È SEMPRE L’8 MARZO

L’8 Marzo si festeggia  la Festa  della Donna,

capita di Domenica per la maggior parte  delle donne verrà celebrata  con fiori e cioccolatini.

Più sobria  per  le regioni colpite  dal  Coronavirus e che scivolerà  per chi è  stato colpito direttamente dal virus.

Vicinanza  alle Regioni colpite.

Oltre alla paura del contagio   l’Italia è al centro dell’opinione  mondiale negativamente e le ripercussioni a livello economico sono sotto gli occhi di tutti.

Se la politica, le istituzioni,  i sindacati , non  trovano  soluzioni  condivise per rimettere in moto l’economia italiana le ripercussioni  saranno devastanti.

Le piccole imprese  saranno costrette a chiudere  e le medie  e grandi imprese  saranno  costrette  ad utilizzare gli ammortizzatori  sociali o addirittura  a licenziare.

In questo scenario  la donna sarà maggiormente colpita.

I dati ISTA T  datati  2018  facevano una fotografia del nostro paese  con una crescita  debole  e con un divario di genere dal differenziale dei tassi di disoccupazione , 11,6%  quota femminile rispetto al 9,4% maschile.

I divari di genere non  sono generati solo dal tasso di disoccupazione ma anche dalla presenza di genere nel mercato del lavoro.

Un tasso (in positivo) di presenza femminile è nella Pubblica Amministrazione pari al 57%, principalmente nei comparti università, agenzie fiscali, magistratura, Presidenza del Consiglio, Regioni/Autonomie locali e Ministeri.

Mentre occorre dare un segnale nel settore scientifico a causa del gender gap che rischia di tenere le donne ai margini del futuro del lavoro, perché sarà proprio negli ambiti tecnologico-scientifici che si genererà maggiore occupazione.

Il tasso di disoccupazione femminile è derivato dalla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

E’ difficile la conciliazione dei temi di vita e di lavoro che risulta più significativa se si considera  che sono le lavoratrici-madri il 54,3% (dati ISTAT) e le donne madri indotte ad abbandonare il lavoro per la cura dei figli il 27%, proprio  per la difficoltà nel conciliare i temi di lavoro e la cura del bambino tanto che in Italia a livello europeo è la più alta percentuale di coppie in cui solo uomo lavora (32%) e  le donne risultano esclusivamente dedite alle attività  domestiche e di cura. Ciò a causa dalla rigidità dell’organizzazione del lavoro e dalla inadeguatezza del welfare pubblico, privato e aziendale.

Sull’alto tasso di abbandono del lavoro da parte delle donne per i carichi di cura familiari nel  nostro Paese incide anche al permanere di un fattore culturale  incentrato sua una visione tradizionale della famiglia.

Il divario  retributivo  di genere costituisce un ulteriore fattore di discriminazione d’equità fatta esclusione dal pubblico impiego e per le migliori condizioni di lavoro nel settore cooperativo (a forte occupazione femminile), l’ISTAT calcola che le lavoratrici italiane guadagnano in media il 70% del salario degli uomini.

Il divario retributivo di genere nel corso della vita lavorativa si trasforma di divario pensionistico  di genere soprattutto per la minore durata media della vita lavorativa delle donne (25,5 anni contro i 39,5 degli uomini).

Distorsioni di genere si devono anche alla disciplina del riscatto dei periodi contributivi, che risente del calcolo dell’importo da versare basato sulla durata della vita media , che è più lunga per le donne, e al mancato adeguamento del meccanismo di calcolo delle pensioni di reversibilità alla logica del sistema contributivo. Problema che riguarda spesso le donne . Se si riflette sul fatto che attualmente la reversibilità comporta un’erogazione pari a circa il 60% del trattamento del coniuge, si capisce fra pochi anni gli assegni diventeranno molto più esigui, fruiti in maggioranza  da donne.

Il momento difficile che l’Italia sta vivendo ed il suo protrarsi creerà problemi economici che colpirà i lavoratori deboli e soprattutto donne.

In questa giornata, NOI DONNE  FAST-Confsal , abbiamo l’obbligo di chiedere, a fronte dell’emergenza coronavirus e alle ripercussioni  nel mercato del lavoro,  al nostro Sindacato, alla nostra Confederazione, fatto di donne  e uomini , che si facciano parte attiva come sindacato autonomo per scongiurare  la perdita di posti di lavoro soprattutto laddove  è  già  precario.

Noi  donne FAST-Confsal saremo vigili e promotrici della tutela e dei diritti delle lavoratrici.

Sabrina Mancini

Brunetti Maria

Ferrara Cinzia

Categoria: Attualità

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