PROTEZIONI DA CONTAGIO COVID19 – DPI

Mentre il mondo conta complessivamente almeno 160.000 defunti per il virus Covid19  e in Italia ci si accinge a raggiungere i 24.000 decessi circa un quarto di quelli europei, il partito del PIL e quello della Salute cercano di contemperare le esigenze economiche finanziarie di imprese e casse degli Stati con quelle di salute pubblica cercando di evitare che il termine del lock-down e le riaperture di attività e servizi provochino il proliferare di nuovi focolai di virus prima del previsto, eh si perché il virus difficilmente arriverà a casi zero, ma almeno fino a quando non ci sarà un vaccino distribuito in forma massiva le probabilità che il virus si estingua sono scarse, mentre è probabile che occorrerà conviverci, una convivenza che per governi, imprese, cittadini e lavoratori non potrà essere tutto come prima, e pertanto andranno adottate oltre a misure di distanziamento sociale (almeno 1,0 m ma non è escluso sia portata a 1,5m, la stessa adottata in Germania) e maschere facciali per tutti gli individui, termo-scanner per rilevare temperatura corporea, sanificatori mobili per accesso a luoghi affollati e sanificazioni degli ambienti periodiche, disinfezioni ripetute quotidiane dei luoghi pubblici o di lavoro, App di tracciamento, test rapidi per rilevare gli immunizzati, obbligo di DPI quali guanti, occhiali e mascherine per i lavoratori che non rispettano o potrebbero non rispettare il distanziamento sociale. E di quest’ ultimi ci vogliamo occupare di seguito, visto che per avviare la fase 2 serviranno centinaia di milioni di mascherine protettive.

I DPI UTILI CONTRO IL CORONAVIRUS – COVID19

Sono diverse le tipologie di Dispositivi di Protezione Individuale ritenute efficaci per contrastare la trasmissione del virus:

  • Maschere chirurgiche monouso e maschere filtranti del tipo due ( FFP2) e tipo tre (FFP3) ;
  • Guanti in lattice e/o nitrile monouso;
  • Occhiali di protezione da aerosol con lente in policarbonato antigraffio, antiappannante e di colore neutro, sovrapponibili ai comuni occhiali da vista.

ATTIVITÀ (escluse quelle sanitarie) IN CUI PUÒ ESSERE NECESSARIO FORNIRE DPI

L’uso delle maschere Dispositivo Medico (chirurgiche) o DPI (FFP2 o FFP3) è obbligatorio, in accordo con le recenti disposizioni Governative e delle Autorità Sanitarie competenti:

  • Per i soggetti, presenti nel luogo di lavoro, che sviluppino febbre e sintomi di infezione respiratoria.
  • Nelle attività lavorative in cui non è possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento.

Per gli addetti al primo soccorso aziendale devono essere resi disponibili i seguenti Dispositivi di Protezione Individuale:

  • guanti monouso;
  • maschere filtranti almeno di tipo FFP2, per sè;
  • maschere chirurgiche per il sospetto malato covid19;
  • occhiali di protezione.

DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE NELL’ EMERGENZA COVID19

Per far fronte all’ emergenza e alla carenza di maschere FFP2 e FFP3, per la durata dell’emergenza Covid-19, ossia

fino al 31 luglio 2020 con le disposizioni speciali contenute agli articoli 15 e 16 del Decreto-Legge 17 marzo 2020, n. 18:

  • è stata prevista la possibilità di produrre, importare e immettere in commercio dispositivi di protezione individuale (“DPI”) in deroga alle norme vigenti, ossia alle normative europee e nazionali, ovvero la non apposizione su tali dispositivi della c.d. marcatura CE prodotte nel rispetto della norma tecnica UNI EN 149:2009;
  • è stata prevista la possibilità di produrre, importare e immettere in commercio “mascherine chirurgiche” ad uso medico in deroga alle norme vigenti, ossia alle normative europee e nazionali, ovvero la non apposizione su tali dispositivi della c.d. marcatura CE prodotte nel rispetto della norma tecnica UNI EN 14683:2019;
  • vengono classificate come DPI anche le maschere chirurgiche prodotte nel rispetto della norma tecnica UNI EN 14683:2019 (articolo 16 comma uno);
  • è stata introdotta una categoria speciale di presidi – le “maschere filtranti” destinate alla sola collettività (articolo 16, secondo comma) il cui tessuto utilizzato soddisfi requisiti minimi di sufficiente traspirabilità e idrorepellenza.

L’articolo 15 del Decreto “Cura Italia”, infatti, consente di derogare dalla normativa ordinaria solo a condizioni di attivare una procedura semplificata di validazione straordinaria, per cui il soggetto proponente deve autocertificare il rispetto di una serie di requisiti di sicurezza del prodotto e ottenere il parere favorevole:

  • dell’Istituto Superiore di Sanità (“ISS”) per le mascherine chirurgiche prodotte nel rispetto della norma tecnica UNI EN 14683:2019;
  • dell’INAIL per i DPI prodotti nel rispetto della norma tecnica UNI EN 149:2009.

Le mascherine per la collettività di cui al secondo comma dell’articolo 16, invece, sono un “terzo tipo” di presidio e come chiarito dalla circolare del Ministero della Salute n. 0003572-P del 18 marzo 2020 (la Circolare n. 3572/2020), possono essere utilizzate da parte di “tutti gli individui presenti sul territorio nazionale”, benché “prive del marchio CE e prodotte in deroga alle vigenti norme sull’immissione in commercio”.

Anzitutto, alcuni limiti discendono dalla loro stessa natura, non essendo mascherine chirurgiche ai sensi dell’articolo 15 del Decreto “Cura Italia”:

  • le mascherine per la collettività non possono essere utilizzate durante il servizio da operatori sanitari in ambiente

 medico o assistenziale (ospedali, guardie mediche, RSA);

  • non essendo DPI, non possono essere utilizzate in ambienti di lavoro dove sia prescritto l’impiego di DPI.

Si tratta, quindi, di presidi con finalità precauzionale, limitati alla generica collettività, per cui, specie negli ambienti di lavoro e nei luoghi pubblici ne sia consentito, o richiesto, l’impiego, deve essere rispettata la distanza di sicurezza interpersonale – che, come raccomandato dalle autorità sanitarie e dai provvedimenti regionali, deve essere di almeno 1 (un) metro, salve le ulteriori misure di igiene e prevenzione raccomandate dalle autorità sanitarie.

 TIPOLOGIE E CARATTERISTICHE MASCHERINE – DPI

In relazione all’utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie aeree, le maschere semi-facciali possono essere “riutilizzabili” (marcate con la lettera R) o “monouso” (marcate con la lettera NR) oltre ad essere sottoposte a test opzionale relativo ai requisiti di intasamento (marcate lettera “D”). Le semimaschere filtranti devono riportare il codice della normativa EN 149 con l’anno di riferimento, la classificazione FFP, l’indicazione obbligatoria R o NR, e quella opzionale D. Ad esempio, la marcatura EN 149:2001 + A1:2009 FFP2 NR D indica il rispetto della normativa (EN 149:2001 + A1:2009), la tipologia di filtro (FFP2), la classificazione monouso (NR) e lo svolgimento del test opzionale di intasamento (D).

I facciali filtranti FFP2 e FFP3 certificati secondo la norma europea EN 149-2001 (CE) sono sempre più rari, DPI prodotti di tipo 2 (FFP2) si possono ritenere corrispondenti ai respiratori classificati come N95 (normativa USA) e KN95 (normativa cinese) mentre quelli di tipo 3 (FFP3) sono classificati N99 (dalla normativa statunitense) e KN99 (dalle norme cinesi).

Va da se che la maschera chirurgica in ambienti chiusi o quando non si possono mantenere distanze sociali ha senso solo se tutti i soggetti hanno la maschera chirurgica.

Mentre la maschera FFP2 (N95 o KN95) o FFP3 (N99 o KN99) hanno senso negli ambienti in cui ci siano persone senza mascherine o quando non si possano mantenere distanze sociali da persone prive di mascherine chirurgiche o FFP2/3.

MASCHERINE METODOLOGIA D’ USO

L’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale deve essere sempre accompagnato dalle altre misure di igiene quali pulizia e disinfezione delle mani e delle superfici.

La maschera protettiva non può essere usata per più di un turno di lavoro e va sostituita non appena rimossa e/o quando si impregna di umidità.

Non bisogna mai toccare la parte filtrante (né all’esterno, né all’interno) ma deve essere maneggiata per gli elastici o i lacci.

Al fine di garantire un uso corretto delle maschere protettive, di seguito si riportano le indicazioni fornite dal Ministero della Salute e dall’OMS:

  1. Prima di indossare una mascherina, pulire le mani con una soluzione alcolica o con acqua e sapone;
  2. Nel coprire la bocca e il naso, assicurarsi che non vi siano spazi tra il viso e la mascherina (tagliarsi barba e baffi);
  3. Evitare di toccare la mascherina mentre la si utilizza, se necessario farlo, pulire prima le mani con una soluzione alcolica o con acqua e sapone;
  4. Sostituire la mascherina con una nuova non appena è umida;
  5. Per togliere la mascherina: rimuoverla da dietro (senza toccare la parte anteriore), buttarla immediatamente in un contenitore chiuso, pulire le mani con una soluzione alcolica o con acqua e sapone;
  6. Non riutilizzare mascherine monouso.

   “La salute (attraverso la prevenzione) è il primo dovere di ciascun lavoratore e cittadino”

 

Categoria: Analisi & Studi

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