LO SPAZIO FERROVIARIO UNICO EUROPEO: LE NORMATIVE COMUNITARIE

In buona sostanza, libera circolazione, politica integrata dei trasporti e tutela della concorrenza sono le leve necessarie al perfezionamento

Il trattato di Roma del 1957 sanciva la costituzione della Comunità economica Europea (CEE) con l’ambizioso compito “…di promuovere, mediante l’instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell’insieme della Comunità…”L’art. 3 del trattato esplicava, in modo puntuale, le azioni necessarie al raggiungimento dei fini sovra enunciati; tra queste, appare necessario ricordare “l’eliminazione fra gli Stati membri degli ostacoli alla libera circolazione delle persone, dei servizi e dei capitali”, “l’instaurazione di una politica comune nel settore dei trasporti” nonché “la creazione di un regime inteso a garantire che la concorrenza non sia falsata nel mercato comune”. In buona sostanza, libera circolazione, politica integrata dei trasporti e tutela della concorrenza sono le leve necessarie al perfezionamento “dell’area economica europea” così come era stata concepita dai padri costituenti.

Concentrando l’attenzione sull’instaurazione di una politica comune in materia di trasporti, questa venne declinata in 3 direttrici fondamentali: 1) la creazione di un mercato comune dei trasporti, 2) il conseguimento della libera prestazione dei servizi e 3) l’apertura dei mercati del trasporto (in regime di concorrenza).

La costruzione di uno spazio ferroviario unico europeo a trazione concorrenziale è stato oggetto di una legislazione europea molto proficua, dal momento che tale operazione non può prescindere dall’armonizzazione dei vari aspetti caratterizzanti il settore. Tale processo ha intrapreso il suo percorso a partire dagli anni Novanta (Direttiva 91/440/CEE la quale imponeva, tra le diverse misure, l’obbligo di separazione fra gestore della rete e esercente il servizio di trasporto), fino ad arrivare, attualmente, all’adozione di quattro “pacchetti ferroviari” (composti da direttive e regolamenti) disciplinanti, tra le molteplici materie, la liberalizzazione del mercato, la sicurezza, l’armonizzazione delle specifiche tecniche di interoperatività.

Il primo pacchetto, emanato nel 2001 e recepito nell’ordinamento italiano con il D. Lgs. n. 188/2003, si componeva delle direttive 2001/12-13-14-16/CE concernenti, rispettivamente: 1) l’accesso equo e non discriminatorio alla rete ferroviaria e l’utilizzo ottimale della stessa, 2) la modifica della direttiva 95/18 CE riguardante i criteri che disciplinano il rilascio, la proroga o la modifica ad opera di uno Stato membro delle licenze destinate alle imprese ferroviarie che sono stabilite o si stabiliranno nella Comunità, 3) la ripartizione della capacità di infrastruttura ferroviaria, all’imposizione dei diritti per l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria e alla certificazione di sicurezza, 4) l’interoperabilità del sistema ferroviario convenzionale (l’interoperatività esprime la possibilità di far circolare senza ostacoli i treni su reti ferroviarie differenti, ossia reti appartenenti a Paesi diversi).

Il secondo pacchetto, adottato nel 2004, era costituito dalle direttive 2004/49-50-51/CE e dal Regolamento 2004/881/CE concernenti rispettivamente: 1)  i requisiti di sicurezza per l’intero sistema, compresa la sicurezza della gestione dell’infrastruttura e del traffico (sicurezza declinata in quattro importanti aspetti quali l’istituzione di un’autorità responsabile dei controlli, il reciproco riconoscimento dei certificati di sicurezza rilasciati negli Stati membri, la creazione di indicatori comuni di sicurezza (CSI) per valutare la conformità del sistema agli obiettivi comuni nonché la definizione di norme comuni per le indagini di sicurezza), 2) la modifica delle direttive precedenti in materia di interoperatività dei sistemi ferroviari dei paesi membri (direttive 96/48/CE riferita all’alta velocità nonché la 2001/16/CE concernente il trasporto convenzionale), 3) la  modifica della direttiva 91/440/CEE (sviluppo delle ferrovie comunitarie), 4) l’istituzione di un’agenzia ferroviaria europea con il compito di apportare un supporto tecnico in materia di interoperabilità dei sistemi ferroviari (armonizzazione delle c.d. “STI, ossia le Specifiche Tecniche di Interoperabilità) e di sicurezza del sistema ferroviario europeo (attraverso le raccomandazioni sui metodi comuni di sicurezza, CSM, e gli obiettivi comuni di sicurezza (CST)).

Il terzo pacchetto, adottato nel 2007, era costituito dalle direttive 2007/ 58-59 UE nonché dai regolamenti 2007/1370-1371-1372 UE concernenti, rispettivamente: 1) l’apertura del mercato dei servizi ferroviari internazionali di trasporto passeggeri all’interno della Comunità (alle imprese ferroviarie europee viene accordato, entro il 1o gennaio 2010, il diritto di accesso all’infrastruttura di tutti gli Stati membri per l’esercizio di servizi di trasporto internazionale di passeggeri, ivi compreso, il diritto di far salire e scendere passeggeri in stazioni situate lungo il percorso internazionale) , 2)la definizione delle condizioni e delle procedure per la certificazione dei macchinisti addetti alla condotta dei locomotori e dei treni nel sistema ferroviario della Comunità, nonché, dei compiti che investono le autorità competenti degli Stati membri, i macchinisti e gli altri soggetti operanti nel settore, con particolare riferimento alle imprese ferroviarie, ai gestori delle infrastrutture ed ai centri di formazione, 3) le modalità di intervento delle autorità competenti in ordine al settore dei trasporti pubblici di passeggeri per garantire la fornitura di servizi di interesse generale,  4) l’introduzione di nuovi diritti ed obblighi per i passeggeri nel trasporto ferroviario, prevedendo oneri informativi a favore dei passeggeri e diritti specifici in occasione di ritardi, soppressioni di treni e mancate coincidenze, 5) la modifica del Regolamento (CE) n. 577/98 il quale disciplina l’organizzazione di un’indagine per campione sulle forze di lavoro nella Comunità al fine di analizzare i progressi nell’ambito della coesione economica e sociale.

Il quarto pacchetto ferroviario, infine, si compone di tre regolamenti 2016/796-2237-2238 UU e tre direttive accompagnati da una comunicazione (“Quarto pacchetto ferroviario – Completare lo spazio ferroviario europeo unico per favorire la competitività e la crescita europee”), da una relazione sul profilo e i compiti degli altri membri del personale viaggiante da una relazione sulla liberalizzazione del mercato del trasporto ferroviario internazionale di passeggeri. La Commissione europea ha presentato il pacchetto il 30 gennaio 2013 e, ad esito di un lungo iter, a maggio 2016 sono stati pubblicati il Regolamento (UE) 2016/796 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un’Agenzia dell’Unione europea per le ferrovie e che abroga il Regolamento (CE) n. 881/2004, la direttiva (UE) 2016/797 relativa all’interoperabilità del sistema ferroviario europeo e la direttiva (UE) 2016/798 sulla sicurezza delle ferrovie. Tali interventi sono diretti ad assicurare un processo di omogenizzazione sotto il profilo tecnico in relazione alla sicurezza e all’interoperabilità del sistema ferroviario dell’Unione. A dicembre 2016 sono infine stati pubblicati il Regolamento (UE) 2237/2016 relativo alla normalizzazione dei conti delle aziende ferroviarie che abroga il regolamento (CEE) n. 1192/69 del Consiglio il quale permetteva agli Stati membri di compensare 40 imprese ferroviarie che figurano in un elenco per il pagamento di obblighi che le imprese operanti in altri settori di trasporto non devono sostenere; il Regolamento (UE) 2238/2016 che, modificando il Regolamento (CE) 1370/2007, introduce norme sull’apertura del mercato dei servizi di trasporto nazionale di passeggeri per ferrovia e la direttiva (UE) 2016/2370 che riguarda l’apertura del mercato dei servizi di trasporto ferroviario nazionale di passeggeri e la governance dell’infrastruttura ferroviaria, modificando la direttiva 2012/34/UE, ossia la direttiva che istituisce lo spazio ferroviario unico europeo, recepita nel nostro ordinamento con il decreto legislativo n.112/2015.

Categoria: Analisi & Studi