EMERGENZA COVID-19 E L’IMPATTO SUL TRASPORTO PUBBLICO IN ABRUZZO

Quando abbiamo iniziato a sentir parlare di Coronavirus non avevamo ben presente le ripercussioni che di lì a poco avrebbe avuto nelle nostre vite.


Una propagazione così veloce che noi tutti siamo stati chiamati ad un profondo cambiamento di abitudini e comportamenti. Le disposizioni messe in campo dal governo hanno dovuto avere la velocità della propagazione virale, con un impatto devastante sull’economia.

Non a caso questo periodo storico viene associato ad una guerra.

Ed è quello che stiamo vivendo! Solo che, a differenza di quest’ultima, le persone sono isolate tra loro ed alle stesse non viene concesso nemmeno la condivisione di risorse. L’Abruzzo dopo un primo momento vissuto ad osservare quello che succedeva in Lombardia si è ritrovato a vivere le stesse esperienze. Distanziamento sociale obbligato con tutto quello che ne deriva.

Non si esce più! Non si esce più di casa per andare a scuola, non si esce più di casa per andare a lavoro. In pochi oggi sono “autorizzati” a lavorare. E la maggior parte di questi lo fa in smart working.

Ed il trasporto pubblico, nonostante sia esso un servizio essenziale, è stato ridotto al minimo per 2 macro motivi.

Il primo è la riduzione del 95% dell’utenza.

Il secondo motivo è la prevenzione del contagio del personale in servizio.

Per la prevenzione del contagio sono stati intensificati i cicli di sanificazione dei mezzi e dei luoghi di lavoro. Tutto il personale front line è stato dotato di mascherine e guanti. Ma il problema più tangibile è la mancanza di produzione. I lavoratori in prima battuta sono stati messi in ferie, in molti casi anche forzatamente, e successivamente sono state attivati gli ammortizzatori sociali, con la cassa integrazione. Le due realtà più grandi del trasporto pubblico in Abruzzo sono rappresentate da Trenitalia per il trasporto su ferro e da TUA per il trasporto su gomma, anche se quest’ultima ha anche un comparto ferroviario.

Trenitalia ha proceduto, d’intesa con la Regione, in una prima fase alla soppressione del 50% delle corse in data 12 marzo, per poi arrivare al 73% dal 19 marzo.

Il personale degli uffici è stato messo in smart working fin da subito, con il grande impegno da parte di FS Technology per l’approvvigionamento e la configurazione del materiale informatico. Il Personale mobile fin da subito ha partecipato in maniera costruttiva al dialogo intercorso tra azienda e sindacato, rendendosi disponibile alla fruizione delle ferie pregresse. A partire dal 30 marzo, come dall’accordo firmato con i sindacati si farà ricorso anche alle prestazioni ordinarie del Fondo.

Il personale della manutenzione avendo subito anche loro una riduzione d’orario hanno dapprima smaltito le ferie pregresse per poi accedere al fondo. Sono stati invece sospesi i cantieri di RFI non legati alla sicurezza d’esercizio.

L’azienda di Trasporto Unico Abruzzese, TUA, in attesa di attivare la cassa integrazione, ha finora, forzatamente, messo i propri dipendenti in ferie, ed ha chiesto alla regione l’anticipo di due mesi il pagamento della quadrimestralità/semestralità per consentire alle aziende del gruppo di far fronte alla crisi di liquidità che deriva inequivocabilmente dal calo esponenziale della vendita dei titoli di viaggio, ritenendo che questa misura non gravi sulle casse della regione, ma che possa dare respiro alle casse aziendali nel medio/lungo periodo.

L’incertezza più grande, così come nel resto d’Italia, deriva dalla mancanza di certezza su quando poter porre la parola fine a questa emergenza che al momento non sembra nemmeno all’apice.

In attesa di scoprire cosa ci riserverà il futuro sappiamo che servirà lungimiranza ed innovazione da parte aziendale, ma anche sindacale, in questo periodo per affrontare al meglio la fase cruciale del “dopoguerra”.

Categoria: Interventi

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