COVID-19: UN MESE DI BATTAGLIE DELLA FAST-CONFSAL A TUTELA DEI LAVORATORI

“Questa battaglia si vince tutti insieme”. Queste sono le parole che più volte abbiamo sentito ripetere nell’ultimo mese su tutti i media nazionali. Ogni cittadino fin dal primo apparire nel territorio italiano dell’emergenza Coronavirus è stato chiamato a fare la sua parte: alcuni limitando le libertà a cui erano abituati, altri garantendo con il loro lavoro i beni e i servizi essenziali di cui il nostro paese ha bisogno per non fermarsi totalmente. D’altra parte anche le parti sociali sono state chiamate a realizzare un difficile compito: legare la necessità di garantire i suddetti beni e servizi con la garanzia fondamentale di tutelare la salute dell’individuo.

Sulla base di questa premessa ci sembra giusto quindi domandarci cosa si intenda per “tutti insieme” e su quali principi si possa concedere ad alcuni e non ad altri l’onere e l’onore di apportare fattivamente il proprio contributo per far uscire il più velocemente il paese da una crisi di queste proporzioni.

Mai come oggi, difatti, l’unità è un elemento imprescindibile. La Fast-Confsal, forte dei suoi numeri, che la vedono come la quarta sigla sindacale confederale, prima tra quelle autonome, si è proposta fin dall’insorgere di questa drammatica emergenza come un interlocutore valido e responsabile, ma anche pronto a combattere in prima linea per la tutela dei lavoratori.

 Il nostro segretario generale, Pietro Serbassi, inviando il 27 marzo una lettera al Ministro dell’Infrastruttura e dei Trasporti,  ha quindi subito chiarito cosa intendiamo noi “per tutti insieme” condannando la scelta del governo di invitare solo alcune sigle confederali per la firma di un nuovo protocollo di sicurezza nei posti di lavoro – che non può certo definirsi quindi “condiviso”-, scelta che ha giudicato totalmente incoerente rispetto alla richiesta di unità, necessaria per vincere questa difficile battaglia, più volte invocata dal premier Giuseppe Conte nelle sue ormai numerose apparizioni mediatiche.

Moltissime sono state, di conseguenza, le istanze e le note che la nostra Organizzazione fin dalle prime avvisaglie della diffusione del Virus ha scritto e trasmesso alle controparti. Data la concitazione degli eventi e l’inevitabile confusione che si è venuta a creare a causa del susseguirsi rapido delle direttive governative, ci è sembrato opportuno ripercorrere quindi velocemente questo primo mese di confinamento (8 marzo-8 aprile) in modo da mettere in evidenza e chiarire le posizioni che la Fast- Confsal ha preso, a partire dai suoi vertici fino ad arrivare ai livelli organizzativi più vicini ai lavoratori, riguardo a molte delle impellenti criticità determinate dall’emergenza che ancora oggi stiamo vivendo.

Ancora prima del robusto intervento del segretario generale era stato difatti il segretario Nazionale SLM Fast, Vincenzo Multari, con una nota del 12 marzo, a tuonare contro la mancanza in molte aziende italiane, ancora a diverse settimane dalla pubblicazione del relativo DPCM, dei Kit personali per l’igienizzazione e il pronto intervento, di azioni concrete per mantenere le distanze fra passeggeri e conducente sugli autobus e di sanificazioni dei mezzi e dei locali aziendali aperti al pubblico, ricordando, nonostante ciò, il grande senso di responsabilità e la professionalità con cui i lavoratori del tpl hanno continuato a garantire il diritto alla mobilità.

Lo stesso contributo, responsabile ma allo stesso tempo combattivo, è stato portato con proposte concrete anche dalla Segreteria Regionale del Lazio la quale si è concentrata soprattutto nella soluzione delle due maggiori criticità che l’ermegenza Covid 19 ha prodotto nel mondo dei trasporti: la necessità di sanificare tutti i mezzi per limitare il contagio e la penuria di dispositivi di sicurezza personali (DPI) necessari per far continuare ad operare in totale sicurezza tutti gli addetti. In risposta all’ordinanza del presidente della Regione Lazio, il segretario Renzo Coppini, già il 13 marzo, ha puntualizzato come per rispettare l’ormai famoso metro di distanza tra i passeggeri occorresse contingentare l’ingresso sui bus urbani, tram e treni. Vista la difficile situazione sanitaria, la Segreteria ha chiesto anche alle due più grandi società del tpl della regione, Atac e Cotral, di sospendere l’applicazione degli accordi cosiddetti “Era 1” e “Era 2” in cui sono previste alcune penalizzazioni economiche nel caso in cui il lavoratore usufruisca di alcuni istituti di legge (18 marzo). L’acume e l’approfondimento dei temi, che fanno ormai parte del nostro DNA, ha portato inoltre alla formalizzazione di una richiesta di precisazioni sui 12 giorni aggiuntivi ex legge 104/92 determinati dal DL “cura Italia” del 16 marzo 2020 che alcune aziende del tpl laziale stavano applicando in maniera difforme (23 marzo).

Anche il segretario Coppini, dal canto suo, ha dovuto far riferimento più volte nelle sue note al senso di unità nella dura battaglia che il paese sta combattendo sollecitando alle società del tpl laziale un coinvolgimento maggiore di tutte le parti sociali nel sistema delle relazioni industriali (18 marzo), soprattutto a seguito dell’adozione in moltissime di queste, Atac in primis, per far fronte alla forte diminuzione del servizio erogato a causa del coronavirus, del fondo Bilaterale di Solidarietà del Trasporto pubblico  di cui all’Accordo Nazionale del 23.05.2016 e  per il quale SLM Fast Lazio ha chiesto fin da subito un’integrazione a copertura del 100% dello stipendio dei lavoratori coinvolti.

L’azione sindacale non si è limitata però solo a suggerire soluzioni ed a coinvolgere tutti gli attori istituzionali per garantire la tutela della salute dei lavoratori, ma ha portato il 30 marzo anche alla firma di un importante accordo in Atac che ha permesso di richiamare in servizio i dipendenti  inseriti nel suddetto fondo con una sospensione dalle attività lavorative al 100 %, per svolgere nei prossimi mesi attività di monitoraggio e igienizzazione dei mezzi e di assistenza presso le portinerie aziendali. Si tratta di una boccata d’ossigeno di non poco conto per le famiglie di queste centinaia di lavoratori, che successivamente è stata integrata con un secondo accordo, firmato l’8 aprile, in cui la platea dei fruitori di questa iniziativa è stata allargata anche alle famiglie professionali coinvolte nel fondo all’80 % e dove si è iniziato a ragionare su un utilizzo del predetto personale anche per le mansioni di contingentamento che saranno necessarie nella cosiddetta “fase 2” per gli ingressi sugli autobus e nelle metropolitane e del personale operaio di superficie per il potenziamento delle attività manutentive tese al recupero dei gap pregressi e al riavvicinamento alla piena produzione del servizio.

Nello stesso tempo, lo studio e l’analisi dei documenti messi a disposizione, che contraddistinguono ogni azione della Segreteria regionale del Lazio, hanno determinato, invece, il rigetto di un altro accordo firmato in Cotral il  2 aprile, che ha sì scongiurato l’applicazione del suddetto fondo in questa azienda, ma anche peggiorato – e queste sono le ragioni del nostro diniego –  notevolmente le condizioni lavorative in essere dando vita ad una mobilità senza regole, che non prevedere riservate, diarie, trasferte o rimborsi chilometrici per i lavoratori che da un giorno all’altro si sono visti obbligati a prendere servizio anche a 50 km di distanza dalla loro residenza.

Ma l’attenzione della Segreteria Regionale è stata rivolta anche alle piccole realtà private che operano nel territorio laziale, a partire da Roma Tpl dove  è stata inviata una nota per conoscere la lista di tutto il personale interessato al fondo bilaterale per verificare eventuali disparità nella scelta del personale (27 marzo).

In questo mese così frenetico Slm-Fast Confsal è stata presente anche su tutti i tavoli on-line  delle società del gruppo FS dove con il vice segretario Antonio Marricco ha siglato importanti accordi territoriali a garanzia dei protocolli di sicurezza nelle varie realtà produttive ferroviarie laziali e per sviluppare criteri democratici e sostenibili per l’accesso al fondo di solidarietà a sostegno dei dipendenti a cui hanno deciso di attingere  anche la società del gruppo fs impiegate nella regione Lazio; accordi, che vale la pena segnalare, garantiranno il 100% della retribuzione.

Parallelamente al lavoro del vice segretario Marricco è stato svolto un capillare lavoro dallo staff di Segreteria volto a raccogliere le istanze e le segnalazioni dei lavoratori, mantenendo anche in questa complicata situazione, quella vicinanza con la base fondamentale per apportare il contributo concreto di Slm-Fast Confsal su ogni tavolo.  Ed è proprio da questo confronto serrato che sono nate le numerose note inviate alla controparte, tra le quali quella del 24 Marzo dove RFI è stata sollecitata ad intensificare il confronto con le OS visti i primi casi di contagio che destavano grande preoccupazione da parte del personale.  In questo caso nonostante il tentativo di porre la questione in modo unitario, riscontrando un iniziale titubanza da parte di alcune Os, senza troppo indugiare Slm-Fast Confsal ha deciso di dare voce da sola a tutti quei lavoratori che hanno contattato i suoi rappresentanti.

Enorme e instancabile è stato anche il lavoro della vice segretaria Sabrina Mancini che ha attenzionato da vicino le gravissime problematiche del settore degli appalti collegati al mondo ferroviario dove il drastico taglio dei servizi e la conseguente decurtazione degli stipendi del personale è stato anche qui oggetto di contratti di solidarietà e dell’applicazione di altri strumenti di sostegno al reddito.

L’azione sindacale che abbiamo cercato di sintetizzare in poche righe, tralasciando di ricordare anche molti altri interventi che sarebbero stati pure meritevoli di menzione, non si è esaurita comunque solo in questa cosiddetta prima fase dell’emergenza, ma anzi si sta già rinnovando per permettere a Fast-Confsal di essere protagonista anche nella cosiddetta fase 2” dell’emergenza che è in procinto di iniziare appena terminerà l’obbligo di confinamento.  Per questa ragione la Segreteria del Lazio ha già inoltrato una richiesta alle autorità competenti affinché siano potenziati i controlli sui mezzi pubblici e perché, per una migliore tutela di tutto il personale e delle proprie famiglie, siano effettuati i tamponi necessari per  certificare tempestivamente i casi positivi asintomatici e, ove necessario, anche i controlli ematici atti alla scoperta degli anticorpi contro il Covid 19,  sotto lo stretto controllo dei sanitari autorizzati.

“Questa battaglia si vince tutti insieme” dicevano. In questo primo tragico  mese in cui abbiamo dovuto imparare in fretta a convivere con l’emergenza Covid 19 cambiando velocemente tutte le nostre abitudini e anche i modi di pensare ed approcciare al trasporto pubblico locale, Fast-Confsal ha dimostrando dunque ampiamente, sul campo e con le dovute azioni, ma anche e soprattutto con un grande senso di responsabilità e grazie al supporto dei tanti iscritti che rappresenta in tutta Italia, che deve essere compresa in quell’insieme, per contribuire in modo costruttivo al bene ed al futuro del nostro paese.

Segreteria Regionale SLM-FAST Confsal Lazio

Marco Manna

Ivan Parisi

Categoria: Attualità

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