La Voce Trasporti & Diritti RIPARTE ON LINE

La Voce Trasporti & Diritti che riparte nella versione on line è un’altra scommessa che intendiamo vincere

Fare un giornale è difficile già di per sé, farlo su tematiche che “quelli bravi” chiamerebbero di nicchia, è ancora più complicato. Ma la sfida, per quanto ambiziosa, non ci spaventa.

Il nostro obiettivo è quello di raggiungere e coinvolgere non solo gli iscritti della FAST-Confsal, ma tutti i lavoratori e i cittadini. Sulle pagine web de La Voce Trasporti & Diritti daremo sicuramente conto dell’attività e delle politiche sindacali della Federazione e della Confsal. Accanto a questo, intendiamo allargare lo sguardo verso tutti i temi attinenti alla nostra attività e al mondo del lavoro in genere. Non solo trasporti, dunque, ma anche contratti, rappresentanza, diritto di sciopero, fisco e previdenza. Alcune sezioni saranno dedicate agli approfondimenti legislativi e normativi, per orientarsi tra le nuove disposizioni di legge. Non mancheranno, poi, studi, analisi, approfondimenti, punti di vista e, perché no, provocazioni. In sostanza, siamo convinti ce ne sarà abbastanza per stimolare l’attenzione e l’interesse anche fra chi si avvicina alla nostra testata solo per curiosità.

Il nostro progetto editoriale nasce, per ora, sul volontariato e sull’intento di dare voce a chi trova solitamente poco spazio sui principali mass media. Ma, con il sostegno dei lettori, crediamo di poter rapidamente dare vita ad un giornale che possa diventare punto di riferimento per gli addetti ai lavori ed avere un ruolo di primo piano nel dibattito politico, economico e sociale del Paese

Dopo questa premessa, necessaria nel primo editoriale della nuova edizione in formato digitale, voglio entrare subito nel vivo dei temi che intendiamo trattare su queste colonne. Innanzitutto qualche aggiornamento sul nostro sindacato. Dall’ultimo numero de La Voce Trasporti & Diritti ad oggi, la FAST-Confsal ha ingrandito la propria famiglia con la fusione di FAST Mobilità e SUL CT, da cui è nata la S.L.M. FAST–Confsal, dove SLM sta per Sindacato Lavoratori Mobilità.

La fusione, che ha visto la FAST-Confsal accrescere la propria rappresentanza in maniera prepotente nel mondo degli autoferrotranvieri, è avvenuta in un momento storico in cui le discussioni interne ad associazioni, sindacati o partiti portano ovunque a scissioni più o meno turbolente. Noi, in controtendenza, siamo riusciti a riunire e far convivere in uno stesso sindacato profili e persone con esperienze diverse, che hanno deciso di condividere un progetto comune per costruire un sistema contrattuale volto a combattere il dumping sociale che in questi anni incombe nel mondo del lavoro.

Su questa linea, i primi articoli che troverete pongono l’attenzione sul dibattito in merito al referendum consultivo sulla privatizzazione di ATAC e cercano di spiegare le nostre ragioni per il NO! Com’è nostro costume, il chiaro pronunciamento non ha nulla a che fare con la salvaguardia di una posizione di convenienza – come qualcuno probabilmente cercherà di far credere – ma è una scelta razionale che trova spiegazione nel confronto con le varie esperienze di gestione del Tpl in Italia e all’estero. Basta guardare, ad esempio, l’esperienza di Genova, oppure fare un confronto fra ATAC e Consorzio SCARL Roma TPL per avere un’idea. Un osservatore distratto potrebbe sostenere che ATAC ha costi contrattuali più alti ma, vista la forte incidenza della velocità commerciale, non solo il consorzio privato ha costi più elevati ma anche una più debole tutela sul lavoro che provoca troppo spesso, ad esempio, dei problemi nell’erogazione delle retribuzioni – sempre in ritardo e mai corrette – contro cui lottiamo da tempo.

Sul fronte del trasporto ferroviario, dopo il risanamento del Gruppo FSI avvenuto sotto la guida dell’Ingegner Mauro Moretti e una breve parentesi con Elia e Messori ai vertici, il timone dal 2015 era passato all’ingegner Renato Mazzoncini, che aveva programmato un piano industriale decennale, rivolgendo l’attenzione verso il business internazionale, investimenti per il rilancio del trasporto merci e si era concentrato con particolare attenzione sul trasporto pubblico locale.

 Lo spoil system imposto dal “governo del cambiamento” nell’estate scorsa ha portato all’ennesimo rinnovo della governance. Alla guida del Gruppo FSI è arrivato il dott. Gianfranco Battisti il quale, in attesa di presentare il suo nuovo piano Industriale, ha annunciato la ferma volontà di rilanciare il trasporto ferroviario nei diversi vettori, con particolare attenzione al trasporto regionale. Non sembra suo interesse, almeno per ora, spingere verso una competizione delle Fs con le aziende del Tpl, quanto, invece, puntare ad un’integrazione intermodale fra gomma e ferro nel trasporto regionale e locale.

Un’altra integrazione allo studio dell’ad è quella tra alta velocità e trasporto aereo. Su questo fronte, proprio in questi giorni dovrebbero arrivare novità sulla richiesta del governo al Gruppo FSI di farsi carico del problema Alitalia. Saremo attenti alle risposte che il dott. Battisti intenderà dare, anche se nutriamo non poche riserve circa la possibilità di ristrutturare la compagnia aerea attingendo agli utili del Gruppo FSI. Saremmo molto favorevoli ad una soluzione che contempli prima un piano nazionale dei trasporti e poi un progetto complessivo, strutturato sia sul piano politico che su quello industriale, per l’integrazione fra i vari vettori, con accordi commerciali paritari fra le aziende presenti nei vari vettori.

In questa situazione di incertezza, non può sfuggire il fatto che da una parte si cerca di risanare Alitalia con la consolidata redditività che il Gruppo FSI produce da qualche anno, dall’altra si torna indietro in merito alla fusione di ANAS nel Gruppo FSI. Operazione, quest’ultima, vista sempre con grande scetticismo dal SADA FAST-Confsal perché ritenuta una mera operazione di bilancio economico dello Stato più che un serio progetto industriale.

Tutto questo rimescolamento, pur comprendendo la necessità politica di dare un forte segnale di discontinuità con il passato, crea non poca confusione se vi si aggiunge la soppressione dell’ANSF (Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria) e la costituzione dell’ANSFISA (l’Agenzia nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali). Il nuovo organismo rappresenta, in apparenza, solo un ampliamento del precedente. Personalmente, però, ritengo si tratti di un soggetto nuovo, con molte più competenze assegnate, ma nessuna chiarezza su come tali competenze s’intersechino con quelle vecchie per il controllo della sicurezza ferroviaria. Su questa tematica ci riserviamo di fare quanto prima un dettagliato approfondimento.

Altro tema caldissimo è sicuramente quello dei contratti collettivi e, contestualmente, dell’idea di rappresentanza sindacale e datoriale ad essi collegata. Il governo ha annunciato fin da subito di voler smantellare il Jobs Act. Per ora, però, abbiamo solo assistito ad una serie di confusi interventi sui contratti dei lavori atipici. La questione, anche in riferimento al mondo degli appalti, dove le tutele e i diritti dei lavoratori continuano ad assottigliarsi, sarà centrale nel dibattito politico dei prossimi mesi. Noi, potete starne certi, terremo la guardia ben alta.

Buona lettura.

Categoria: L'Editoriale