LE FERROVIE CONCESSE DEL LAZIO AL CENTRO DELL’AGENDA FAST-CONFSAL

Sicurezza ferroviaria, aggressioni e disservizi, questi gli argomenti della Segreteria Nazionale e delle Segreterie del Lazio

La Segreteria Nazionale SLM Fast-Confsal entra nella vicenda relativa alle ferrovie concesse della Regione Lazio (Roma-Viterbo, Roma-Lido e Termini-Giardinetti) in gestione all’ Atac SpA, società di trasporto pubblico controllata da Roma Capitale. E, precisamente, in merito al fatto che l’ANSF, succeduta all’USTIF nel controllo della sicurezza ferroviaria, ha contestato all’impresa romana le mitigazioni alla circolazione adottate nel mese di settembre per ovviare alle carenze strutturali, come la riduzione della velocità, minacciando la sospensione dei servizi ferroviari.

Il Segretario Coppini durante l’intervento a Piazza del Popolo

A fornire una disamina di quanto sta accadendo è Renzo Coppini, Segretario di SLM Fast-Confsal Lazio: «La lettera, con la quale l’Agenzia ricusa i provvedimenti di Atac, soprattutto nella ferrovia Roma-Viterbo, è stata inviata il 14 ottobre scorso». E nel testo il direttore, l’ing. Marco D’Onofrio, sottolineava che l’Azienda doveva dare riscontro “entro 15 giorni dalla ricezione della presente nota” e “qualora per tale tratta non vengono comunicati, entro i termini indicati, gli elementi richiesti, questa Agenzia non avrà gli elementi per poter ritenere presenti, sulla tratta medesima, le condizioni per l’effettuazione in sicurezza di servizi di trasporto ferroviario e pertanto tali servizi non potranno essere proseguiti”. «È nostro dovere capire dove si è inceppato il meccanismo e di chi sono le responsabilità», riprende Coppini, «mi sono confrontato con la Segreteria Nazionale e nei prossimi giorni chiederà un incontro formale all’Agenzia. Occorre fare massima chiarezza, soprattutto per rassicurare i lavoratori».

Ma oltre alla storia, controversa, afferente le mitigazioni, anche oggetto di un’interrogazione parlamentare urgente presentata al Ministro dei Trasporti dall’On. Mauro Rotelli, e discussa alla Camera nella seduta del 15 novembre, la Segreteria Nazionale Fast-Confsal intende appurare quanto emerso nell’inchiesta de Il Fatto Quotidiano, pubblicata all’inizio del mese.  Secondo la quale l’attuale Direttore di Esercizio delle ferrovie concesse e, dal 16 settembre, anche delle linee A e B/B1 della metropolitana di Roma, “quando è stato nominato non aveva i requisiti per tale incarico. A sottolinearlo è l’Ustif, l’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – recita l’articolo di Luca Teolato -, che nel 2010, quando è stata proposta la sua nomina ha scritto, analizzando la documentazione del candidato, che il requisito della sua esperienza specifica maturata per almeno 5 anni ‘non soddisfa quanto prescritto dall’articolo 1 del Decreto Ministeriale del 15/03/1993’, riferendosi al decreto del ministro dei Trasporti”.

«Le ferrovie concesse stanno passando un periodo incerto», spiega il Segretario Regionale, «da un lato abbiamo gli annunci di ammodernamento delle linee da parte della Regione, attesi da anni, e i passaggi della gestione delle infrastrutture e dell’esercizio, rispettivamente all’Astral, con il supporto di RFI, e al Cotral, dall’altra abbiamo i disservizi giornalieri che hanno reso il clima incandescente. In mezzo, nel caos, i lavoratori e i pendolari». È di questa mattina la notizia della protesta spontanea messa in atto dagli utenti a Vitinia, fermata della Roma-Lido, in seguito all’ennesimo guasto di un treno. «Durante la quale», sottolinea Daniel Di Martino, Segretario SLM Fast-Confsal Roma e Provincia, «è stato verbalmente aggredito e spintonato un capotreno. Un atto da condannare. Al collega esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà».

Sabato 16 novembre l’adesione al sit-in in Piazza del Popolo a Roma, indetto dal Comitato Pendolari della RomaNord, che ha visto la partecipazione del Comitato della Lido, dell’Osservatori Regionale sui Trasporti dell’associazione TrasportiAmo e, tra gli altri, del Sindaco di Sant’Oreste Valentina Pini e del Presidente del Municipio XV Stefano Simonelli. Perché? «Perché in questa fase di transizione e, ribadisco, di incertezza», risponde Coppini, «riteniamo importante avviare un percorso comune tra il personale e l’utenza che hanno per obiettivo il risanamento delle ferrovie. Le divisioni sono l’anticamera delle strumentalizzazioni: comprendiamo la rabbia, i disagi, io stesso sono un utente della Lido, ma i pendolari devono capire che non serve a niente inveire contro i lavoratori front-line, i quali sono obbligati a eseguire gli ordini presi dall’alto e soffrono per primi i disservizi. Questo è stato il messaggio cardine lanciato in Piazza del Popolo. Pertanto, occorre unire le forze, camminare insieme, sfruttando quelli che sono i legittimi e reciproci strumenti di protesta».

«Inoltre resta da capire quali saranno i destini della Termini-Giardinetti, la quale, classificata come una linea a carattere tranviario, è tornata sotto l’algida dell’Ustif. A che punto si trova il passaggio dalla Regione al Comune? E cosa intende fare l’Amministrazione? Sull’episodio di questa mattina, avvenuto sulla Roma-Lido, mi associo al messaggio di solidarietà espresso dal Segretario De Martino e invito le associazioni e i comitati pendolari a fare altrettanto. Prendere le distanze è un atto dovuto, un segno di rispetto e di maturità».

Nella lettera, inviata all’attenzione del Prefetto di Roma, del Presidente della Regione Lazio Zingaretti, della Sindaca Raggi e dei vertici Atac, la Segreteria Provinciale torna sottolineare che “Non possiamo sempre sperare che la fortuna ci assista: questa mattina purtroppo è avvenuta una aggressione nei confronti di un Capo Treno e di una Macchinista della linea Roma-Lido. La carenza di materiale rotabile è diventata insostenibile. Di 9 (nove) treni occorrenti a garanzia del Contratto di Servizio, giornalmente ne risultano efficienti poco più della metà”.

E ancora: “Gli interventi tecnici sulle centraline elettroniche del ‘sistema controllo porte’ dei convogli MA 200 hanno peggiorato la situazione. Dette anomalie si sommano alla già precaria situazione dei treni stessi che puntualmente sono richiamati in officina a seguito di guasti ricorrenti. Codesta scrivente Segreteria, già con precedenti note, aveva suggerito interventi per mitigare le problematiche (prestiti di treni CAF dalle altre linee metropolitane, investimenti straordinari per la ristrutturazione dei treni CAF incidentati, fermi nelle officine)”.

“Non è possibile continuare prestare servizio in queste condizioni; si chiedono, ai responsabili in indirizzo per quanto di loro competenza, interventi risolutivi da parte della Proprietà e, vista la grave mancanza di tipo strutturale, il presidio delle forze dell’ordine a tutela dell’incolumità di tutti i dipendenti e l’implementazione di personale aziendale in tutte le stazioni per una migliore gestione delle criticità a tutela dell’utenza e degli addetti. Lavorare è il dovere di ogni cittadino, l’incolumità è un DIRITTO che tutti gli organismi interessati devono garantire, pertanto questa Organizzazione Sindacale non accetterà altri episodi di violenza nei confronti di tutti i lavoratori e qualora lo ritenga necessario chiederà l’applicazione della 146/90”. Cioè lo sciopero immediato.

E proprio sull’annoso fenomeno delle aggressioni, in Atac come nella RomaTpl, dal centro alla periferia, venerdì scorso, 22 novembre, l’Assemblea Capitolina ha approvato all’unanimità la mozione 251 a firma della consigliera Svetlana Celli. Che impegna l’Amministrazione di Roma Capitale a “individuale, anche mediante il confronto costruttivo con le Organizzazioni Sindacali e le associazioni/comitati dei pendolari diverse e più incisive misure di protezione del personale viaggiante e dell’utenza, che siano finalizzate possibilmente a reprimere qualsiasi forma di protesta, oltre che a garantire l’incolumità al personale medesimo che ai passeggeri. Dato che «le cabine di sicurezza, il sistema di videosorveglianza e il pulsante di emergenza, laddove questi funzionano correttamente», ha spiegato la consigliera nell’illustrare il provvedimento, «non rappresentano una sufficiente misura cautelare».

«Atac vive due realtà distinte», chiosa il Segretario Coppini, «quella raccontata dalla società, che parla di maggiori entrate, vetture nuove e casting, e poi c’è quella reale, vissuta dai Lavoratori. Ovvero, turni a nastro e aggressioni, scarsa manutenzione e numero insufficiente di bus e treni, interpretazione delle norme ad personam e negazione ferie, ERA 1 e ERA 2, nonché mancato riconoscimento equiparazione normativo/economica di tutto il personale della Quarta Area, benché le cause vinte anche in appello alla nostra Segreteria».

Da qui l’annuncio: «abbiamo proclamato sciopero del personale Atac di quattro ore, dalle 10 alle 14, nella giornata 9 dicembre. Il tempo del dialogo è terminato, è arrivata l’ora di passare all’azione. Queste sono le nostre idee, questi i nostri obiettivi, tra i quali c’è anche il rinnovo delle RSU, fondamentale per riallineare la giusta rappresentanza e riavvicinare il lavoratore al sindacato, il diritto al buono pasto, un premio di risultato congruo ai sacrifici del personale derivati dall’aumento dell’orario di lavoro e ripristino del Consiglio di disciplina».

Foto copertina da Comitato MetroXRoma

Categoria: Attualità

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