LAVORO MARITTIMO E LA SUA PREVIDENZA

  1. Il lavoro marittimo e la sua previdenza

Il contratto di lavoro marittimo riveste i connotati di un atto pubblico con forma scritta obbligatoria. È detto anche contratto di arruolamento, deve essere inviato all’autorità marittima competente e può prevedere un accordo preliminare (c.d. ingaggio) ed il periodo di prova. Il personale marittimo si distingue in: a) gente di mare; b) addetti ai servizi portuali; c) tecnici delle costruzioni navali ed è stato sempre assicurato in gestioni previdenziali ed assicurative proprie.

Alla fine del XIX secolo esistevano cinque Casse Marittime a Genova, Livorno, Ancona, Napoli e Palermo che, nel 1938, furono unificate in un solo Ente con sede centrale a Roma che assunse la fisionomia della Cassa Nazionale Previdenza Marinara, che operava nei confronti della gente di mare (gestione marittimi) e del personale amministrativo delle aziende esercenti i servizi marittimi (gestione speciale). La tutela della gente di mare è oggi disciplinata dalla legge n. 413/1984 che ha visto il definitivo passaggio dei marittimi nel sistema comune dell’AGO, completato nel 1990 (circolari Inps n. 202/1989). Detto riordino della previdenza marinara prevede che le pensioni dei marittimi (vecchiaia, anzianità, assegno ordinario di invalidità, inabilità e pensione ai superstiti) siano liquidate come la generalità delle pensioni al FPLD. Per quanto sia stata armonizzata con l’AGO, la previdenza marinara mantiene alcune prestazioni specifiche (artt. 31, 33 e 34 della legge n. 413/1984).

Avevano diritto alla pensione di vecchiaia anticipata tutti i marittimi che, al 31/12/2013, avevano: 1) 55 anni di età; 2) 1040 contributi settimanali di cui 520 al servizio di macchina o di telegrafista; 3) cessato l’attività lavorativa dipendente. Gli effetti della c.d. “Riforma Fornero” su questa prestazione sono riportate nel paragrafo 2. Risultano utili per la pensione di vecchiaia anticipata: a) i periodi di navigazione italiana; b) i periodi di navigazione estera; c) i periodi figurativi (malattia e DS marittima); d) i prolungamenti; e) il servizio militare. Ne restano, invece, esclusi tutti i contributi AGO obbligatori e figurativi che, però, devono essere acquisiti in posizione affinché non venga attribuito il prolungamento.

Dal 1993 è necessaria la cessazione del rapporto di lavoro per far decorrere la pensione.

Su richiesta dell’assicurato, al compimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia AGO, è possibile richiedere la riliquidazione della pensione stessa. Si effettua il calcolo utilizzando tutta la contribuzione fino alla nuova decorrenza e senza attribuire prolungamenti nel periodo tra la decorrenza originaria e quella nuova.  Se dalla riliquidazione scaturisce un trattamento di miglior favore, la pensione marittima viene revocata ed il messaggio Inps n. 16126/2008 precisa che la riliquidazione non è soggetta alla disciplina delle decorrenze prevista dalla legge n. 247/2007.

Per richiedere, invece, la pensione di inabilità alla navigazione il marittimo deve attivare l’apposito procedimento sanitario o attendere lo specifico controllo medico biennale a cui di norma è sottoposto. L’accertamento di idoneità alla navigazione, in prima istanza, è effettuato dalla Commissione Medica della Capitaneria di Porto ed, in fase di ricorso, dalla Commissione Medica centrale presso il Ministero della Marina Mercantile.

Se il giudizio è di idoneità temporale, si archivia la documentazione sanitaria e non si procederà alla liquidazione della pensione. Se il marittimo, invece, è dichiarato inabile alla navigazione, si invierà la documentazione sanitaria al gabinetto medico della sede competente per la conferma o la proposta di ricorso. Ove il gabinetto medico si esprima per la conferma, si definisce l’istruttoria, attivando il pagamento della pensione.

Quest’ultima, in quanto prestazione specifica, prevede che contribuzione utile sia solo quella marittima, e cioè: 520 settimane (10 anni) di cui 52 settimane (1 anno) di navigazione effettiva. Il marittimo interessato non deve essere titolare di AO d’invalidità ai sensi della legge n. 222/1984.  La decorrenza è la più favorevole tra quella del mese successivo alla domanda di pensione e quella del mese successivo alla data del verbale medico.

L’assicurato, in luogo della pensione di inabilità alla navigazione, può richiedere la liquidazione dell’assegno di invalidità AGO se più favorevole, accettando la revisione triennale di quest’ultimo. Su richiesta dell’interessato, l’inidoneità alla navigazione può essere riliquidata in pensione di vecchiaia AGO al raggiungimento dei requisiti. Essa sarà tramutata in una pensione comprensiva di tutti i contributi (anche quelli versati nelle gestioni autonome se la decorrenza della pensione è post 2000). Il nuovo importo di pensione non potrà essere inferiore a quello percepito.

Ci potrà essere, in alternativa, una pensione di inabilità AGO, laddove siano riconosciuti i requisiti sanitari, comprensiva di tutta la contribuzione e della maggiorazione prevista.

Le pensioni specifiche della previdenza marinara dirette non sono reversibili ed, al momento del decesso del pensionato, si paga una pensione indiretta AGO.

Si ha la pensione ai superstiti del marittimo scomparso in mare nei casi in cui il tribunale competente emetta il decreto di morte presunta dell’assicurato, che rende effettiva la scomparsa del marittimo stesso. In questo caso, tutta la contribuzione in possesso del de cuius è utile sia per il diritto che per la misura.

Ai fini della liquidazione di pensione marittima, per il personale in continuità di rapporto di lavoro, i periodi corrispondenti alla sommatoria dei sabati, delle domeniche, delle festività infrasettimanali e delle ferie maturate durante l’imbarco, ma goduti a terra (con versamento contributivo all’AGO), su dichiarazione rilasciata dal datore di lavoro, dovranno essere considerati come prolungamenti (vd. circolari Inps n. 98/2004).

Per ciò che concerne le ricostituzioni ed i supplementi delle pensioni marittime, esse devono essere ricostituite d’ufficio ed, a domanda, come le pensioni liquidate nel regime obbligatorio AGO.

I supplementi, infine, seguono le norme AGO e quelli che riguardano i contributi marittimi vanno calcolati senza prolungamento.

  1. La Pensione di vecchiaia anticipata marittima dal 2014

I vecchi requisiti di 55 anni di età, per alcune categorie di lavoratori marittimi, a partire dal 2014, sono intervenute alcune modifiche ai requisiti di età per l’accesso alla pensione di vecchiaia anticipata. È aumentato infatti il requisito anagrafico per i piloti del pilotaggio marittimo, i marittimi abilitati al pilotaggio ed i lavoratori adibiti al servizio di macchina o di stazione radiotelegrafica di bordo.

L’aumento arriva nonostante la pensione dal 2014 sia liquidata al “(…) raggiungimento del requisito anagrafico ridotto di 5 anni rispetto a quello tempo per tempo in vigore nel regime generale obbligatorio (…)”.

Per le donne, e 60 anni di età per gli uomini, sono stati sostituiti da nuovi requisiti che, pur riducendo di 5 anni l’età anagrafica rispetto alla normale pensione di vecchiaia, di fatto producono un generale aumento, nei prossimi anni, del requisito anagrafico necessario.

L’Inps (circolari n. 86/2014) chiarisce cosa cambia per i lavoratori marittimi interessati in materia di accesso alla pensione di vecchiaia.

Il D.P.R. n. 157/2013 ha introdotto, nell’ordinamento italiano e nella previdenza marittima, un “regolamento di cui all’articolo 24, comma 18, del decreto legge n. 201/2011, convertito nella legge n. 214/2011, per l’armonizzazione all’AGO dei requisiti minimi di accesso al sistema pensionistico di categorie di personale iscritto presso l’INPS, ex-ENPALS ed ex-INPDAP”.

Il comma 1 dell’art. 5 del regolamento in parola stabilisce che “ (…) relativamente ai casi di cui all’articolo 4, commi 2, lettera c), e 3, della legge 26 luglio 1984, n. 413, il diritto alla pensione di vecchiaia si consegue al raggiungimento del requisito anagrafico ridotto di cinque anni rispetto a quello tempo per tempo in vigore nel regime generale obbligatorio (…)”.

Questa variazione interessa due categorie di lavoratori marittimi: i piloti del pilotaggio marittimo, riuniti in corporazioni, di cui agli artt. 86 e ss. del C.d.N. ed i marittimi abilitati al pilotaggio ai sensi dell’art. 96 del C.d.N. stesso.

Il comma 2 del medesimo art. 5 stabilisce che “(…) All’articolo 31 della legge 26/07/1984, n. 413, le parole “55mo anno di età” sono sostituite dalle seguenti: ‘56mo anno di età fino al 31/12/2015, 57mo anno di età fino al 31/12/2017 e 58mo anno di età a decorrere dal 01/01/2018’ (…)”.

Per i piloti del pilotaggio marittimo ed i marittimi abilitati al pilotaggio, invece, di cui rispettivamente all’articolo 4, commi 2, lettera c) e 3, della legge n. 413/1984, l’articolo 5, comma 2, del d.lgs. n. 503/1992, come modificato dall’art. 59, comma 35, della legge n. 449/1997, si prevedeva la possibilità di liquidare la pensione di vecchiaia al compimento di 60 anni per gli uomini e 55 anni per le donne.

A seguito della modifica apportata dal comma 1 dell’art. 5 citato, con decorrenza dal 01/01/2014, la pensione di vecchiaia è liquidata al raggiungimento del requisito anagrafico ridotto di cinque anni rispetto a quello tempo per tempo in vigore nel regime AGO.

La dicitura “ridotto di cinque anni” può far sembrare un vantaggio per i lavoratori, ma le conseguenze negative sono tutte nel requisito anagrafico in vigore nel regime generale obbligatorio che, pur ridotto di 5 anni, risulta essere superiore rispetto ai 60 anni per gli uomini e 55 anni per le donne previsto dalla normativa fino al 31/12/2013.

Dal gennaio 2014, infatti, si applica la nuova normativa che prevede, per l’accesso alla pensione di vecchiaia, il possesso dei seguenti requisiti anagrafici: a) per le donne piloti del pilotaggio marittimo e le marittime abilitate al pilotaggio: dal 01/01/2014 al 31/12/2015, un’età anagrafica di 58 anni e 9 mesi; dal 01/01/2016 al 31/12/2017, un’età anagrafica di 60 anni e 3 mesi (requisito da adeguare alla speranza di vita); dal 01/01/2018 al 31/12/2020, un’età anagrafica di 61 anni e 3 mesi (requisito da adeguare alla speranza di vita); b) per gli uomini piloti del pilotaggio marittimo ed i marittimi abilitati al pilotaggio: dal 01/01/2014 al 31/12/2015, un’età anagrafica di 60 anni e 3 mesi; dal 01/01/2016 al 31/12/2020, un’età anagrafica di 61 anni e 3 mesi (requisito da adeguare alla speranza di vita).

Nei confronti dei lavoratori marittimi, che possano vantare almeno 1040 contributi settimanali (di cui 520 al servizio di macchina o di stazione radiotelegrafica di bordo), l’art. 31 della legge n. 413/1984 prevedeva la liquidazione della pensione di vecchiaia anticipata al compimento del 55mo anno di età.

A seguito delle modifiche apportate dal comma 2 del ripetuto art. 5, per l’accesso alla pensione di vecchiaia anticipata, fermo restando il requisito contributivo, è richiesto il possesso dei seguenti requisiti anagrafici, indifferenziati per lavoratori e lavoratrici: dal 01/01/2014 al 31/12/2015, un’età anagrafica di 56 anni e 3 mesi (requisito adeguato alla speranza di vita); dal 01/01/2016 al 31/12/2017, un’età anagrafica di 57 anni e 3 mesi (requisito non adeguato alla speranza di vita); dal 01/01/2018, un’età anagrafica di 58 anni e 3 mesi (requisito non adeguato alla speranza di vita).

Sia per i piloti del pilotaggio marittimo e marittimi abilitati al pilotaggio, che per i lavoratori marittimi adibiti al servizio di macchina o di stazione radiotelegrafica di bordo, i nuovi requisiti in alcuni casi possono non applicarsi.

L’Inps precisa che “(…) continuano a trovare applicazione le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di decorrenza dei trattamenti pensionistici di vecchiaia anticipata, vigenti prima dell’entrata in vigore del presente regolamento: nei confronti dei lavoratori che abbiano maturato entro il 31/12/2013 i requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla normativa antecedente all’entrata in vigore del regolamento in oggetto; nei confronti dei lavoratori per i quali viene meno il titolo abilitante allo svolgimento della specifica attività lavorativa per raggiunti limiti di età e i cui ordinamenti di settore, che disciplinano il rilascio ed il rinnovo di tale titolo, non ne prevedano l’elevazione. Qualora tali limiti di età possano essere elevati, la deroga trova applicazione solo nel caso in cui il lavoratore, sottoposto a giudizio di idoneità, non abbia ottenuto il rinnovo del titolo abilitante da parte dell’Autorità competente (…)”.

Il requisito di età in vigore prima dell’introduzione del regolamento è di 60 anni per gli uomini e 55 anni per le donne, nel caso dei piloti del pilotaggio marittimo e i marittimi abilitati al pilotaggio, mentre, per i lavoratori marittimi adibiti al servizio di macchina o di stazione radiotelegrafica di bordo, esso è di 55 anni di età per la pensione di vecchiaia anticipata.

L’Inps precisa, con messaggio n. 2409/2015, le modalità di accertamento del requisito di almeno 520 settimane di effettiva navigazione al servizio di macchina o di stazione radiotelegrafica di bordo nei casi di marittimi che svolgano periodi di navigazione con doppia qualifica di comandante e di direttore di macchina e chiedano l’accesso alla pensione di vecchiaia anticipata di cui all’art. 31 della legge n. 413/1984.

Al riguardo l’Inps ricorda che il predetto art. 31, come modificato dal comma 2 dell’art.5, del D.P.R. n. 157/2013 e dalla circolari Inps n. 86/2014 prevede il diritto dei marittimi al conseguimento della pensione anticipata di vecchiaia al compimento del 56mo anno di età fino al 31/12/2015, del 57mo anno di età fino al 31/12/2017 e del 58mo anno di età a decorrere dal 01/01/2018 (a questi requisiti vanno comunque aggiunti gli adeguamenti alla speranza di vita), a condizione del possesso di almeno 1040 settimane di contribuzione (con l’esclusione dei periodi assicurativi non corrispondenti ad attività di navigazione), di cui almeno 520 settimane di effettiva navigazione al servizio di macchina o di stazione radiotelegrafica di bordo.

Nei casi di lavoratori marittimi che abbiano ricoperto contemporaneamente diverse qualifiche, il periodo di svolgimento dell’effettiva navigazione al servizio di macchina o di stazione radiotelegrafica deve essere attestata dall’azienda armatoriale con esplicita assunzione di responsabilità su quanto dichiarato, utilizzando il modello allegato. Qualora un lavoratore abbia svolto l’attività di cui sopra presso più Aziende armatoriali, le predette dichiarazioni dovranno essere rese da tutti i datori di lavoro interessati.

Il messaggio Inps n. 6701/2015 fornisce ulteriori informazioni sulla pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori marittimi, ribadendo che “(…) con il messaggio n. 2409/2015 si è precisato che nei casi di lavoratori marittimi che abbiano ricoperto contemporaneamente diverse qualifiche, il periodo di svolgimento dell’effettiva navigazione al servizio di macchina o di stazione radiotelegrafica deve essere attestato dall’azienda armatoriale con esplicita assunzione di responsabilità su quanto dichiarato, utilizzando il modello allegato al medesimo messaggio. Alcune sedi hanno chiesto chiarimenti relativamente a casi di comandanti che hanno fatto richiesta di pensione di vecchiaia anticipata di cui all’art. 31 della legge n. 413/1984, allegando la dichiarazione dell’azienda relativa all’attestazione dell’effettiva navigazione al servizio di macchina o di stazione radiotelegrafica (ovvero radiotelefonica/radioelettrica) di bordo, anche se dal libretto di navigazione risulti la sola qualifica di comandante.

Al riguardo occorre precisare che il libretto di navigazione è un atto che ha, ai sensi del codice della navigazione, una doppia valenza: -abilita alla professione marittima; -attesta il servizio prestato dagli iscritti nelle matricole della gente di mare a bordo delle navi.

Occorre altresì considerare che ai sensi del codice delle comunicazioni elettroniche il servizio radioelettrico a bordo delle navi è posto sotto l’autorità del comandante. Pertanto, ai fini dell’accertamento dei periodi di effettiva navigazione al servizio di macchina o di stazione radiotelegrafica di bordo occorre che dal libretto di navigazione risulti tale qualifica, oltre che quella di comandante. Solo per i periodi di effettiva navigazione al servizio di stazione radioelettrica di bordo, è sufficiente che risulti dal libretto di navigazione la qualifica di comandante (…)”.

  1. Le novità per i marittimi dopo il 2016

Con messaggio n. 1431/2016 l’Inps aggiorna le modalità di accertamento dei requisiti contributivi ai fini dell’accesso alla pensione di vecchiaia anticipata per i marittimi. L’equiparazione, ai sensi dell’art. 31 della legge n. 413/1984, dei periodi di effettiva navigazione al servizio di stazione radiotelegrafica di bordo con i periodi di effettiva navigazione al servizio di apparati radioelettrici a bordo delle navi è possibile a condizione che, dalla tabella di armamento rilasciata dalla competente Autorità marittima, risulti che il marittimo sia stato un addetto al servizio radioelettrico di bordo in via esclusiva e che non vi sia altro personale certificato ai sensi del G.M.D.S.S. (sistema mondiale di soccorso e sicurezza in mare).

L’Inps sembra, pertanto, aver risolto la questione relativa alla possibilità dell’equiparazione, per il conseguimento della pensione di vecchiaia anticipata prevista dalla legge n. 413/1984, dei periodi di effettiva navigazione al servizio di stazione radiotelegrafica di bordo con i periodi di effettiva navigazione al servizio di apparati radioelettrici a bordo delle navi.

Il tema riguarda l’interpretazione dell’art. 31, come modificato dal comma 2 dell’art. 5, del D.P.R. n. 157/2013 e dalla circolari Inps n. 86/2014 che prevede il diritto dei marittimi al conseguimento della pensione di vecchiaia anticipata al compimento del 56mo anno di età fino al 31/12/2015, del 57mo anno di età fino al 31/12/2017 e del 58mo anno di età a decorrere dal 01/01/2018, età anagrafiche queste cui vanno aggiunti gli adeguamenti alla speranza di vita), a condizione del possesso di almeno 1040 settimane di contribuzione (con l’esclusione dei periodi assicurativi non corrispondenti ad attività di navigazione), di cui almeno 520 settimane di effettiva navigazione al servizio di macchina o di stazione radiotelegrafica di bordo.

L’Inps, a seguito del parere del MLPS, concede perciò la possibilità di allargare il beneficio anche ai marittimi che abbiano svolto periodi di effettiva navigazione al servizio di apparati radioelettrici a bordo delle navi. In tal caso, sarà cura del marittimo presentare la suddetta tabella di armamento dalla quale dovrà risultare lo svolgimento dell’attività in questione per il periodo minimo richiesto dal su richiamato art. 31 della legge n. 413/1984 (almeno 520 settimane di effettiva navigazione nella suddetta qualifica). Si ricorda che, nei casi di lavoratori marittimi che abbiano ricoperto contemporaneamente diverse qualifiche, il periodo di svolgimento dell’effettiva navigazione al servizio di macchina o di stazione radiotelegrafica deve essere attestata dall’azienda armatoriale con esplicita assunzione di responsabilità su quanto dichiarato, utilizzando il modello allegato al citato messaggio n. 2409/2015.  Qualora un lavoratore abbia svolto l’attività di cui sopra presso più Aziende armatoriali, le predette dichiarazioni dovranno essere rese da tutti i datori di lavoro interessati.

Si ricorda che, con la legge n. 205/2017 (Finanziaria 2018), le categorie di lavoratori che svolgono attività gravose sono passate da 11 a 15: operai dell’industria estrattiva; dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; conciatori di pelli e pellicce; conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; conduttori di mezzi pesanti e camion; personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido; facchini e addetti allo spostamento merci; personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia, operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti; operai agricoli; marittimi; pescatori; operai siderurgici (di seconda fusione); e, ad oggi, non subiscono l’innalzamento dell’età della pensione.

Essi, inoltre, se hanno compiuto 63, se sono in possesso di almeno 36 anni di anzianità contributiva e se abbiano svolto da almeno 7 anni negli ultimi 10 (ovvero almeno 6 anni negli ultimi 7) una o più attività gravose, hanno diritto all’Ape Sociale. Ai fini del riconoscimento dell’indennità, i requisiti contributivi richiesti sono ridotti, per le donne, di 12 mesi per ogni figlio, nel limite massimo di due anni.

Fermo restando il requisito contributivo, l’adeguamento alla speranza di vita per i marittimi, ai fini della pensione anticipata, l’età anagrafica per richiedere la provvidenza era arrivata a 58 anni e 7 mesi per il 2018 e a 59 anni per il 2019. Alla luce della citata novella legislativa, è oggi possibile rimanere  legati all’età anagrafica prevista per il 2018 purché si rientri come lavoratore gravoso e usurante in base al decreto del MLPS del 18/04/2018 che richiama le disposizioni contenute nella legge n. 205/2017, art. 1, commi 147 e 148, che stabilisce che per i lavoratori che hanno svolto mansioni gravose e usuranti “(…) non trova applicazione, ai fini del requisito anagrafico per l’accesso alla pensione di vecchiaia anticipata di macchina  e del requisito contributivo l’accesso alla pensione anticipata l’adeguamento alla speranza di vita stabilito per l’anno 2019 (…)”.

Per poter accedere allo sconto bisogna però presentare apposita domanda all’Inps per la certificazione del diritto, tramite modello AP116, che certifichi il possesso dei requisiti da parte del richiedente e che contenga i periodi di svolgimento dell’attività riconosciuta. L’Istituto verificherà la sussistenza del diritto stesso e rilascerà al lavoratore la certificazione necessaria per poter presentate successivamente la domanda di pensione con il beneficio. Si precisa che, nel caso dei lavoratori marittimi, i 7 anni di lavoro gravoso/usurante negli ultimi 10 devono essere di navigazione effettiva.

Le modifiche (la c.d. “quota 100”) al sistema pensionistico introdotte del decreto legge n. 4/2019, convertito nella legge n. 26/2019, hanno riguardato anche la legge n. 413/1984. Con il messaggio n. 1551/2019 e la circolare Inps n. 11/2019 si ribadisce infatti che i periodi di prolungamento, calcolati ai sensi degli articoli 24 e 25 della legge de qua, sono utili per il perfezionamento del requisito contributivo di 38 e di 35 anni, al netto dei periodi di malattia e di DS, richiesto per il conseguimento della pensione in quota 100.

In materia poi di riliquidazione delle pensioni a carico della previdenza marinara è stata prevista la possibilità, su richiesta dell’interessato, di veder riliquidata la propria provvidenza al perfezionamento dei requisiti previsti per la pensione in quota 100.

I commi da 4 a 6 dell’articolo 36 della legge n. 413/1984 prevedono, infatti, che le pensioni liquidate in base alle disposizioni di cui agli articoli 31, 33 e 34 della medesima legge, senza il concorso dei requisiti previsti dalle norme dell’AGO, sono riliquidate -a seguito di domanda- al verificarsi dei requisiti stessi, prendendo a riferimento l’intera posizione assicurativa e applicando le norme della predetta assicurazione generale obbligatoria. L’importo della pensione riliquidata non potrà essere tuttavia inferiore a quello già in godimento.

I periodi assicurativi relativi ad attività lavorativa, comunque, prestata successivamente alla data di riliquidazione, saranno considerati utili secondo le norme dell’AGO in materia di valutazione dei periodi successivi al pensionamento. Al riguardo si chiarisce che la citata norma fa riferimento alle prestazioni ordinarie dell’AGO e non a quelle per le quali le norme istitutive prevedono un circoscritto arco temporale, entro e non oltre il quale, poter perfezionare i prescritti requisiti, come nel caso della pensione in quota 100.

  1. Periodi utili alla definizione delle prestazioni ed i c.d. “prolungamenti

Essi sono: a) la navigazione sotto bandiera italiana (la retribuzione è tutta soggetta a contribuzione); b) dal 01/09/1984 la navigazione sotto bandiera estera se coperta da assicurazione (archivio PMNE); c) il riscatto della navigazione estera ante 01/09/1984 come lavoro all’estero (non è utile per le prestazioni marittime e non dà luogo al prolungamento); d) la contribuzione figurativa: malattia con certificazione dell’IPSEMA o annotata sull’estratto matricola che viene riconosciuta su richiesta e può essere sostituita dal prolungamento, ma sostituisce il periodo di disoccupazione; f) i periodi di disoccupazione accreditati d’ufficio; g) il servizio militare prestato a terra, in aeronautica ed in marina (quest’ultimo non dà diritto a prolungamenti); h) contribuzione volontaria; i) il servizio militare volontario nella Marina (C.E.M.M.); l) i prolungamenti introdotti dagli artt. 24 e 25 della legge n. 413/1984.

La precedente lettera l) trova applicazione nei confronti del personale marittimo soggetto a discontinuità nei rapporti di lavoro. I periodi di navigazione vengono prolungati in successione temporale di un ulteriore periodo utile al diritto e alla misura delle prestazioni AGO e specifiche marittime, rispettando il massimo contributivo dei 40 anni (2080 settimane).

Il prolungamento per i periodi ante 01/01/1980 (art. 25) si determina maggiorando del 40% il periodo di ogni singolo imbarco e va a coprire periodi, privi di qualsiasi contribuzione, successivi ad esso fino alla decorrenza della pensione, ma mai anteriori all’imbarco stesso. Prolungando così il periodo contributivo, si diluisce la retribuzione percepita con conseguente diminuzione della retribuzione media settimanale.

Per i periodi post 01/01/1980 (art. 24) i contributi da imbarco vengono prolungati di un ulteriore periodo corrispondente ai giorni di sabato e domenica, di festività infrasettimanali e di giorni di ferie maturati per il periodo di imbarco stesso. Anche in questo caso la retribuzione percepita viene ripartita in misura proporzionale pure nel periodo di prolungamento con conseguente diminuzione della retribuzione media pensionabile.

Il prolungamento si deve collocare in successione temporale al periodo di navigazione (es. un imbarco di 60 giorni dà origine ad un prolungamento che si collochi, se privi di contribuzione, nei 60 giorni successivi e non oltre).

Con la sentenza n. 427/1997 la Consulta ha dichiarato incostituzionale l’art. 25, commi 1 e 4, della legge n. 413/1984 nella parte in cui non consentono che la pensione di vecchiaia venga calcolata escludendo dal computo, ad ogni effetto, il prolungamento previsto dal citato articolo, qualora l’assicurato -nonostante siffatta esclusione- abbia maturato i requisiti per detta pensione e il relativo calcolo porti ad un risultato per il medesimo più favorevole. Gli effetti della suddetta sentenza vanno applicati esclusivamente su espressa richiesta dell’assicurato (circolare n. 229/1998 e messaggio Inps n. 581/2002).

Categoria: Lavoro & Diritto

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