METROGENOVA, LA FAST-CONFSAL LIGURIA ALL’ATTACCO

Il prolungamento della linea metropolitana, annunciata dal Comune, potrebbe comportare il ridimensionamento dell’Officina Trenitalia di Brignole

Quando le battaglie sono di giusto principio; quando sono per la salvaguardia dei posti di lavoro, anche per il futuro; quando si tratta di difendere una Città ferita da un evento inaudito, allora la Fast trova le sue migliori energie per passare all’attacco e trasformarsi da veicolo in locomotore.

Questo è accaduto in Liguria, in questi ultimi due mesi, in occasione della firma di protocolli d’intesa tra il Comune di Genova e le Società delle FSI, per il prolungamento della Metropolitana genovese da Brignole a piazza Martinez.

La questione è che questo prolungamento collide con le strutture dell’Officina di Brignole-Piazza Giusti e che, in assenza di garanzie scritte, da parte di Trenitalia, salterebbero insieme all’Officina di Brignole, almeno un centinaio di posti di lavoro, tra quelli ferroviari e degli appalti.

E quella di Brignole è l’ultimo insediamento produttivo industriale manutentivo ferroviario a Genova, dopo le chiusure della Squadra Rialzo di Trasta, del PMC di Terralba, dell’Officina di Rivarolo.

Posti di lavoro, quelli dell’Officina di Brignole, preziosi per una città già vulnerata dal crollo del Ponte Morandi, con diverse attività economiche già chiuse nella zona rossa ed arancione, limitrofe al ponte; una città in costante calo demografico, dove i giovani, anche quelli più preparati, o restano a carico del welfare-famigliare o debbono spostarsi a Milano, nella migliore delle ipotesi, o in Europa. E non parliamo dei lavoratori cinquantenni che perdono il lavoro.

 

Perciò la Fast Liguria si è subito schierata e mossa, con assemblee unitarie, con un intervento televisivo in diretta su Tele Genova, con due comunicati stampa pubblicati da Il Secolo XIX, con un’audizione in Consiglio Comunale (con la Filt, unica firmataria insieme alla Fast Liguria, dello sciopero proclamato per la vicenda), ed infine con lo sciopero (finalmente unitario) proclamato per il 3 giugno.

Quali le richieste della Fast Liguria espresse al Consiglio Comunale ? Quali le valutazioni e le analisi delle forze in campo?

Intanto una grande Impresa pubblica (Trenitalia), che ha la missione di fornire un servizio pubblico di massa, fondamentale e costituzionalmente protetto, in modo efficiente ma anche efficace, che, da una parte, ha promesso investimenti per la manutenzione rotabili in Liguria, ma dall’altro progetta una riduzione della capacità produttiva manutentiva complessiva ligure del 33% in quattro anni (meno 56.935 ore lavorate tra il 2019 e il 2023); che ha firmato contemporaneamente due affidamenti: il primo con i Sindacati liguri per il mantenimento, oltre il 2020, di un Presidio manutentivo a Genova Brignole, l’altro con il Comune di Genova, per l’allungamento della Metropolitana con l’abbandono delle aree dell’Officina di Genova Brignole, con conseguenti operazioni di valorizzazione immobiliare.

Poi, una presenza forte ed articolata di Associazioni di Utenti e Pendolari ferroviari, che reclamano una crescente necessità di trasporto ferroviario.

Ancora, un territorio (Genova) che cerca, ed ha sempre cercato, di rallentare i processi di deindustrializzazione o almeno di riconvertire questi processi nello sviluppo di un tessuto produttivo alternativo.

Infine, a nostro avviso, una Comunità (quella genovese) che, attraverso le sue Istituzioni, deve avere la responsabilità politica dei processi socio-economici che insistono e che si sviluppano nel proprio territorio.

A fronte di questo scenario, la Fast Liguria ha ribadito forte e chiaro che la condizione preliminare per avere un trasporto ferroviario regionale efficiente è mantenere efficace la capacità industriale manutentiva, a partire dalla capacità produttiva dell’Officina di Brignole, la quale, o deve poter coesistere con l’allungamento della Metropolitana, o deve poter essere allocata in un’area adeguata alternativa della Città Metropolitana di Genova.

Categoria: Diario Sindacale

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