MANOVRA, FAST-CONFSAL: “TAGLIANO PENSIONI IN FAVORE DEGLI EVASORI”

Durissima la requisitoria dell’Organizzazione Sindacale sulla Legge di Bilancio in corso di approvazione

La Legge di Bilancio è a un passo dall’approvazione definitiva, manca solo la terza lettura della Camera, prevista entro il 29 dicembre, e nella FAST-CONFSAL si tirano le prime conclusioni (dure): «Tagliano le pensioni per favorire gli evasori», tuona nel comunicato, «cambiano i suonatori, ma la musica resta sempre la stessa. Con la Manovra di Bilancio imposta dall’Europa il governo del cosiddetto cambiamento ha rivelato, la sua vera natura, seguendo le orme dei tanto vituperati esecutivi Monti e Letta».

È «identica la logica perseguita», a parere del Segretario Generale FAST-CONFSAL Pietro Serbassi e del Segretario Nazionale FAST-Pensionati Agostino Apadula, «utilizzare il sistema pensionistico come un enorme bancomat per fare cassa. Il nobile obiettivo, questa volta, è rastrellare risorse per finanziare un reddito di cittadinanza che, per la confusione e l’incertezza che regna nella mente di chi lo sta promuovendo, per l’assenza di fatto dei nuovi centri per l’impiego e per la complessità e la vastità del problema, finirà per far aumentare a dismisura il lavoro nero e la disoccupazione nel nostro Paese. Il governo dimostra di voler seguire la strada delle leggi di spesa e delle mance elettorali di renziana memoria, invece d’intervenire in modo strutturale sulla pressione fiscale applicata ai dipendenti ed alle imprese, che invece continua ad aumentare costantemente ed è la vera ragione del blocco dell’occupazione».

«Applicare tagli lineari alle pensioni cosiddette d’oro», spiegano, «già interessate da una progressiva fiscale che va oltre il 50%, senza considerare le addizionali comunali e locali, spacciandoli per interventi sulla parte di assegno non coperta dai contributi, vuol dire mentire sapendo di mentire. Similmente iniqui sono gli interventi di riduzione  della perequazione economica sui trattamenti pensionistici  superiori a tre volte il minimo INPS, che provocheranno riduzioni permanenti sul valore di pensioni sicuramente di per sé non elevate, che si aggiungeranno ai danni economici rilevanti già provocati dal blocco della perequazione degli anni 2011/2012, dichiarato illegittimo con sentenza n. 70 dalla Consulta nel 2015, i cui effetti sono stati poi vanificati con un provvedimento legislativo interpretativo  dal governo Renzi”.

“Le organizzazioni sindacali libere come FAST-CONFSAL e FAST-Pensionati», concludono i segretari Serbassi ed Apadula, «non lasceranno niente di intentato per difendere i diritti pensionistici quesiti, sia promuovendo manifestazioni di protesta, sia mediante la presentazione di ricorsi legali presso la magistratura di merito e di legittimità per impedire la realizzazione di questi tagli che, così come prevede di fare il governo del finto cambiamento, serviranno a favorire provvedimenti assistenziali di cui beneficerebbero anche evasori, elusori e sfruttatori del lavoro nero».

Categoria: Attualità

Tags: