POLVERI METRO, SLM-FAST CONFSAL APRE CON RISERVA

La Segreteria interviene in merito ai risultati dell’indagine ambientale svolta a ottobre sulla Linea A e B/B1 

 

Sono passati sottotraccia – solo uno sparuto trafiletto – gli esiti dell’indagine ambientali effettuate negli ambienti di lavoro della Linea A e B/B1 della metropolitana di Roma, commissionate da Atac all’Università di Tor Vergata. Un fatto strano, veramente, considerato il clamore, il chiasso sollevato sull’argomento – delicato -, a suon di titoli cubitali e chilometri di articoli che occupavano le pagine della cronaca per intere settimane.

Anche perché è emerso che «i valori misurati delle polveri “inalabili” e “respirabili” (il cui limite di legge è pari rispettivamente a 10 mg/m3 e a 3 mg/m3)», recita l’informativa aziendale ai RLS del 20 novembre, «nei box e banchine scelti e nelle cabine macchinista, questi sono risultati tutti inferiori alla decima parte del TLV (valore limite di riferimento), spesso anche di due ordini di grandezza inferiori o addirittura al limite di rilevabilità dello strumento».

E ancora, «per quanto concerne invece la silice libera cristallina, va precisato che ad oggi non esiste un limite di riferimento fissato dal D.Lgs. 81/08: i valori a disposizione sono stati finora quello fissato dallo SCOEL (Scientific Committee on Occupational Exposure Limits) pari a 0,5 mg/m3 e quello definito dall’ACGIH (American Conference of Governmental Industriai Hygienist) per ambienti di lavoro riportato in Italia dall’AIDII (Associazione Italiana Degli Igienisti Industriali) pari a 0,25 mg/m3. Nel caso specifico», prosegue la nota ufficiale, «in via cautelativa, per tutelare maggiormente i lavoratori, si è scelto il valore di riferimento fissato dalla recente Direttiva (UE) 2017/2398 pari a 0,1 mg/m3. Pur facendo riferimento a questo TLV più restrittivo i valori emersi sono risultati tutti prossimi o inferiori alla decima parte del valore limite».

Oltre che le polveri aerodisperse l’indagine, svolta lo scorso ottobre dal Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione – Sezione di Medicina del Lavoro dell’Università di Roma Tor Vergata, ha riguardato, anche le polveri sedimentate. E, al netto della disputa mediatica, questo studio rappresenta l’unica certezza in un mare di chiacchiere, dalla quale ripartire e ragionare.

«Prendiamo atto che l’Azienda ha dato seguito a quanto sottoscritto con la nostra Segreteria il 10 agosto», esordisce il Segretario della Provincia di Roma SLM-Fast Confsal Giuliano Parmiani. In tale circostanza infatti, Atac si era impegnata all’«attività di campionamento dell’aria nei luoghi di lavoro, come, a titolo di esempio, la galleria, i tronchini e la cabina» nonché alla «riattivazione delle operazioni di lavaggio e di raccolta della sabbia nelle gallerie, al fine di assicurare i requisiti di sicurezza e salubrità standard nel periodo ponte in attesa dell’assegnazione della procedura di gara europea ad evidenza pubblica». Scripta manet vien da dire.

«Non possiamo che esprimere la nostra soddisfazione», continua il Segretario Parmiani, «rispetto a quanto anticipato nella relazione ai RLS del 20 novembre. Tuttavia, ci riserviamo di consultare l’indagine svolta dall’Università Tor Vergata per avere una visione completa della situazione, che rimane in cima alle priorità della nostra attività sindacale, data la delicatezza dell’argomento. In questo contesto vogliamo, inoltre, capire gli effetti di tali esposizioni, pur rientrando nei limiti di legge, nel tempo».

«In egual misura attendiamo», conclude, «un atto tangibile per ciò che concerne la sostituzione dei filtri e la sanificazione degli impianti dell’aria condizionata sia nelle cabine guida dei treni che nei box di stazione, in coerenza con gli impegni presi nell’incontro avvenuto nella giornata del 21 settembre».

Categoria: Diario Sindacale

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