LA CRISI COLPISCE ANCHE IL TRASPORTO SU GOMMA

I camion, dalle nostre finestre, li vediamo circolare. Portano tante tipologie di merci e ci portano, soprattutto, da mangiare.


Il comparto, però, comincia a mostrare segnali di cedimento. Anzi, come hanno più volte sottolineato le associazioni di categoria, sta arrivando al limite. “Non c’è più tempo da perdere: senza un decisivo intervento del Governo assisteremo a chiusure spontanee da parte di imprese di autotrasporto”. Il vicepresidente di Confcommercio e Conftrasporto lancia l’allarme: il settore è allo stremo, fra committenti che provano a sfruttare la situazione non pagando neppure le fatture di gennaio e febbraio e le operazioni bancarie che, seguendo la prassi normale, ritardano la messa a disposizione della liquidità che era stata annunciata.

“Tutto questo sta costringendo le imprese a sospendere l’attività. Il Governo potrà aprire fin quando vuole la fase due ma, senza chi trasporta i prodotti, le merci resteranno sui piazzali. L’unica iniziativa che può scongiurarlo è quella forma di liquidità che da tempo Conftrasporto ha con grande determinazione richiesto. Non siamo stati ascoltati noi ma non è stato preso in considerazione neanche ciò che Mario Draghi aveva suggerito”, incalza il vicepresidente di Conftrasporto. “Oggi le imprese sono al limite e ricorreranno alla cassa integrazione, alla quale il Governo dovrà far fronte se non vuole che il mondo del lavoro si compatti in un’azione che rischia di divenire realmente pericolosa. Chi ha la responsabilità di governare un Paese deve cominciare a pensare a quello che potrà succedere. Se non lo farà, si assumerà tutte le responsabilità di aver portato al fallimento non solo migliaia di operatori ma l’intero sistema economico nazionale”. E conclude: “Si sappia che noi non staremo a guardare inermi la fine delle nostre imprese”.

Categoria: Attualità

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