PERCHÈ ADERIRE AL SINDACATO?

Attenta riflessione sul fare Sindacato oggi

Nel nostro ambito lavorativo, dobbiamo constatare che purtroppo l’adesione al Sindacato diventa sempre più contestato. Vi è una diffusa delusione tra i lavoratori ed un’apatia di principio tra i più giovani. Vi è poca passione oggi per il Sindacato, tanto che, in taluni ambiti di lavoro, il Sindacato più grosso è diventato quello dei non iscritti.

Le ragioni possono essere tante e diverse. Caduta degli ideali o delle vecchie ideologie, critica delle istituzioni tradizionali, sfiducia nell’efficacia di talune aggregazioni sociali. Certo oggi la società è divenuta molto più liquida ed i ruoli di comunicare, di interagire tra le persone e le organizzazioni è di molto cambiato.

Ma le contestazioni negative devono farci pensare ad un ripensamento nel nostro modo di comunicare e di fare Sindacato. Intanto però, dobbiamo recuperare le radici fondamentali e queste risiedono nella consapevolezza che la nostra principale ricchezza e la nostra unica reale possibilità di cittadinanza sta nel nostro lavoro. E poiché nessuno regala nulla spontaneamente, è necessario tutelare le possibilità positive del lavoro. Ma da soli possiamo fare molto poco.

Di qui la necessità di organizzarci e di aggregarci insieme. Appunto nel Sindacato. Sono considerazioni forse banali ma fondamentali, e per questo dobbiamo trasmetterle ai giovani, ai neo assunti, agli smemorati.

Ma questo è solo l’inizio. Bisogna anche vincere la diffidenza, la delusione, l’ostilità latente che è molto più diffusa di quanto vogliano credere. Anche su questo dobbiamo fare un’analisi molto severa della situazione in cui versa oggi il mondo del lavoro e che il motore della situazione di espansione economica si è oggi “ingrippato”. Le opportunità del lavoro, di un lavoro pregiato, soprattutto, sono molto diminuite.

Le crisi e le esternalizzazioni sono sempre più incombenti. Sul lavoro pesa la pericolosa spada di Damocle della robotizzazione spinta, che tende a fare a meno dell’intervento del lavoro umano. Sul mondo del lavoro è sceso un cupo inverno!

Che significa questo per la nostra azione sindacale? Che dobbiamo ritirarci sconfitti e rintanarci nei nostri ridotti? Niente affatto. Vuole semplicemente dire che se è sceso l’inverno, dobbiamo metterci un cappotto più pesante. Che fuori di metafora significa che dobbiamo cambiare tipo di azione, ma non ritirarci dal confronto. Significa superare la retorica del passato ma che -pur prendendo atto delle mutate condizioni- sono sempre presenti a lottare per i diritti e gli interessi del lavoro.

E comunicarlo sempre, a tutti, con efficacia. Rinnovando anche il nostro modo fare Sindacato. Resta ancora una domanda, molto importante, perché aderire ad un Sindacato Autonomo? Anche qui c’è un fatto storico e culturale nuovo. Gli altri Sindacati Italiani sono legati geneticamente a formazioni culturali-politiche che oggi non esistono più. Quei vecchi partiti, quelle vecchie culture politiche non esistono più, almeno come erano.

Oggi il mondo è radicalmente cambiato, e non da oggi. Al Sindacalismo Autonomo si presenta una grande opportunità perchè può -libero dai vecchi condizionamenti, come dalle nuove sirene- proporre un nuovo modo di fare sindacato. Proporre una vera e propria nuova politica per il Sindacato.

Che ritrovi i fondamentali: autonomia reale dai partiti e dai compromessi di basso profilo con le controparti, ritrovare la solidarietà sociale di base del lavoro  e contemporaneamente esaltare le specificità  che arricchiscono i modi nuovi di far produzione: rimettere al centro la persona come fine di tutta la produzione e ripensare le aziende come comunità di persone, prima ancora che come  pedina di una nuova finanza che ignora talora anche le ragioni della produzione stessa.

Categoria: Punti di vista

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