SCIOPERO, È ANTISINDACALE LA VIOLAZIONE DEL CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE

In tutte le occasioni citate, l’azienda ha posto in essere le medesime condotte lesive dell’attività sindacale

Il Tribunale di Roma con una recente pronuncia del 17 dicembre scorso ha dichiarato antisindacale la condotta tenuta da una società di pulizie in occasione di più scioperi indetti dalla FAST – comparto imprese di pulizie.

Il Sindacato, nei mesi tra maggio e luglio 2018, aveva indetto tre diversi scioperi volti ad ottenere un incremento del monte orario per i lavoratori applicati su uno degli appalti dell’azienda.

In tutte le occasioni citate, l’azienda ha posto in essere le medesime condotte lesive dell’attività sindacale, consistenti nella violazione del codice di autoregolamentazione per l’attuazione della legge sul diritto di sciopero. In particolare, la società non procedeva ad un esame preventivo con l’organizzazione sindacale circa i lavoratori da assegnare alle prestazioni indispensabili e coinvolgeva nelle prestazioni indispensabili anche il Rappresentante Sindacale Aziendale. Ciò contrariamente a quanto previsto dall’art. 8 del citato codice di autoregolamentazione, il quale impone la concertazione tra azienda e sindacato relativamente all’individuazione dei lavoratori da applicare ai servizi indispensabili, vietando altresì l’applicazione a tali servizi dei rappresentanti sindacali aziendali.

La FAST, a seguito della reiterazione di tali comportamenti, proponeva ricorso per la repressione della condotta antisindacale, ai sensi dell’art. 28, St. Lav.

All’esito del giudizio, il Trib. di Roma, con il decreto n. 26846 del 19 dicembre 2018, ha accolto il ricorso della FAST, dando evidenza della correttezza di quanto sostenuto dal sindacato.

Il Giudice, per quanto concerne il requisito della tipicità della condotta, ha evidenziato come la violazione del codice di autoregolamentazione sia sufficiente ad integrare una condotta antisindacale meritevole di tutela ex. art. 28 St. Lav.

E’ stata inoltre ribadita la centralità del requisito dell’attualità della condotta tra i presupposti necessari per agire in giudizio ai sensi dell’art. 28 St. dei Lav. Tale requisito deve essere inteso in senso elastico, essendo integrato da tutte le condotte che, ancorché esaurite, continuano ad esplicare effetti tali da poter ostacolare, intimidire o limitare l’azione sindacale. Nel caso di specie, il Tribunale di Roma ha osservato che, sebbene temporalmente concluse le azioni di sciopero, le condotte in esame non dovranno essere reiterate dall’azienda avendo una portata intimidatoria tale da causare una restrizione della libertà sindacale.

Categoria: Lavoro & Diritto

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