CODIV-19:LETTERA DI UN CITTADINO AL GOVERNO ITALIANO

Non eravamo preparati ad affrontare una emergenza sanitaria così grave, contro un mostro invisibile e difficile da contenere, da contrastare e da combattere.

Non eravamo preparati ad affrontare questa emergenza neanche dal punto di vista politico interno per incomprensibili divisioni, anche di fronte a un virus che non ha colori e bandiere, spesso anche dettate dalla ricerca di raccogliere consensi.

Non eravamo preparati al ruolo di spettatori e di potenziali vittime, al ruolo di attuatori (ad eccezione dei tanti intolleranti al rispetto delle regole) di ordinanze regionali restrittive delle libertà personali spesso in contrasto tra loro e da quelle delle autorità centrali.

Non eravamo preparati a una divisione scientifica tra gli studiosi di virologia e infettivologia spesso con pareri contrastanti sull’origine del contagio e sulle misure di prevenzione da adottare.

Non eravamo preparati ai ritardi e alle incertezze dell’OMS a dare le opportune e tempestive comunicazioni di allarme pandemico mondiale.

Non eravamo preparati ad assistere alla sottovalutazione del mostro di quasi tutti i capi di stato europei e non.

Non eravamo preparati ad assistere a una Unione Europea che, invece di fare squadra e mettere in campo tutte le azioni necessarie, sanitarie sociali ed economiche a contrasto dell’emergenza, si divide per futili interessi di parte.

Non eravamo preparati, come parte di una parte di Parti Sociali all’esclusione nei diversi incontri/confronti, nonostante il grido di protesta di tanti associati e nonostante il monito del Santo Padre all’inclusione, manifestato con forza nell’udienza pubblica del 12 novembre 2016.

Non eravamo preparati a scoprire che il nostro sistema sanitario, spesso denigrato, fosse così in grado di affrontare, anche a fronte di gravi perdite, un’emergenza di tale devastante portata e contro un nemico invisibile, di cui ancora oggi non sono chiare le origini, le cause, gli effetti.

Non eravamo preparati nemmeno a trascorrere le giornate senza parlare e vedere una palla calciata e una rete gonfiarsi.

Non eravamo preparati a stare chiusi in casa a raccontare favole ai nostri bambini, a trovare parole comprensibili per spiegare il perché non si poteva andare a scuola, in piscina o al parco e nello stesso tempo lavorare in modalità smart working, per chi un lavoro ce l’ha.

Non eravamo preparati a vedere la disperazione di tanti, dei nostri cari vecchi lontani che non possiamo abbracciare e colmare la loro solitudine, i loro dolori e le loro difficoltà.

Non eravamo preparati a indossare guanti, tute e mascherine anche per andare a fare la spese o cose di primaria necessità.

Non eravamo abituati a vedere le TV, giornali e pennivendoli vari inondarci lo stesso argomento a tutte le ore con valutazioni e consigli spesso contraddittori fra loro.

Non eravamo preparati ad aspettare le 18.00 di ogni giorno per sperare che il contatore rallentasse per incoraggiarci.

Non eravamo preparati a numerosi decreti, circolari interpretative, autorizzazioni e a smanettare con il sito dell’Inps.

Non eravamo preparati, a fronte di questa emergenza, a vedere gli immensi sforzi di chi, con coraggio forse anche sconosciuto, allevia i nostri disagi e soprattutto le nostre sofferenze: medici, infermieri, ausiliari, associazioni di volontariato, gli addetti alle pulizie, farmacisti, forze dell’ordine, le donne e gli uomini che garantiscono la sicurezza della circolazione e di coloro addetti al trasporto, alle code ai supermercati e ai visi stanchi di commessi e cassiere, e perfino alle app di messaggistica video e voce che aiutano a colmare le distanze.

A loro tutti dobbiamo un grazie infinito!

E allora, caro Governo, impariamo almeno ad essere preparati ad affrontare le macerie che questo mostro sta disseminando tra i popoli, dove anche le mafie troveranno terreno fertile. A quando una Task Force, italiana, europea, internazionale capace di pianificare e riprogrammare il futuro di tante famiglie disperate, delle piccole medie e grandi Imprese, degli autonomi, degli artigiani, degli agricoltori, delle partite IVA?

A NOI CHE RESTIAMO A CASA CI DITE QUANDO!

 

Segretario Nazionale Sada FAST-Confsal

Categoria: Pensieri & Parole

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