S.O.S. SMARRITI GLI UFFICI DEGLI OGGETTI SMARRITI

Tutti se ne lavano le mani, tra l’angoscia di chi paga a caro prezzo una propria distrazione

Sono centinaia gli oggetti che ogni giorno vengono dimenticati sui mezzi di pubblici, siano essi bus, treni, taxi o metropolitana. Nella maggior parte dei casi si tratta di oggetti con un grande valore affettivo oltre che economico. Anelli, bracciali, computer, borse, zaini, valigie, portafogli, ombrelli e cellulari.

Da quando il Gruppo FS ha eliminato l’Ufficio Oggetti Smarriti dalle stazioni, rientrare in possesso di qualcosa dimenticata accidentalmente sul treno è diventata una vera e propria avventura, non sempre a lieto fine.

Per capire meglio il fenomeno è giusto specificare che ci sono obblighi per chi ritrova l’oggetto che talvolta rendono impossibile l’effettiva messa in pratica della norma.

Supponiamo che un capotreno ritrovi una valigia abbandonata a Ladispoli su un treno regionale, magari che fa tutte le fermate tra Roma e Civitavecchia. La legge prevede che sia consegnata al Comune della città del rinvenimento o al Comune termine corsa del treno. Il Capotreno in servizio su un treno Roma Civitavecchia, difficilmente avrà il tempo di recarsi in Comune. È molto probabile che, dopo dieci minuti dal suo arrivo a Civitavecchia, sia di nuovo in servizio verso Roma.

Allora cosa dovrebbe fare? Magari riportarlo con sé a Roma, terminare l’orario di lavoro e, nel proprio tempo libero, recarsi a Civitavecchia a consegnare l’oggetto in Comune. Spesso può succedere quindi che venga portato nell’ufficio di Roma se il termine servizio è a Termini, altrimenti in Comune.

Se il viaggiatore si rende conto di aver smarrito l’oggetto nei primi minuti dalla discesa dal treno, ha sicuramente buone possibilità di riuscire a ritrovarlo. Col passare del tempo, ovviamente, la ricerca diventa quasi impossibile.

Non è nemmeno corretto che un lavoratore debba portare a sue spese un oggetto in Comune, talvolta molto distante dalla propria abitazione, con tutti i rischi del caso. Per rischi si intende il fatto di ignorare il contenuto di una borsa o di uno zaino potendosi ritrovare, quindi, a trasportare anche merce illegale di cui, in caso di controlli stradali, se ne dovrà giustificare il possesso.

Sul sito di Trenitalia non c’è traccia di come comportarsi nelle stazioni minori. Il diritto di ritrovare un oggetto viene concesso solo ai viaggiatori dei vettori Freccia e intercity.

Sarebbe opportuno trovare una soluzione più congrua sia alle reali esigenze del distratto viaggiatore, sia nel rispetto di chi ha rinvenuto l’oggetto.

Soluzioni valide ci sono e qualche società ben gestita già le adotta, come ad esempio la società di trasporto pubblico per l’Emilia Romagna (TPER) che, a Bologna, due giorni a settimana consegna in comune tutti gli oggetti rinvenuti sui bus.

Nelle stazioni dove il personale termina la propria prestazione lavorativa sarebbe opportuno predisporre una persona che raccolga e cataloghi gli oggetti per poi consegnarli al Comune, anche solo un giorno a settimana. Sarebbe un gesto dovuto se, come annunciato più volte, si vuole migliorare il trasporto pubblico locale.

Categoria: Attualità

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