L’ABRUZZO E LA GESTIONE DEI SERVIZI FERROVIARI

La qualità del servizio migliora solo con contratti lunghi ed investimenti ben mirati

Un’attenta analisi della situazione italiana sul trasporto ferroviario, effettuata da Legambiente con un rapporto denominato Pendolaria 2018, ha evidenziato che ogni qualvolta ci sono stati investimenti mirati, i pendolari hanno risposto in maniera significativa, viceversa dove gli investimenti hanno latitato o tardato ad arrivare, i pendolari si sono allontanati con molta più celerità.

Lo sa bene l’Abruzzo dove la spesa sostenuta per il servizio ferroviario regionale rapportata al bilancio regionale è pari allo 0,24%. Nel resto d’Italia alcune regioni riescono ad investire l’1% del bilancio regionale facendo accrescere il numero di viaggiatori su ferro nell’intero paese del 7,9% negli ultimi 4 anni.

Gli effetti delle poche risorse messe a disposizione dalla regione hanno portato l’Abruzzo addirittura al primo posto tra le regioni che hanno perso in assoluto utenza e viaggiatori: Dai 23.530 viaggiatori giornalieri del 2011 ai 14.140 del 2017.

Nel 2023 scadrà l’attuale contratto che tiene legata la Regione Abruzzo a Trenitalia per l’affidamento della gestione del trasporto ferroviario regionale.

Già nel 2016 Trenitalia aveva presentato una proposta di contratto strutturato su scadenza quindicennale a partire dal 2018 fino al 2032 per poter effettuare gli investimenti necessari attraverso l’acquisto di nuovo materiale rotabile e consentirne l’ammortamento ed il ritorno di investimento nel lungo periodo.

La bontà della proposta era stata esplicitata anche all’interno dell’ultimo contratto firmato tra la Regione e Trenitalia e per questo motivo era stata inserita la clausola opzionale di recesso anticipato tra le parti ed il passaggio ad un contratto di durata quindicennale, qualora la regione avesse valutato positivamente la proposta e trovato i fondi per attuarla.

Le vicende politiche e le successive elezioni hanno distolto l’attenzione da questo importante tema che la SLM FAST-Confsal chiede di riportare all’attenzione del Governatore regionale.

Con un contratto lungo almeno quindici anni si possono fare investimenti sia al materiale rotabile che sul reparto manutentivo, creando efficienza, posti di lavoro ed un trasporto ecologico oggi più che mai necessario in una regione dove il patrimonio naturale ha la principale componente della ricchezza comunitaria.

È tempo che la politica abbia il coraggio di invertire la rotta. Negli ultimi anni sono state cancellate corse ferroviarie in favore degli autobus, anche su direttrici dove l’infrastruttura ferroviaria permetterebbe l’incremento di tracce, come l’Adriatica. Rendere il servizio su gomma prerogativa del trasporto verso i piccoli centri ed i borghi non collegati da servizio ferroviario. I risvolti positivi sono indiscutibili, e a questo punto anche necessari, visto la necessità di rendere le strade e le autostrade più sicure e l’ambiente meno inquinato.

(foto: Ansa)

Categoria: Interventi

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