LO SMART ROAD E LA PRIMA SPERIMENTAZIONE DEI VEICOLI A GUIDA AUTOMATICA

Partita la prima sperimentazione dei veicoli a guida automatica, autorizzata dalla Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

In Italia si sta assistendo alla prima sperimentazione sulla circolazione dei veicoli a guida automatica in piena attuazione del processo di digitalizzazione delle reti di trasporto. Sulla scorta del Decreto Smart Road, è stata concessa la prima autorizzazione dalla Direzione Generale Motorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che vedrà la circolazione di un veicolo senza conducente su una strada pubblica.

L’ondata tecnologica ha investito tutti gli ambiti economico-sociali a tal punto di divenire l’elemento principale per il conseguimento del vantaggio competitivo, per le imprese, ovvero per il miglioramento della qualità della vita, dal lato delle persone. Non sempre l’innovazione tecnologica è stata accolta con entusiasmo dalle organizzazioni sindacali perché se è vero che la riconversione dei processi produttivi nel senso dell’informatizzazione ha creato il fabbisogno di nuove competenze da reperire sul mercato del lavoro, lo è altrettanto che tale sviluppo ha reso superate le mansioni a basso valore aggiunto creando, di fatto, una sostituzione dei macchinari con il fattore lavoro.

Per quello che concerne il settore dei trasporti, a livello nazionale, la sperimentazione su strada delle c.d. “soluzioni smart road e di guida connessa e automatica” è stata introdotta dall’art. 1 comma 72 della L. n. 205/2017 (Legge di Bilancio 2018) il quale dispose, entro il termine di 30 giorni a decorrere dall’entrata in vigore della norma in commento, l’emissione di un decreto del MIT per la definizione delle modalità attuative e gli strumenti operativi all’avvio della sperimentazione stessa.

Il decreto n. 70/2018 varato dal MIT, c.d. “Decreto Smart Road”, gettò le basi applicative per lo sviluppo:

  1. delle c.d. “Smart Road”, intese come le infrastrutture stradali per le quali è intervenuto un processo di trasformazione digitale;
  2. della sperimentazione su strade pubbliche di veicoli a guida automatica.

Inoltre, il provvedimento ministeriale previde che i costi per l’implementazione di tale tecnologia fossero a carico del concessionario o del gestore dell’infrastruttura.

Occorre precisare che la programmazione di una rete infrastrutturale più connessa risale alla Direttiva 2010/40/UE la quale introdusse il concetto di sistemi di trasporto intelligenti (ITS) i quali si sostanziarono in applicazioni avanzate aventi lo scopo di fornire informazioni e facilitare le comunicazioni in modo da migliorare l’utilizzo da parte degli utenti delle reti di trasporto.

L’avanzamento tecnologico si è spinto fino alla creazione di sistemi cooperativi più complessi, i c.d. “C-ITS”, capaci di rendere praticabile l’interazione tra veicoli, tra infrastruttura e veicolo nonché tra infrastrutture ampliando la gamma di servizi a disposizione degli utilizzatori.

L’ammodernamento delle infrastrutture esistenti (manutenzione straordinaria) ovvero l’impostazione digitale di quelle in fase di costruzione è condizione necessaria per lo sviluppo, a vari livelli, della c.d. assistenza automatica alla guida fino alla sua declinazione più evoluta, ossia la guida senza conducente. In tal senso, l’efficacia dei comportamenti di guida su strada del veicolo autonomo, dipende dalla qualità dei flussi informativi nonché dalla capacità delle piattaforme di produrli.

Allo stato attuale, è prevista una programmazione di interventi sull’esistente che, in via prioritaria, riguarderà le infrastrutture italiane appartenenti alla rete europea TEN-T (reti trans-europee di trasporto); quest’ultima riguarda dieci “corridoi” considerati prioritari e finalizzati al collegamento tra gli Stati Membri. Tra questi, 4 coinvolgono l’Italia:

  1. il Corridoio Mediterraneo;
  2. il Corridoio Reno Alpi;
  3. il Corridoio Baltico Adriatico;
  4. il Corridoio Scandinavo-Mediterraneo.

Al fine di comprendere il concetto di veicolo a guida automatica, accorre l’art. 1 del decreto in commento il quale lo definisce come “Un veicolo dotato di tecnologie capaci di adottare comportamenti di guida senza l’intervento attivo del guidatore…”; di contro, il provvedimento specifica che non rientra nella definizione di cui sopra, il veicolo omologato per la circolazione su strada pubblica dotato di sistemi di assistenza alla guida.

Operate tali definizioni, il decreto si preoccupa di disciplinare alcuni aspetti della sperimentazione, tra i quali:

  • i soggetti che possono richiedere l’autorizzazione (es. le università ovvero gli enti pubblici e privati di ricerca);
  • l’istruttoria che deve essere compiuta;
  • le modalità di rilascio dell’autorizzazione;
  • l’attività di controllo sulla sperimentazione.

Dal prossimo 27 Maggio prenderà il via, nella città di Parma, la prima sperimentazione di veicoli a guida autonoma su strade pubbliche, dopo l’autorizzazione rilasciata dal MIT alla società VisLab S.r.l. (fino ad oggi l’unico soggetto a richiedere la possibilità di effettuare le prove).

I collaudi perseguiranno l’obiettivo di testare i comportamenti del veicolo in alcune situazioni critiche (es. intersezioni, rotonde), i sistemi di percezione visiva e mediante radar e il sistema di pianificazione del percorso.

In conclusione, la rosea aspettativa, nel senso della produttività, generata dall’evoluzione tecnologica non può distrarre dalla formulazione di alcune considerazioni, soprattutto, in termini di impatto sul mercato del lavoro; appare evidente che le competenze nel settore digitale (creazione di applicazioni, gestione del flusso informativo raccolto) saranno facilmente spendibili, soprattutto, se acquisite all’interno di un adeguato percorso accademico. Di contro, le professioni esistenti saranno surrogate, in tutto o in parte, dalle attività prestate dall’intelligenza artificiale e, di conseguenza, si presenterà il problema di sostenere finanziariamente quei lavoratori in attesa della conversione delle loro competenze che, a volte, necessita di un lungo periodo di apprendimento.

Categoria: Analisi & Studi