REFERENDUM, SLM FAST-CONFSAL: “DAI ROMANI UN SEGNALE CHIARO”

Per il Segretario della Provincia di Roma, “ora occorre velocizzare i processi industriali utili al rilancio di Atac”

«I romani hanno di nuovo espresso, in coerenza con il Referendum abrogativo del 2011, la propria contrarietà alla liberalizzazione della gestione del servizio pubblico locale, al netto delle strumentalizzazioni partitiche». Così il Segretario Provinciale di SLM-Fast Confsal Giuliano Parmiani commenta, i risultati della consultazione referendaria consultiva sul TPL romano.

La bassa affluenza, mirata e trasversale, è stata una chiara e significativa risposta. «Gli elettori non hanno abboccato», prosegue l’esponente sindacale, «far leva sui malfunzionamenti aziendali non è stato sufficiente a fargli cambiare idea. Sono stati determinati e hanno usato lo strumento anche dell’astensione per ribadire che l’Atac, patrimonio della collettività, nonché la gestione del TPL capitolino devono rimanere in mano pubblica. Né più e né meno della Cotral».

«Certo i problemi non sono risolti, sia per l’utenza che per il personale, ma da questo voto ci si aspetta un cambio di passo dalle autorità competenti, un concreto segnale di cambiamento, che velocizzi quei processi industriali utili al rilancio di Atac: efficientamento delle manutenzioni, l’ammodernamento delle metro/ferrovie e l’acquisto di nuove vetture».

«In tale contesto, riteniamo necessario che lo Stato», conclude Parmiani, «riesca a ottimizzare il sistema di controllo delle aziende pubbliche in mano agli Enti Locali, provinciali e comunali, o alle amministrazioni regionali. Controllo che è venuto meno dopo la Riforma Costituzionale del 2001 che, di fatto, ha ampliato l’autonomia delle Regioni».

Categoria: Interventi

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