ASSEGNO DIVORZILE NON DOVUTO SE EX CONIUGE HA NUOVA FAMIGLIA DI FATTO

Con la sentenza del 10 gennaio la Cassazione Civile ha stabilito un importante e interessante principio

L’instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, sebbene di fatto, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge. Questo è l’importante principio di diritto stabilito dalla Cassazione Civile con sentenza del 10 gennaio 2019, n. 406 ponendosi quindi la Suprema Corte sulla stessa scia dei precedenti orientamenti.

Infatti, già nel 2015 la Cassazione affermava il venir meno del presupposto per il riconoscimento dell’assegno divorzile in caso di  instaurazione di una famiglia di fatto da parte del coniuge divorziato. In particolare, nella fattispecie esaminata, i Giudici di legittimità ritenevano pacifica la sussistenza di una “famiglia di fatto” formata dall’ex moglie con il nuovo compagno e dai figli avuti da quest’ultimo. Conseguentemente accoglievano il ricorso proposto dall’ex marito, non sussistendo più i presupposti per il riconoscimento di un assegno divorzile in favore della donna.

Tuttavia, precisava la stessa Corte, mentre il caso di nuovo matrimonio del coniuge divorziato fa automaticamente cessare il diritto all’assegno, la costituzione di una famiglia di fatto necessita sempre un accertamento e una pronuncia giurisdizionale. Pertanto, affinché l’ex coniuge onerato possa esimersi dal versamento dell’assegno divorzile, lo stesso dovrà ricorrere giudizialmente per ottenere un provvedimento volto all’eliminazione dell’obbligo provando la nuova relazione del beneficiario del mantenimento. Detta prova può essere data dalla presenza di figli nati dalla nuova relazione, dal certificato di residenza che attesti una convivenza duratura, dall’esistenza di un conto corrente cointestato o da altri elementi che possano attestare una relazione di tipo familiare.

Anche nel 2016 la Suprema Corte con sentenza n. 19345/2016 ribadiva il citato principio, oltretutto precisando che il diritto all’assegno non entra in stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso. Ne consegue, quindi, come l’instaurazione di una stabile relazione dopo il divorzio precluda anche l’eventuale successiva pretesa nei confronti dell’ex coniuge nel caso in cui dovesse venir meno la convivenza stessa.

Con la recentissima sentenza ivi in commento la Cassazione ha infatti confermato l’orientamento affermato in precedenza, rigettando le richieste della ricorrente che, proprio a causa del venir meno della convivenza, lamentava il fatto di non disporre dei mezzi adeguati per vivere non potendo più contare sul contributo del nuovo partner.

Inoltre, la Corte ha chiarito l’istituto della “famiglia di fatto”, da intendersi come vera e propria “famiglia”, portatrice di valori di stretta solidarietà, di arricchimento e sviluppo della personalità di ogni componente, e di educazione e istruzione dei figli, che trova un riconoscimento nell’art. 2 Cost.

Ulteriore elemento che rileva è la presenza di una fonte effettiva e stabile di reddito per il coniuge beneficiario; solo in presenza di queste condizioni una nuova convivenza può diventare un parametro per eliminare l’obbligo di mantenimento a carico dell’ex coniuge che potrà considerarsi definitivamente esonerato dall’obbligo di corrispondere l’assegno divorzile.

      Avv. Alessandra Pillinini
Avv. Daria Pietrocarlo

Categoria: Analisi & Studi

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