LA NUOVA TRENORD È PEGGIO DELLA VECCHIA

Cambiare tutto per non cambiare nulla, la nuova Trenord stenta a decollare

 

Il trasporto regionale ferroviario lombardo è complicato. Bello, ma complicato. Dapprima erano presenti due imprese ferroviarie, la nota Trenitalia e la meno nota ai non Lombardi Ferrovie Nord Milano.

Dopo pregressi lunghi e burrascosi le due aziende si uniscono definitivamente nel 2012, dando vita a Trenord, l’unica azienda di trasporto ferroviario Regionale Lombarda, nata per dare il miglior servizio possibile ai cittadini Lombardi, visto che in Regione si aveva la sensazione che i contributi immessi a Trenitalia venissero dirottati verso i più famosi Frecciarossa.

L’unione non è certo stata indolore, soprattutto per il personale dipendente dalle due aziende, che ha dovuto subire un cambio di contratto e numerosi problemi organizzativi e amministrativi che ad oggi ancora non risultano totalmente risolti.

A distanza di 6 anni però, con l’avvento della nuova giunta regionale, il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, si inizia a rendere conto che un’azienda gestita con quote paritarie risulta priva di potenziale, in quanto una delle due proprietà (gruppo FS), non intende immettere capitali se non gestisce con quote maggioritarie l’azienda.

A Luglio 2018 parte allora un confronto serrato in cui il presidente Fontana e l’allora ad del Gruppo FS,  Renato Mazzoncini, iniziano a ragionare sulle possibili soluzioni.

I due, snocciolando la questione, arrivano, in ordine cronologico, alle seguenti soluzioni:

  • cessione dell’1% delle quote al gruppo FS stesso che si rende disponibile a fare immediatamente investimenti sui materiali
  • cessione dell’1% delle quote al gruppo FS ma solo in via temporanea
  • Gestione della Rete da parte di Gruppo FS (RFI) e dei treni da parte di una nuova azienda, il nome non dovrebbe dare continuità agli ultimi disagi di Trenord, capitanata dalla Regione
  • Gestione congiunta tra Regione e Gruppo FS che si dovrebbero dividere le tratte, una parte in gestione a Trenitalia ed un’altra, i treni maggiormente ubicati nelle grandi città lombarde, alla medesima azienda Regionale, che non si chiamerà Trenord, sia mai, al fine di dare discontinuità.

Nel frattempo cambiano i vertici di gruppo FS e tutto tace fino ad una conferenza stampa in cui il Presidente della Regione Lombardia ed il nuovo ad del Gruppo FS, Gianfranco Battisti, parlano di un’intesa per mandare del personale (macchinisti e capitreno) ed alcuni treni da Trenitalia a Trenord e per far gestire da un nuovo ad la società Trenord, dandogli pieni poteri.

Ma ad oggi cos’è cambiato? La risposta è semplice: quasi nulla. E’ cambiato l’Amministratore Delegato di Trenord, al quale auguriamo un buon lavoro. Ma siamo a novembre e i treni hanno gli stessi disagi di prima (ritardi, guasti ecc…), il personale non sa quale sarà l’evoluzione dell’azienda che era in fase di apertura di rinnovo contrattuale e Regione Lombardia e gruppo FS tacciono.

Siamo sempre più convinti che il personale e i pendolari lombardi abbiano bisogno di risposte nel brevissimo periodo e che istituzioni ed aziende debbano adoperarsi al fine di avere la miglior mobilità possibile in una regione strategica come la Lombardia…. Ma non era un obbiettivo delineato già nel 2012.

Segretario Regionale Lombardia FAST SLM-Confsal

Categoria: Punti di vista