculiarità che ognuno di noi possiede; tutte caratteristiche che sono state individuate ed in parte approfondite ed analizzate nel seminario, in relazione all’attività della negoziazione sindacale:

1) l’ efficace gestione delle relazioni interpersonali:

  • la capacità di comunicare;
  • la capacità di negoziare i conflitti;

2) la consapevolezza emotiva:

  • la capacità di dominare e riconoscere le proprie emozioni;
  • la capacità di comprendere le cause che liberano emozioni;

3) il controllo emotivo:

  • il controllo degli impulsi e delle emozioni;
  • il controllo dell’aggressività verso se stessi e gli altri;

4) la motivazione:

  • saper motivare se stessi;
  • saper motivare i collaboratori;

5) l’empatia:

  • la capacità di riconoscere le emozioni altrui e farle proprie.

Tutto questo è stato individuato ed approfondito con tutti i partecipanti, durante la prima parte del seminario, con l’analisi delle peculiarità caratteriali ritenute necessarie per diventare un buon negoziatore che risultano essere di fatto le cinque “peculiarità caratteriali” individuate da D. Goleman che scompongono i due tipi di competenza su cui si basa l’intelligenza emotiva.

Conseguentemente, per essere o diventare un buon negoziatore nelle trattative sindacali, bisogna saper sviluppare la propria intelligenza emotiva. 

In tutti gli argomenti sulla negoziazione sindacale trattati nel corso del seminario è stato chiarito che la motivazione, la comunicazione, l’empatia, la gestione del conflitto e delle emozioni sono punti centrali nella gestione della negoziazione sindacale e sono altresì le peculiarità caratteriali per il bravo negoziatore, che coincidono con le peculiarità caratteriali dell’intelligenza emotiva.

A conclusione dei lavori, il Segretario Pietro Serbassi ha ringraziato i partecipanti per la disponibilità a confrontarsi, anche in un contesto inusuale, su temi di una notevole entità che, troppo spesso, vengono scarsamente considerati.

Il Segretario Generale ha, infine, sottolineato quanto il rapporto di fiducia tra gli interlocutori al tavolo sia determinante per poter raggiungere un buon accordo e la fiducia, tra tutte le parti al tavolo delle trattative, si può e si deve costruire solo con la stima e il rispetto tra le persone prima ancora che con i ruoli singolarmente ricoperti.

È stato così raggiunto l’obbiettivo del simposio: un dibattito tra i segretari regionali, con il fine di costruire confronti, analizzare metodologie e individuare linguaggi comuni nell’ambito delle relazioni sindacali, riducendo così gli elementi di diffidenza e di conflitto che possono derivare dalla scarsa conoscenza delle relazioni industriali nel nostro settore merceologico; i numerosi interventi  da parte di tutti i partecipanti al simposio sono stati la concreta dimostrazione della fattiva partecipazione e condivisione di tutti i temi trattati ed approfonditi.

Quale materiale didattico, oltre le slides proiettate e alcuni articoli in materia di tecniche della contrattazione, è stato distribuito, ai partecipanti al seminario, la pubblicazione “La gestione delle emozioni nella negoziazione sindacale”, redatta ad hoc dalla Segreteria FAST Confsal come traccia guida della due giorni; nella pubblicazione sono stati approfonditi diversi temi, discussi anche questi durante la riunione, tra cui gestione delle emozioni e tecniche di contrattazione,  la negoziazione nei settori merceologici, gli elementi  della negoziazione, interpretare il tavolo, i metodi le tattiche e le tecniche di negoziazione e per ultimo  l’intelligenza negoziale.

Categoria: Diario Sindacale