LA LOGISTICA HA FATTO IL SUO DOVERE. ORA TOCCA ALLA POLITICA

Nelle ultime settimane abbiamo avuto prova del senso di responsabilità del settore della logistica, con imprese che hanno continuato a lavorare malgrado i costi in aumento e le difficoltà operative dovute all’esplosione dell’emergenza Covid-19 nel nostro Paese. Sono stati modificati in corsa gli obiettivi della ricerca ed è stato creato un filone specifico sull’impatto della pandemia, inserito in un contesto più ampio di evoluzione legata a una maggiore attenzione per gli aspetti di sostenibilità economica, ambientale e sociale. Ci siamo confrontati con decine di direttori della logistica di aziende committenti e con manager di fornitori di servizi logistici. Queste le domande: come state affrontando la situazione? Quali sono gli impatti sulla vostra capacità produttiva? Quali sono le misure per ridurre gli impatti? Come state cambiando le vostre strategie in funzione di una domanda impazzita e difficilmente prevedibile? Quali sono gli scenari futuri per il settore? Volendo sintetizzare in una frase il senso delle risposte possiamo dire: siamo orgogliosi di essere logistici! Abbiamo visto manager lavorare giorno e notte per far fronte a questa situazione, con un approccio etico e responsabile, mettendo al primo posto non il profitto o i conti economici dell’azienda, ma la tutela dei lavoratori e la contestuale necessità di offrire un servizio chiave per il funzionamento di tutte le filiere (pensate soltanto ai rifornimenti di medicinali per gli ospedali o alla distribuzione degli alimenti e dei beni di prima necessità).
Ci hanno raccontato di lavoratori che hanno sfidato paure, rischi di contagio, consapevolezza di dover stare lontani da genitori o parenti anziani, per il senso del dovere e per poter portare prodotti e merci dove servivano. Ci hanno parlato di collaborazione tra produttori e fornitori, tra competitor dello stesso settore, pur di superare insieme questo momento. Stiamo parlando di un settore che incide più del 7% del Pil e di una logistica conto terzi (fatta da circa 80.000 imprese) che ha un fatturato di 85 miliardi di euro circa e genera lavoro per centinaia di migliaia di persone. Un settore cruciale per il corretto funzionamento di tutte le filiere merceologiche che ha dimostrato tutta la sua importanza (e la sua responsabilità!) in un momento così delicato e drammatico. Un settore che sta lavorando con costi molto più elevati per diversi fattori contingenti e che già si trovava prima a lavorare con marginalità risicate, con il rischio concreto di conseguenze negative per tante aziende che vi operano.
La cresciuta consapevolezza della rilevanza della logistica per le aziende e per il Sistema Paese dovrebbe portare a considerare il settore un servizio essenziale, almeno per tutto il periodo della crisi. Ma affinché lo sforzo di questi mesi non sia reso vano è fondamentale sostenere le aziende della logistica conto terzi, sia in termini di liquidità sia dal punto di vista economico. L’aumento dei costi e la necessità di continuare a mantenere i livelli occupazionali necessita, infatti, di un reale supporto che può avvenire attraverso una decisa decontribuzione del costo del lavoro. Non meno importante è un sostegno volto al miglioramento delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro e ad incentivare gli investimenti richiesti per realizzare il cambiamento.
Nell’attesa, rivolgiamo un grande applauso e un sentito ringraziamento a tutti i lavoratori – gli eroi – della logistica!

Categoria: Attualità

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