SENZA UN’ALLEANZA TRA VETTORI IL TPL NON POTRA’ GARANTIRE I SERVIZI

La tanto attesa fase 2 iniziata lo scorso 4 maggio è ancora carica di dubbi e incertezze. La serie di nuove regole comportamentali, e non solo, da dover seguire onde evitare il contagio del virus sta mettendo a dura prova alcuni settori, come quello dei trasporti, già notevolmente provati durante il lockdown. Le lunghe code per accedere alle stazioni della metro di Roma, come a Ponte Mammolo e alle banchine degli autobus sono solo alcuni dei tanti luoghi dove molto spesso non viene rispettata la distanza prevista di un metro. «La fase 2 porta con sé il graduale aumento del servizio da erogare all’utenza e il vincolo del 50% della possibilità di capienza dei mezzi, come da ordinanza regionale, impone alle aziende di segnalare con appositi adesivi i sedili utilizzabili – ci spiega il Segretario Slm-Fast Confsal Lazio Renzo Coppini – e di definire i flussi e il contingentamento nelle stazioni di treni e metropolitane. Per fare tutte queste operazioni è necessario un numero di persone che oggi le aziende non hanno, tant’è che in molte stazioni o linee il famoso distanziamento sociale è soltanto un miraggio».

Il servizio ATAC oggi viene svolto con 1300/1400 uscite bus a fronte delle 1700 regolari e va peggio sui binari. «Nelle ferrovie concesse la grave carenza di materiale rotabile si ripercuote di fatto sull’utenza – prosegue Coppini – se pensiamo che nella tratta extraurbana della Roma/Viterbo c’è un solo treno che effettua 8 corse giornaliere, in pratica un treno ogni 4 ore, scandaloso solo pensare di chiamarlo servizio di TPL, per quei pendolari che pagano l’abbonamento come per chi viaggia sulla tratta urbana, dove forse è stato dirottato qualche treno».

Per sopperire a questa difficoltà servono immediatamente quegli interventi promessi, che dovrà gestire Astral, ma che non sono stati ancora forniti. Nel frattempo, se ATAC e Cotral non riuscissero a garantire il servizio con il proprio personale e i propri mezzi, considerato il massiccio ricorso alla cassa integrazione da parte delle aziende, è necessario mettere a disposizione ulteriori risorse, anche, se necessario, con il supporto di società private.

Per riuscire a fornire un servizio efficiente e in sicurezza, come disposto dai Dpcm e dalle varie ordinanze, è necessaria una progettualità ed una sinergia tra vettori. «La tutela dei passeggeri e del personale passa necessariamente per una corretta programmazione da mettere in campo – conclude Coppini – con una cabina di regia unica, snella e competente».

Categoria: Attualità

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