TEMPI DI GUIDA E RIPOSO

 Il 90 per cento delle aziende ritiene debba essere più flessibile. Ecco come e perché…

Come va cambiata la normativa europea sui tempi di guida e riposo? Per il 90% delle aziende di autotrasporto andrebbe soprattutto resa più flessibile. È quanto emerge da un sondaggio condotto da Infogestweb, azienda veronese specializzata in tecnologie per l’autotrasporto e ideatrice del software Golia per monitorare il cronotachigrafo, presentato durante il convegno “Il futuro dell’autotrasporto tra intermodalità, innovazioni tecnologiche e nuovi scenari normativi”, organizzato lo scorso 30 novembre dalla azienda stessa, con il patrocinio del Consorzio Zai – Interporto Quadrante Europa.

Ma vediamo le ragioni per cui la normativa avrebbe bisogno di essere resa flessibile? Per il 66,9% perché ostacola l’attività delle aziende, anche mentre il 44% ha specificato l’ambito normativo maggiormente bisognoso di flessibilità nel tema dei riposi settimanali. Inoltre, la flessibilità sarebbe anche necessaria visti i tanti fattori che spesso impediscono di rispettare la normativa, come per esempio tempi di attesa al carico e scarico, tempi di attesa ai terminal, ritardo dei treni. Le aziende hanno inoltre sottolineato la necessità di deroghe per permettere all’autista di raggiungere casa o la sede e la difficoltà di conciliare il rispetto della normativa con le esigenze della committenza, sollevando il problema della responsabilità della filiera.

Molto interessante poi il dato “bulgaro” rispetto alle aree di sosta per veicoli pesanti: il 97% delle aziende ritiene che l’Italia non ne abbia a sufficienza. Molte aziende hanno sottolineato la necessità di servizi di interconnessione digitale tra veicoli, aziende e centri logistici per ottimizzare le operazioni di carico e di scarico.

Non tutti però sono stati critici. Per il 59,5% la normativa sui tempi di guida agevola la sicurezza su strada, così come il 61,6% delle aziende giudica positivamente il divieto del riposo settimanale regolare in cabina.

Rispetto ai controlli, poi, Il 57,5% li valuta poco efficaci, il 10% non efficaci, il 32,5% molto efficaci. Il 44% degli intervistati valuta i controlli competenti, il 41,4% poco competenti, il 14,6% non competenti. Le prime tre voci per cui per le aziende è necessario effettuare maggiori controlli sono, in ordine: manomissione del cronotachigrafo, cabotaggio e concorrenza sleale, efficienza del veicolo. Tra le problematiche evidenziate dalle aziende: organi di controllo poco formati, necessità di controlli più frequenti e capillari, controlli effettuati per lo più su aziende italiane.

Rispetto invece alle tecnologie il 44%delle aziende è dotato di software per la gestione e pianificazione dei viaggi, il 56% per la geolocalizzazione, il 25% per la sicurezza, il 42% per l’amministrazione e la gestione aziendale.

Categoria: Diario Sindacale

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