TU VUO’ FA L’AMERICANO, MA SEI NATO IN ITALO

Purtroppo non c’è pace per i lavoratori di Italo SpA, fiore all’occhiello della vecchia Italia ormai del 2018 “americanizzata” dopo l’acquisto da parte del fondo miliardario d’investimento GIP.
Un po’ di storia. I lavoratori di Italo, dopo aver pagato gli errori del più volte modificato management, sommati alle normali difficoltà dovute all’inevitabile fase di start up, sono finiti in solidarietà nel 2015. Nel 2017 la ripresa. E mentre Montezemolo annuncia al personale “l’arrivo di risultati imminenti a soddisfazione di tutti”, Italo passa nelle mani degli americani, elargisce premi e stock option a dirigenti e quadri, lasciando a bocca asciutta un personale sempre più amareggiato.
Oggi, con una società che vanta un valore superiore ai 2 miliardi di euro e quando si pensava di aver raggiunto un punto di svolta ormai anche sotto il profilo delle relazioni industriali, con la firma del nuovo contratto nel 2019, arriva il Covid-19 e rimette tutto in discussione. Infatti, proprio mentre la gran parte delle imprese del settore ferroviario cerca di porre l’attenzione alla salvaguardia della tenuta economica dei propri dipendenti, integrando di propria tasca la cassa integrazione, Italo fa il contrario.
Nella riunione tenutasi il 15 aprile la dirigenza aziendale decide di pensare prima ai propri investitori, salvaguardando le proprie casse. Dopo aver posto tutto il personale in cassa integrazione (in alcuni casi anche al 100%), si sceglie arbitrariamente di non rispettare gli accordi firmati con le organizzazioni sindacali e di erogare, nel mese di aprile, solo il 20% del premio per i risultati raggiunti dai propri dipendenti nel 2019. Un anno pieno di gloria, che ha visto Italo continuare il suo rump up, facendo crescere la sua flotta fino a 112 servizi commerciali giornalieri. Un anno in cui non ci stupirebbe vedere riconfermato, se non anche ampiamente superato, un utile come quello del 2018, che renderebbe le casse della società niente affatto vuote e la scelta di non erogare il premio ai propri dipendenti ancora più inspiegabile.


Ci viene in mente il grande Alberto Sordi che, in un suo famoso film, diceva “so’ forti ‘americani”. Tutti pensavamo che con l’avvento di uno dei più ricchi fondi internazionali avremmo avuto le spalle forti per affrontare qualsiasi burrasca, che avremmo imparato da loro. In realtà abbiamo insegnato loro ad essere italiani. Essi hanno mutuato immediatamente i nostri difetti, tralasciando di prendere in considerazione lo spirito solidaristico alla base del nostro sentimento nazionale.
In queste settimane, come in un film già visto nel 2015, Italo riparte chiedendo ancora una volta un intervento da parte del governo, ovvero la riduzione del 20% sul costo del pedaggio per le linee dell’alta velocità. Appare ogni giorno più difficile, per noi, dare voce al malcontento dei lavoratori nei confronti di un’azienda che pone in essere tali comportamenti. Non demordiamo. Saremo sul pezzo, come sempre.

Categoria: Il rasoio

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