AUTOSTAZIONE TIBUS, IL TRASFERIMENTO NON AIUTA NÉ ROMA NÉ L’ABRUZZO

La delocalizzazione dell’autostazione, decisa dalla Giunta Raggi, allunga i tempi dei pendolari e dei viaggiatori. Regione Abruzzo sul piede di guerra

Il 17 ottobre scorso, con una delibera pubblicata il 26 ottobre, il Comune di Roma ha approvato la «delocalizzazione dell’Autostazione per i mezzi adibiti alle linee di trasporto pubblico interregionali, nazionali ed internazionali all’interno del nodo Anagnina».

Una vera e propria tegola caduta sulla testa degli otto milioni di viaggiatori che ogni anno transitano dal Terminal Bus di Roma Tiburtina. Un trasferimento che non fa felice nessuno: né i pendolari, che vedono i tempi di percorrenza allungati ed i collegamenti al trasporto pubblico peggiorati, né i viaggiatori che si troverebbero comunque lontani dai principali collegamenti della città, lontani dall’alta velocità già inesistente sulle regioni adriatiche e né le casse di Roma Capitale, che dovrebbero sborsare 624 mila euro per l’adeguamento del piazzale di Anagnina.

Se pensiamo alla realtà abruzzese, la situazione diventa esasperata visto che a causa della conformazione del territorio e degli investimenti, quasi nulli, per coprire la distanza tra l’Aquila e Roma (100 km), ci vogliono circa un’ora e trenta minuti di Autobus, che andrebbero ad allungarsi di un’altra ora dopo il trasferimento ad Anagnina.

Sicuramente una parte dei pendolari abbandonerà il mezzo pubblico per raggiungere la capitale ed andrà ad appesantire ulteriormente un traffico già congestionato. È per questo che si è alzato il coro di protesta da parte di tutti gli amministratori Abruzzesi.

Il Presidente vicario della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, ha dichiarato che le due regioni dovrebbero incentivare i collegamenti Lazio Abruzzo, e che le scelte logistiche ed infrastrutturali andrebbero prese di concerto con istituzioni, aziende, associazioni. Il collegamento con Roma è funzionale anche ai tanti cittadini romani che hanno scelto di vivere in Abruzzo e di lavorare a Roma. Le economie delle due regioni sono profondamente intrecciate, come dimostra la sinergia che si sviluppa in tema di ricerca e sviluppo sulle politiche dello spazio. Ricorda poi che ancora recentemente l’Abruzzo ha rinnovato il suo impegno a farsi carico di una cospicua parte dei rifiuti urbani prodotti dalla città di Roma nell’ambito di una visione solidale e collaborativa tra istituzioni. “Con lo spostamento ad Anagnina, invece – sostiene Lolli – i viaggiatori sarebbero costretti ad allungare di molto i tempi per arrivare a Termini o per raggiungere lo snodo ferroviario e le ulteriori rispettive destinazioni, con conseguente allungamento degli orari di percorrenza. Una penalizzazione che, ovviamente, graverebbe anche sul percorso inverso”.

Anche l’assessore regionale del Lazio Massimiliano Valeriani ha dichiarato il proprio dissenso alla scelta della Giunta Raggi. Ma la Regione non ha nessun potere in merito.

La cosa ancor più sorprendente è che la Società TIBUS, che oggi gestisce il Terminal bus Tiburtina, ha formalmente presentato, ormai un paio di anni orsono, all’assessorato un project financing di riqualificazione dell’attuale autostazione Tiburtina e dell’area circostante per un valore di circa 6 milioni di euro, completamente a carico dei privati, in linea con il vigente codice degli appalti. Nessun riscontro è giunto in merito dal comune Capitolino.

Ad oggi non ci è ancora chiaro il motivo del trasferimento del terminal né i tempi entro i quali ciò dovrebbe avvenire, ma dopo le numerose perplessità palesate, il comune di Roma ha l’obbligo di rivedere la propria posizione.

Categoria: Interventi

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