AL VIA IL PROGETTO DI FS SISTEMI URBANI “RAIL CITY-LAB”

Si è svolta a Torino l’importante iniziativa di FS per rilanciare le aree ferroviarie dismesse

Sviluppo, integrazione, sostenibilità, connessione, evoluzione, tecnologia: rappresentano le parole chiave che caratterizzano l’evento Rail City – Lab che si è tenuto dal 29 al 30 maggio a Torino, presso il Centro Congressi Environment Park. Ingegneri, architetti, imprenditori, progettisti, investitori riuniti al Rail City – Lab, organizzato da FS Sistemi Urbani, con un denominatore comune: contribuire a dare “nuova vita” alle aree ferroviarie dismesse, convertendo le stesse in zone con destinazione principale d’uso turistico-ricettiva, terziaria e commerciale.

Sette i siti coinvolti nell’importante progetto: Area n°1: Porta Susa, Spina 2 denominata “the district”, superficie territoriale 7.400 Mq, diritti edificatori 45.000 – 48.000 Mq; Area n°2: Oddone, Spina 3 denominata “spina verde”, superficie territoriale 143.067 Mq di cui area di intervento 41.300 Mq, diritti edificatori 49.647 Mq di cui a disposizione 48.800 + 3500 Mq; Area n°3: Rebaudengo, Spina 4 denominata “North of Docks Dora”, superficie territoriale 156.246 Mq, diritti edificatori 60.427 Mq; Area n°4: Lingotto, Parco della salute denominata “the tech village”, superficie territoriale 42.210 Mq, diritti edificatori 62.139 Mq; Area n°5: Lingotto FS denominata “Porta Sud”, superficie territoriale 19.481 Mq, diritti edificatori 13.600 Mq; Area n°6 San Paolo denominata “Scalo San Paolo”, superficie territoriale 153.204 Mq di cui area di intervento 100.000 Mq, diritti edificatori 76.602 Mq di cui a disposizione 50.000 Mq; Area n°7 Brunelleschi denominata “Bosco Brunelleschi”, superficie territoriale 43.000 Mq. Per un totale di circa 500.000 Mq.

L’evento, che ha suscitato molto interesse, è stato articolato in due sessioni aperte al pubblico. Sessioni plenarie e sessioni lavoro, riservate ai tecnici. Le quali, a loro volta, sono state suddivise in tre gruppi di lavoro per ogni singola tematica:

  • La città del vivere”: cultura e integrazione migliorano la qualità di vita di un territorio e influiscono sulla sua capacità di resilienza.
  • La città delle connessioni”: l’attrattività di un’area dipende sia da accessibilità, collegamenti e infrastrutture sia dalla qualità e dalla diffusione dei servizi.
  • La città della sostenibilità”: in una visione di sviluppo sostenibile, il verde si integra alle potenzialità di rigenerazione urbana, innovazione tecnologica e sociale.

A spiegare la valenza dell’iniziativa il Presidente di FS Sistemi Urbani, Carlo De Vito: “L’obiettivo è quello di verificare come è possibile utilizzare le aree ferroviarie dismesse per dare un futuro alla città. Il grattacielo del Lingotto e le Ogr sono un esempio, ma abbiamo altre opportunità simili in città. Vogliamo rappresentare una modalità nuova, portando ai vari soggetti interessati far capire che ci sono queste opportunità; consigli, indicazioni, esigenze, diventano proposta per la città di Torino.

E, scorrendo la storia proprio delle OGR, è stato possibile toccare la maestosità e i buoni propositi del progetto

  • nel 1895 nascono a Torino le Officine Grandi Riparazioni, uno stabilimento di 190.000 Mq, ubicato tra le stazioni di Torino Porta Nuova e Torino Porta Susa, ospitante circa 2000 dipendenti;
  • nel 1944 durante la Seconda Guerra Mondiale, le OGR subiscono tre bombardamenti; gravissimi i danni, ove la maggior parte dei padiglioni e dei magazzini viene distrutta;
  • nel 1961 le OGR aprono le porte a dipendenti e famiglie per una giornata di festa indimenticabile;
  • nel 1979 viene ipotizzata la possibilità di riuso del reparto H come sede espositiva del Museo Ferroviario Piemontese;
  • nel 1992 alla fine di aprile, con la riparazione dell’automotrice ALn 663 1160, gli impianti vengono dismessi e l’attività centenaria delle Officine termina;
  • nel 1995 il nuovo piano regolatore di Torino prevede l’abbattimento dello storico edificio ad H. Grazie ad una variante però le OGR vengono salvate;
  • nel 2008 I cittadini torinesi entrano e scoprono le OGR, grazie a visite guidate e alla mostra “Torino011. Biografia di una città” allestita alle OGR;
  • nel 2011 alle OGR si celebra il 150° anniversario dell’Unità d’Italia: migliaia di persone visitano Esperienza Italia. È l’inizio di una nuova vita;
  • nel 2013 la Società OGR-CRT, costituita da Fondazione CRT, acquista le OGR e avvia il grande progetto di riqualificazione della storica fabbrica in cui si riparavano i treni;
  • nel 2017, dopo 3 anni e 100 milioni investiti da Fondazione CRT, le OGR riaprono al pubblico: dalla riparazione di treni alla rigenerazione di idee, innovazione, creatività.

Le OGR rappresentano l’esempio portante di riqualificazione dove da ex Officine per la riparazione treni si è assistito ad una progressiva metamorfosi, confermandosi oggi a nuove Officine della cultura contemporanea, della tecnologia, della spinta propulsiva verso un futuro di integrazione e sostenibilità.

Categoria: Attualità

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