COVID-19: LA SITUAZIONE DEL TRASPORTO PUBBLICO NEL LAZIO

Grande impegno della Segreteria Regionale Lazio sugli effetti dell’epidemia in corso nel nostro Paese


La diffusione del contagio da Coronavirus continua a seminare un ingente numero di morti in tutto il mondo. Il problema non è la noia, la claustrofobia, la depressione della quarantena di massa. Il conto drammatico oltre alle gravissime perdite umane è quello dell’impatto economico: devastante, ma tanto più devastante quanto più la paralisi si prolunga.

   In questo scenario non fa eccezione il Lazio e tra le attività della nostra regione anche il TPL paga fortemente il suo tributo.

   Le avvisaglie si sono avute dapprima con il divieto di effettuare gite scolastiche e campi scuola, poi con i decreti che si sono susseguiti i quali hanno limitato i trasporti aerei e ferroviari. Tutti i collegamenti per gli scali aeroportuali sono stati azzerati, società di trasporto pubblico locale e trasporti scolastici si sono viste ridurre da un giorno all’altro il servizio drasticamente fino ad arrivare, in alcuni casi, al totale azzeramento.

   L’intero settore dei trasporti ha registrato una notevole contrazione dei ricavi da tariffa in ragione della sfavorevole e contingente situazione di mercato inerente all’epidemia virologica in corso.

    Dopo un primo intervento al monte ferie pregresso (prassi che, ci preme ribadire, suona come l’ennesima penalizzazione dei diritti del personale, chiamato a pagare in prima persona la grave crisi) tutte le società interessate anche dal calo del servizio pubblico e dei parcheggi si sono viste costrette ad inviare alle OO.SS. la richiesta di attivazione dei fondi bilaterali per “stato di crisi Covid-19”.

    Una su tutte, tra le società interessate, è Atac SpA, la municipalizzata del comune di Roma che, visti i numeri – 4000 dipendenti dichiarati in momentaneo esubero – ha destato l’attenzione delle istituzioni.

   La nostra attività quotidiana è incentrata anche verso moltissime aziende medio – piccole del panorama regionale che si sono immediatamente contraddistinte per un denominatore comune, ovvero l’intenzione di non integrare la parte mancante di stipendio, visto che il fondo bilaterale copre circa l’80% della paga base degli autoferrotranvieri.

    La nostra linea sindacale è chiara: chiedere l’integrazione salariale anche facendo intervenire le Istituzioni, la Regione, i Comuni.

    Nei giorni scorsi, in modalità telematica e remota, abbiamo concordato con alcune Società il ricorso all’Assegno Ordinario quale misura necessaria alla sostenibilità della conservazione dei posti di lavoro dei dipendenti costretti a riduzione dell’orario di lavoro o, addirittura, a restare a casa per l’emergenza Coronavirus.

    Altresì dobbiamo evidenziare come talune società di Tpl lamentano – giustamente, si badi – il gravissimo danno subito per la mancanza di entrate dovute al pagamento del titolo di viaggio, ma va anche detto che cercano contestualmente di utilizzare questa crisi per recuperare e tagliare ove possibile.

    Non dimentichiamo le altre tipologie di trasporto privato come gli autobus da noleggio, gli NCC e i taxi, devastate dall’azzeramento del turismo che stanno utilizzando ove possibile la cassa integrazione speciale.

     Lo scenario non muta per quanto riguarda il trasporto ferroviario, comparto anch’esso in difficoltà per i motivi riscontrati in tutto il settore della mobilità.

     Mediante accordi nazionali anche qui la risposta è il ricorso a una serie di provvedimenti (fruizione delle ferie residue, congedi parentali, L.104/92) nonché al Fondo di solidarietà del gruppo Ferrovie dello Stato. È in essere a tal proposito, anche nella nostra regione, una trattativa per il perseguimento delle politiche attive a sostegno del reddito e dell’occupazione del personale delle società del Gruppo Ferrovie dello Stato. Saremo al tavolo delle trattative da protagonisti nell’interesse dei lavoratori e delle loro famiglie, in un momento difficile come quello che stiamo vivendo.

     In ultimo, ma solo in ordine cronologico, la situazione sugli appalti ferroviari, i più penalizzati del settore con accordi di solidarietà su stipendi già alla fame; un settore che affronta la crisi indebolito già internamente.

    Ribadiamo il nostro impegno a monitorare l’evolversi della situazione su tutto il territorio regionale, prestando particolare attenzione all’aspetto della tutela della salute dei lavoratori, monitorando giornalmente che tutte le aziende rispettino i DPCM, fornendo i dispositivi di protezione, igienizzando i mezzi e i locali e diano precise disposizioni, tramite avvisi chiari, ai dipendenti e agli utenti per evitare i contatti.

     Lavoro, il nostro, sottovalutato colpevolmente dalla politica e dalle aziende che privilegiano il rapporto con le organizzazioni più in linea con la loro metodologia di ragionamento.

Ciò non ci scoraggia affatto!

Per il bene dei lavoratori, non faremo un solo passo indietro.

 

                                                         Segretario Regionale Lazio

SLM Fast – Confsal

Categoria: Attualità

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