GTT TORINO, CHIARIRE GLI SCENARI

L’Azienda necessita un’inversione di rotta, una vera lotta agli sprechi e privilegi, incentivando i front-line e la meritocrazia

Da qualche tempo ormai si dibatte sul futuro dell’azienda di trasporto pubblico di Torino, dipingendo scenari sempre diversi: qualche anno fa ci fu la fusione tra Satti e Atm, ieri il matrimonio sfumato con Milano, oggi la costituzione del consorzio Arriva Italia Rail. Si parla di gare e soci privati, della politica invadente, ma si sta perdendo di vista il centro della questione: la Gtt è una grande risorsa per il nostro territorio, ricca di competenze ma non esente da problemi piccoli e grandi. Al centro, però, il trasporto pubblico locale, ferrovia, parcheggi e il servizio per la mobilità dei cittadini.

Ora è il momento di chiarire gli scenari. La situazione finanziaria è grave. Il piano che l’azienda ha approvato è un’ipoteca sul futuro: massimizzare gli incassi e abbattere i costi, tramite una revisione della rete di trasporto, una revisione ferma al 1982, revisione tariffaria, un drastico aumento dei servizi dati in sub-affido. Oggi su 40 milioni di chilometri percorsi dai bus solo 3 milioni sono affidati ad altre ditte, si parla di poter arrivare a 15, Gtt ha mezzi vecchi (età media di 12 anni su un ciclo di vita di 15 e 2.800 autisti, molti alle soglie della pensione.

Considerando questa situazione, Gtt è orientata più che mai a sostituire la maggior parte dei propri mezzi entro il 2021. Il primo passo doveva essere mosso qualche mese fa, ma il bando per la realizzazione di 174 mezzi ecologici è andato deserto. Entro l’inizio del nuovo anno, però, Gtt conta di avviare il nuovo piano per l’introduzione graduale di nuovi veicoli. Questi, dal 2019, saranno commissionati a privati in grado di sobbarcarsi la manutenzione dei mezzi per dieci anni.

Nel frattempo tutto questo comporta un eccessiva spesa in manutenzione dei bus obsoleti, ovviamente senza dipendenti, perché risaputo che il personale tecnico è in via di estinzione. Gtt necessita un’inversione di rotta, una vera lotta agli sprechi e privilegi, incentivando i front-line e la meritocrazia.

Il nostro obiettivo principale, è aiutare a rimettere l’azienda in efficienza, sotto controllo pubblico, tutelando i posti di lavoro, salario e garantendo un servizio migliore di quello erogato finora. Indispensabile sarà soprattutto un forte cambiamento di gestione e di management, da scegliere per capacità manageriale e non per appartenenza a questa o a quella cordata politica.

Su questi presupposti che confidiamo nel nuovo amministratore delegato, auspicando che dalle parole finalmente si passi ai fatti.

Categoria: Diario Sindacale

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