QUALE RIVOLUZIONE? UNA SFIDA DA COGLIERE, PER UN PROGETTO DA REALIZZARE

Questa è la domanda che, indipendentemente dal ritenersi di destra, sinistra o centro, nasce spontanea in ogni persona che si ferma a pensare: cosa fare?

Da queste due semplici parole si apre un mondo. Un mondo che raccoglie tutto: l’essere, l’amicizia, la famiglia, il lavoro, le aziende, i poteri forti, il mercato, la politica, il sindacato. Tutto fa parte di questo mondo, il nostro, che per il vivere civile ha bisogno, per garantirsi, di regole. Il confronto e il dialogo o, per dirlo in una sola parola, la comunicazione diventa prioritaria nel vivere quotidiano.

L’analisi, lo studio e la sintesi sono alla base di ogni possibile adempimento e delle nostre azioni. I media e i social hanno conquistato tutto il terreno della comunicazione che oggi sembra essere inflazionata proprio per la colossale mole di notizie e fake news che ci bombardano il cervello.

Detto questo, la risposta è semplice, non c’è dubbio che abbiamo bisogno, e tutti lo pensiamo, di una rivoluzione culturale. Una rivoluzione culturale che ci riporti a essere necessariamente più pragmatici e sempre più tecnologici. Chi, di noi, ha una certa età e non ha mai maturato l’idea di delegare, oggi si trova a un bivio. Gettare la spugna o continuare a lottare, specialmente in questo momento storico, sulla necessità di cambiare le cose visto anche il fallimento del modello attuale. Bisogna riuscire a convincere la totalità del genere umano che la sicurezza della specie viene al primo posto e su questo costruire un nuovo modello del vivere civile.

Bisogna riuscire ad abbandonare ogni personalismo per il bene comune e rispettare e far rispettare le regole del gioco, leggi, direttive e regolamenti con la consapevolezza che si dovrà comunque intervenire ad adeguarli al nuovo modello da costruire per noi, i nostri figli e i nostri eredi futuri.

La conoscenza è quella prerogativa, sicuramente la più importante, che ci mette in condizione di avere la consapevolezza necessaria per poter anche dimostrare, agli ignoranti e a chi è cauto, il fondamento delle nostre proposte.

Bisogna diventare maturi nell’accettare le proposte degli altri, corrette e per questo condivisibili, senza rincorrere il drago dell’egocentrismo per essere protagonisti a ogni costo.

Bisogna riportare l’attenzione di chi ci circonda sui reali problemi.

Bisogna ricominciare, è questa la rivoluzione. Bisogna scegliere se essere protagonisti con tutte le difficoltà del caso, o essere gregari. Essere o non essere: è questo il problema.

Categoria: Pensieri & Parole

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