CONCILIAZIONE TEMPI DI VITA E DI LAVORO, PROBLEMA ATAVICO AFFRONTATO AL CONVEGNO DALLA FAST SLM-CONFSAL

“Donne, vita e lavoro” il titolo del convegno realizzato dalla FAST SLM-Confsal tenutosi il 12 dicembre 2018 presso l’Hotel dei Congressi in Roma.

Un titolo che già di per sé lascia grande spazio al dibattito, su un tema che da sempre vede l’attenzione e la sensibilità del sindacato, in merito alle condizioni del lavoro femminile e dell’impatto che quest’ultimo genera, a cascata, sulla vita privata delle lavoratrici.

I lavori, cui hanno partecipato le componenti dei vari C.P.O. (Comitato Pari Opportunità) delle regioni, sono stati aperti dal Segretario Nazionale Angelo D’Ambrosio che, assieme alla Responsabile CPO Nazionale FAST SLM-Confsal, Cinzia Ferrara e alla Responsabile CPO della federazione FAST-Confsal, Sabrina Mancini, ha presieduto il convegno raccogliendo gli interventi provenienti dalla sala piena di lavoratrici.

Il fulcro del confronto è stato senza ombra di dubbio la conciliazione dei tempi vita/lavoro.

Il focus dell’intera giornata si è incentrato su un quadro contrattuale e lavorativo, come quello dei servizi accessori al trasporto, che soffre di una cronica precarietà occupazionale e contrattuale, fattori che non fanno altro che amplificare le problematiche che le donne si trovano giornalmente ad affrontare.

Da sempre, il mondo del lavoro ha messo la donna di fronte a scelte difficili, più o meno evidenti, fra le opportunità di carriera e vita privata, in primis la scelta della maternità.

Nella società dell’era digitale che continuamente e in maniera sempre più vorticosa cambia modi, costumi e tempi di vita, ci si trova a scontrarsi con il mondo della donna, comunque soggetto ai naturali cicli di vita biologica che mal si conciliano con la moderna società.

Si è messo in risalto come l’Italia vede sempre più abbassarsi il tasso di natalità, un problema che rispecchia il sostanziale fallimento della politica e la difficoltà culturale nel considerare la maternità non come una condizione o una scelta strettamente legata alla donna, bensì come un diritto inalienabile e un’opportunità della nazione tutta.

Pertanto si è voluto discutere come in un quadro europeo il riequilibrio, soprattutto del welfare state, enfatizzi la tutela e il rilancio della maternità. Tra i macrosistemi predominanti spiccano le politiche di sostegno francesi , tedesche e scandinave mentre rimane ancora tra gli stati minori l’Italia. Nel Belpaese, come fin troppo spesso accade, non si è mai adottata una vera politica di welfare famigliare a concreto sostegno delle mamme lavoratrici.

L’evidente cartina di  tornasole è la crescente diminuzione delle nascite che, sommata a una scarsa sensibilità culturale, ci trova a subire l’effetto di invecchiamento della società e dei conseguenti problemi di previdenza, assistenza e solidarietà agli anziani.

Altri interventi delle partecipanti hanno portato, proprio, a sottolineare come queste problematiche devono essere affrontate nello specifico, partendo col modificare la cultura di base, comprendendo che un aumento demografico si pone al centro di tutta la società.

Le problematiche citate non toccano solo la donna ma tutte quelle categorie più deboli come i padri soli con figli a carico, visto che i luoghi di lavoro sono sempre meno idonei e non adatti per mitigare i tempi di cura dei figli stessi.

È fondamentale sensibilizzare le aziende ad adottare politiche corrette di welfare aziendale, in più va fatto loro comprendere che l’armonizzare i tempi di vita e lavoro non è un elemento superfluo, bensì la nuova frontiera dei diritti primari del lavoratore.

L’interesse nei temi trattati, enfatizzando il punto cardine per il lavoratore ovvero la famiglia e i figli con le proprie esigenze, problemi, aspettative costituiscono necessariamente un quadro d’insieme con le necessità produttive dell’Azienda e il benessere della persona.

Il sindacato, riveste, oggi più che mai, un ruolo di primaria importanza in questo processo evolutivo di contrattazione collettiva; deve concorrere a formare una nuova coscienza di classe proprio attraverso i nuovi sistemi di partecipazione.

Questo moderno e delicato ruolo del sindacato contribuisce, assieme allo Stato, al cambiamento culturale dell’odierna epoca storica in cui la maternità, la nascita e la crescita non saranno più affare di uno, ma interesse di una comunità intera.

Il convegno ha permesso la costruzione di un documento che è stato consegnato innanzitutto alla confederazione Confsal al fine di farlo diventare parte integrante delle tesi congressuali.

Nel Congresso Generale Confsal, tenutosi a Roma nei giorno 14-15-16 gennaio 2019 è stato ripreso anche questo tema e il Segretario Generale Confsal ha inserto nel documento congressuale “Un Patto Sociale per lo Sviluppo”, la proposta della Confsal: “Un anno di contribuzione per ogni figlio”.

Categoria: Diario Sindacale

Tags: