CONFSAL AL WORKSHOP DI BELGRADO “PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI NELLA GIG ECONOMY

Lo scorso 11 e 12 settembre, si è svolto a Belgrado un incontro nell’ambito del progetto dal titolo “La partecipazione dei lavoratori nella Gig Economy”, Workshop internazionale che vede il coinvolgimento di associazioni sindacali e datoriali di diversi Paesi tra cui Italia, Spagna, Portogallo, Serbia, Polonia e Slovacchia. Obiettivo del progetto è la creazione di un tavolo di confronto tra i Paesi partecipanti sul tema della Gig Economy.

Si definisce Gig Economy (letteralmente “economia dei lavoretti”) un particolare modello economico basato su lavori occasionali, temporanei e “a chiamata”, nel quale domanda e offerta si incontrano on-line attraverso apposite piattaforme digitali. I servizi che vengono offerti sono variegati – vanno dal trasporto (Uber) alla consegna di cibo a domicilio (Deliveroo, Foodora, JustEat) – e vengono effettuati dai cosiddetti gig workers, soggetti che tramite l’iscrizione alla piattaforma, svolgono per conto di questa le prestazioni nei confronti degli utenti. Quello che intercorre tra i gig workers e la piattaforma è formalmente un rapporto di lavoro autonomo, sebbene le modalità di svolgimento dello stesso siano in gran parte assimilabili a quelle del lavoro subordinato. L’assenza delle tutele di cui godono i lavoratori subordinati ed in generale le condizioni di lavoro in cui operano i gig workers hanno avuto grande risalto mediatico e hanno reso necessaria una sensibilizzazione sul tema.

Nell’ambito del Workshop di Belgrado, i Paesi partecipanti, per il tramite delle associazioni che li rappresentano, hanno potuto condividere osservazioni ed esperienze, tracciando un quadro complessivo dell’impatto della gig economy sul mercato del lavoro e della funzione che il sindacato deve assolvere con riferimento ai gig workers. I delegati della CONFSAL hanno rappresentato la situazione italiana, con particolare riferimento ai cosiddetti “riders” Foodora e alla recente sentenza della Corte d’Appello di Torino n. 26/2019. Sono stati inoltre esposti e commentati i dati forniti dall’INPS con riferimento a tale fenomeno in Italia (i gig workers presenti in Italia ammontano all’1,59% della popolazione tra i 18 e i 64 anni) e sono stati presentati i risultati di un questionario rivolto ai lavoratori dipendenti di numerose aziende sempre sul tema oggetto del convegno.

In generale, dal confronto tra le diverse realtà presenti all’incontro è emersa l’assenza – in tutti i Paesi – di normativa e regole specifiche volte a disciplinare le nuove forme di lavoro collegate alla gig economy, nonché l’assenza di associazioni sindacali e di contratti collettivi volti a tutelare la posizione dei gig workers. Sotto questo profilo, i partecipanti hanno concordato sulla necessità di una maggiore e più incisiva presenza del sindacato, attraverso il coinvolgimento di tutte le parti sociali e la cooperazione a livello comunitario.

In conclusione, il Workshop ha rappresentato un importante momento di scambio e di dialogo riguardo ad un argomento di grande attualità ed ha costituito un’occasione per dare continuità alle ottime relazioni esistenti tra la CONFSAL e le altre realtà sindacali europee.

Studio Legale Pizzuti
Avv. Giuseppe Catanzaro

Categoria: Attualità

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