CONFSAL DI NUOVO IN PIAZZA A NAPOLI IL PRIMO MAGGIO RINNOVA LA SFIDA AI CONFEDERALI

Dopo il grande successo dello scorso anno, la Confsal, quarta confederazione sindacale nazionale con due milioni di iscritti nell’impiego pubblico e privato e una presenza capillare su tutto il territorio italiano, ha deciso che anche questo primo maggio celebrerà la Festa dei Lavoratori nella storica Piazza del Plebiscito di Napoli. L’esperienza del 2018, che ha portato per la prima volta nelle strade il sindacato autonomo, rompendo un monopolio dei festeggiamenti troppo a lungo detenuto dalle vecchie organizzazioni confederali, ha confermato che la Confsal, a volte tenuta ai margini del contesto politico ed economico, è una realtà profondamente radicata nel Paese. Quello vero, dei giovani, dei lavoratori, dei disoccupati e dei pensionati che ogni mattina, tra mille difficoltà, si alzano e si rimboccano le maniche.

A dimostrarlo ci sono i numeri. Lo scorso anno la piazza gremita e la grandissima affluenza di partecipanti giunti da tutta Italia hanno spinto gran parte dei mezzi di informazione ad aggiudicare alla Confsal il duello a distanza con i sindacati confederali, peraltro impegnati in manifestazioni unitarie. Era un obiettivo ambizioso per la prima iniziativa pubblica della Confederazione autonoma, ma è stato raggiunto. E per questo primo maggio l’intenzione è di fare il bis, rilanciando la sfida alle altre organizzazioni. Sfida che non si combatte, ovviamente, solo a colpi di manifestanti, ma con l’impegno quotidiano, con l’attenzione costante alle nuove esigenze dei lavoratori in un mondo che sta velocemente cambiando e con la convinzione che il sindacato autonomo, che si ispira da sempre ai principi dell’indipendenza e del pluralismo, sia la risposta giusta in questa delicata fase politico-economica del Paese.

Nel 2018, con il governo in fase di formazione, la Confsal ha messo sul tavolo un’importante apertura di credito al nuovo esecutivo, una speranza verso l’annunciato cambiamento. Ad un anno di distanza, bisogna purtroppo ammettere che gran parte delle aspettative è andata delusa. La scelta di Napoli come sede delle celebrazioni è chiaramente simbolica, ma non esclusiva e discriminante rispetto al Nord, dove il tessuto produttivo continua ad andare avanti anche in assenza di spinte politiche. Manifestare in Piazza del Plebiscito significa avere ben presente che la rinascita del Mezzogiorno è una sfida che riguarda il futuro dell’intero Paese. E che la Confederazione intende portare avanti con diversi progetti, tra cui “Il lavoro parte dal Sud” e “I giovani nel futuro occupazionale”.

La manifestazione del Primo Maggio, per cui la Confsal impegna con convinzione un terzo del suo bilancio, sarà non solo un momento di festa e di confronto tra i cittadini e con i cittadini, ma sarà anche l’occasione per chiedere a governo, istituzioni e parti sociali la definizione di un nuovo “Patto sociale per lo sviluppo“. Anche quest’anno, i giovani saranno protagonisti della prima parte della giornata, nello spazio “Destinazione lavoro, verso una nuova prospettiva”. Le nuove leve del sindacato, interagendo con giovani artisti, animeranno il dialogo portando in evidenza le due facce del mercato: l’imprenditore che, agendo con altruismo, produce una ricaduta sull’interesse generale e quello che, invece, opera concentrandosi esclusivamente sul proprio vantaggio personale. L’idea è quella di affrontare, senza banalità e con un po’ di satira, due grandi temi: il confine tra etica ed economia e il passaggio generazionale tra la solidarietà dei lavoratori e la condivisione del lavoro nella nuova era dell’intelligenza artificiale.

I lavori proseguiranno affrontando il tema centrale del nuovo “Patto sociale per lo sviluppo“, che dovrà essere fondato sulla crescita, superando la drammatica situazione economica e sociale segnata dalla perdita di un milione e centomila posti di lavoro rispetto ai livelli pre-crisi, su un’assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori del sistema Paese, sulla tutela della salute e sicurezza di lavoratori e cittadini e, infine, su un concetto d’Europa sociale solidale. Accanto al “Patto sociale per lo sviluppo“, la Confsal coglierà l’occasione anche per lanciare un “Patto del lavoro“, per sostenere politiche economiche a misura della persona e dell’impresa. Il Patto dovrà essere fondato su una contrattazione di qualità valida per tutti i settori produttivi e sarà lo strumento per chiedere, oltre al salario minimo orario unico garantito dalla legge, l’assicurazione per ogni lavoratore del trattamento giuridico-economico previsto dai Contratti collettivi, una particolare considerazione per il salario d’ingresso, l’eliminazione di qualsiasi forma di dumping e l’incremento del salario netto attraverso la revisione delle aliquote fiscali.

*Segretario generale Confsal

Categoria: Attualità

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