METROGENOVA, IL COMUNE APRE, TRENITALIA TACE. FAST-CONFSAL: “SCIOPERO”

Si impenna la vertenza sui cento lavoratori delle officine di Brignole, che rischia la chiusura a causa del prolungamento della metropolitana

Il Consiglio Comunale di Genova recepisce l’appello lanciato in primis dalla Segreteria Regionale della Fast-Confsal Liguria, approvando l’Ordine del Giorno che impegna l’Amministrazione a “promuovere un dialogo costruttivo con F.S. finalizzato al mantenimento delle attività”. Nel mirino il prolungamento della metropolitana verso Piazza Martinez, annunciata dal Comune medesimo all’indomani del protocollo di intesa raggiunto lo scorso 8 maggio con il Gruppo F.S. Italiane, per l’utilizzo delle aeree ferroviarie di Brignole-Terralba. Che potrebbe determinare anche, e soprattutto, il idimensionamento – o trasferimento/chiusura – delle officine meccaniche presenti, l’ultima rimasta nel capoluogo, con evidenti ricadute sui livelli occupazionali.  “Una volta distrutti”, ammonisce il Segretario Mario Pino, “i posti di lavoro non si ricreano”.

Il documento di indirizzo, nato su iniziativa delle opposizioni (primo firmatario il consigliere Crivello) e votato all’unanimità dal Consiglio, maggioranza compresa, esprime “la necessità del prolungamento”, opera di indiscusso valore strategico, ma allo stesso tempo “conferma l’esigenza di difendere i posti di lavoro legati alle attività manutentive dell’attuale sito dell’Officina del Deposito locomotive di Genova Brignole e delle lavorazioni ad esse connesse”. Una scelta “coerente”, continua, “con il mantenimento delle professionalità presenti, la qualità delle manutenzioni dei mezzi del Trasporto Regionale, lo sviluppo ulteriore del Nodo Metropolitano e della baricentricità dell’impianto”. Altro rilevante argomento sostenuto dalla Fast-Confsal Liguria.

Da qui l’impegno al Sindaco e alla Giunta “a promuovere un dialogo costruttivo con F.S. finalizzato al mantenimento delle attività, relazionandone in Consiglio e confermando l’impegno assunto dall’Assessore alla Mobilità Balleari a richiedere la partecipazione dei dirigenti di Trenitalia per sviluppare un confronto costruttivo nella commissione competente, in sinergia con le Organizzazioni Sindacali, i Municipi e le realtà interessante a valorizzare ed incrementare il trasporto pubblico in città”.

A rafforzare la vertenza, e implicitamente anche l’ordine del giorno, un atto che ha la sua rilevanza, l’incontro tenutosi in Comune nella giornata di giovedì 23 maggio, tra l’Assessore allo Sviluppo e promozione economica Giancarlo Vinacci e le Organizzazioni Sindacali. Tra queste, ovviamente, la Fast-Confsal: “L’Assessore ha ascoltato e compreso – spiega il Segretario Pino – le nostre rimostranze circa la necessità di mantenimento dei posti di lavoro e delle attività a Genova. Ci ha chiesto, pertanto, di fargli pervenire i quesiti da esporre a Trenitalia, congiuntamente alla richiesta di incontro. Documento che abbiamo inviato il giorno successivo”.

Nella missiva, indirizzata all’Assessore, si interroga Trenitalia per sapere le “reali intenzioni rispetto al mantenimento dei posti di lavoro e delle attività alla manutenzione rotabili oggi effettuate a Genova presso l’Officina Piazza Giusti”. E poiché “la progettazione dell’allungamento della metropolitana può offrire soluzioni compatibili con il tracciato ferroviario che permette l’ingresso dei treni in Piazza Giusti, quali sono gli investimenti che Trenitalia intende mettere in campo per il mantenimento delle attività in Piazza Giusti?”. Le Segreterie ricordano, altresì, che il sito “già oggi ospita i treni Jazz, quindi dispone delle dimensioni adeguate a contenere tutti i complessi che in futuro sanno utilizzato sul nodo di Genova per il traffico pendolare” perciò “quali sono le attività manutentive che garantiranno gli attuali livelli occupazionali di personale diretto e indiretto (indotto dagli appalti ferroviari di pulizie e piccola manutenzione), compatibilmente con investimenti già previsti a Savona? Quali saranno le scelte in esercizio che garantiranno l’efficientamento dei costi del contratto di servizio, rispetto alle disecomonie generate dalla chiusura del complesso genovese?”

Ed è stata proprio la mancanza di certezza da parte della Società che hanno spinto la stessa Fast-Confsal, e le altre Organizzazioni, a confermare, contemporaneamente, lo sciopero di 8 ore del 3 giugno del personale della manutenzione rotabili dell’officina di Brignole, esteso poi al personale di manovra.Le Segreterie Regionali”, recita il comunicato congiunto “avevano richiesto da tempo un incontro con il Sindaco di Genova per chiarire il futuro della manutenzione rotabili, a seguito delle dichiarazioni del Vice-Sindaco relative all’allungamento della metropolitana previsto in corrispondenza delle aree ferroviarie dove oggi lavorano un centinaio di addetti. I comunicati stampa con i quali lo stesso vice sindaco diffondeva la notizia della firma di alcuni protocolli di intesa fra le Società del Gruppo FSI e l’amministrazione comunale, avevano aumentano l’allarme dei lavoratori dell’officina e del Sindacato in merito al rischio di abbandono totale delle aree e, con esse, delle attività. A seguito di una comunicazione del sindaco in tal senso, il 23 maggio siamo stati finalmente convocati dall’assessore Vinacci, che ha ascoltato le ragioni del sindacato, impegnandosi a chiedere un approfondimento a Trenitalia, circa la necessità di mantenimento di posti di lavoro e attività a Genova. Il sindacato ha chiesto che la progettazione della metropolitana, affidata al RINA, sia compatibile con il tracciato dei binari di ingresso all’officina di Piazza Giusti, per scongiurare la sua chiusura. E’ stata pertanto ribadita la posizione di contrarietà alla cessione di aree di FS che occupano attività industriali, a scopo di mera speculazione immobiliare. Le Organizzazioni sindacali hanno precisato di non voler alimentare una competizione fra Savona e Genova per accaparrarsi gli investimenti, ma che è necessario mantenere un equilibrio fra i due territori per garantire alla città di Genova un futuro per i posti di lavoro e per la qualità del servizio ferroviario ai pendolari del nodo metropolitano. Un piccolo binario definito “presidio”, peraltro mai concordato nei contenuti con le OOSS, non può essere la soluzione. L’Assessore, dichiarando di condividere gli obiettivi, ha aggiornato l’incontro a data da destinarsi”.

Categoria: Attualità

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