ATTUAZIONE DEL FONDO SOLIDARIETA’ MUTUI “PRIMA CASA”, C.D. “FONDO GASPARINI” – ART. 54 DLN 18/2020

Speciale Nuovo D.L. n. 18/2020 – “Cura Italia”


 L’art 54 del D. L. n. 18/2020 rientra tra le misure finalizzate a contenere i fabbisogni finanziari degli operatori economici nonché dei lavoratori maggiormente colpiti dalle misure restrittive imposte dalla situazione emergenziale.

La contrazione dei ricavi e la conseguente diminuzione di liquidità ha indotto il Governo a varare una sospensione generalizzata degli impegni tributari, previdenziali e assistenziali nonché finanziari verso le pubbliche amministrazioni e gli istituti di credito.

L’articolo in commento dispone una deroga al Fondo di solidarietà per i mutui riferiti all’acquisto della prima casa (c.d. Fondo Gasparrini) istituito con la L. n. 244/2007 (Legge Finanziaria 2008); tale fondo permetteva, nell’ipotesi di comprovate situazioni di difficoltà economica nonché di salute del mutuatario, la sospensione del pagamento delle rate del mutuo nonché il pagamento da parte del fondo stesso degli interessi previsti sul debito residuo in costanza di sospensione.

Il Governo ha ridefinito l’istituto nel senso di un ampliamento dell’ambito soggettivo dei beneficiari nonché di una semplificazione dei requisiti e dei connessi documenti necessari all’accesso.

Preliminarmente, appare utile comprendere il funzionamento del meccanismo originario.

La disciplina del Fondo risiede nell’art. 2 commi da 475 a 480 della L. n. 244/2007.

Il comma 476 disponeva in ordine a:

  • requisito oggettivo (mutuo contratto per l’acquisto della prima casa);
  • termini di funzionamento della sospensione (max per due volte nel corso dell’ammortamento e per un periodo massimo di 18 mesi).
  • conseguenza della sospensione, ossia la proroga del contratto di mutuo per un periodo pari a quello di sospensione;
  • l’esclusione di qualsivoglia spesa di istruttoria e prestazione di garanzie aggiuntive.

Il comma 476-bis si riferiva all’ambito oggettivo di applicazione dell’agevolazione, ossia i mutui dell’abitazione principale oggetto:

  • di cartolarizzazione;
  • di portabilità tramite surroga;
  • di sospensioni disposte da ulteriori provvedimenti.

 

Il comma 477 conteneva le cause di esclusione ravvisabili nella:

  • morosità formalizzata del mutuatario;
  • fruizione di agevolazioni pubbliche;
  • stipulazione di contratti assicurativi a copertura dei rischi di difficoltà temporanea.

Il comma 478 si riferiva alla corresponsione degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo della sospensione ad opera del fondo di garanzia.

Il comma 479 enucleava gli eventi che consentivano l’accesso all’agevolazione, ossia:

  • la cessazione del rapporto di lavoro subordinato (ad esclusione delle ipotesi di risoluzione consensuale, maturazione dei requisiti della pensione, ecc.);
  • la cessazione del rapporto di agenzia, rappresentanza commerciale e altri rapporti di collaborazione;
  • altre vicende riferite al mutuatario (morte, riconoscimento di handicap grave, invalidità civile non inferiore al 80%).

Successivamente, allo scopo di ridurre la portata applicativa della norma, intervenne il D. L. n. 132/2010 il quale disciplinò nell’articolo 2 ulteriori requisiti di accesso in aggiunta a quelli previsti dal comma 479, ossia:

  • mutuo di importo massimo di 250 mila euro in ammortamento da almeno un anno;
  • indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a 30 mila euro;
  • immobile non appartenente alle categorie catastali “di lusso”.

L’art. 4 del D. L. n. 132/2010 definiva il procedimento per l’accesso che si articolava nella presentazione dell’apposita istanza, previa compilazione del modulo corredato dall’attestazione ISEE, alla banca mutuante la quale si occupava dell’inoltro al soggetto deputato alla verifica dei requisiti in capo all’istante nonché al rilascio del nulla osta per la sospensione: la CONSAP.

Infine, l’art. 1 comma 1 del Decreto MEF del 22 febbraio 2013, n. 37, operava una puntualizzazione nell’ipotesi di mutuo cointestato, prevedendo che le fattispecie legittimanti l’accesso potevano riferirsi anche ad uno solo dei mutuatari.

La disciplina in commento aveva già subito una prima rimodulazione da parte del D.L. n. 9/2020 il quale aveva introdotto, ad opera del suo art. 26, una nuova fattispecie legittimante l’accesso all’agevolazione di cui al comma 479 della L. n. 244/2007, ossia la riduzione ovvero la sospensione dell’attività lavorativa per un periodo di almeno 30 giorni.

La novella normativa sancita da decreto “Cura Italia” estende, per un periodo di nove mesi dalla sua pubblicazione, la possibilità di sospensione dei mutui ai lavoratori autonomi ed ai liberi professionisti esonerandoli dalla produzione dell’ISEE.

 Infatti, per questi soggetti è stata prevista una semplificazione in termini di documenti da produrre a corredo della domanda ravvisabile nella necessità di una mera autocertificazione attestante una contrazione dei ricavi, in riferimento al trimestre successivo al 21/02/2020, superiore al 33% rispetto al fatturato dell’ultimo trimestre 2019; contrazione conseguente alla chiusura o alla restrizione della propria attività imposta dalle disposizioni emergenziali.

Ulteriore emendamento alla norma originaria risiede nella revisione del comma 478 disciplinante l’intervento del fondo in termini di corresponsione degli interessi sul debito residuo in costanza di sospensione: il fondo provvede al pagamento degli interessi compensativi nella misura pari al 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione.


Categoria: Interventi

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