NON SONO I FERROVIERI A GIOCARE CON LA SICUREZZA

Il 12 agosto di questa torrida estate, che passerà alla storia come quella della grande pandemia da COVID-19, una cittadina francese scesa in Sicilia a far visita ad alcuni parenti, dopo essere giunta all’aeroporto “Falcone-Borsellino” di Punta Raisi si è recata per mezzo del treno navetta al centro della città di Palermo. Soltanto una volta scesa nella stazione di Palermo-Notarbatolo la donna si è resa conto di aver dimenticato a bordo del treno il borsello di pelle contenente oltre ai documenti personali, diverse carte di credito e dei soldi contanti per un valore complessivo di 5.370 euro.
Alla guida del treno, che quel giorno e a quell’ora faceva la tratta Punta Raisi-Palermo, c’era il giovane macchinista ventiseienne Domenico Giafaglione, il quale, una volta giunto a fine corsa nella stazione di Palermo centrale, ha ritrovato il borsello smarrito e lo ha subito consegnato agli agenti della Polizia Ferroviaria. A dispetto del tempestivo ritrovamento, la turista francese si è resa conto dell’avvenuto smarrimento soltanto a distanza di ore, ritardando così i tempi necessari al blocco delle carte di credito, e altresì, complicando il lavoro della Polizia Ferroviaria nel processo di rintracciamento, non essendo stata sporta alcuna denuncia presso gli appositi uffici.

Questo è solo uno dei molti esempi di efficienza e correttezza che l’Italia intera, da Nord a Sud, senza altro confine se non quello del pregiudizio, è riuscita a dare alla “sua” ospite. Ovviamente questo episodio non dovrebbe destare alcuno stupore mediatico, ricadendo nella normale gestione di una società sana e attenta, ma i nostri valori e principi sono da sempre rivolti alla necessità e alla consapevole volontà di mettere in risalto proprio qualità come queste. L’onestà, l’efficienza e la professionalità sono tutti requisiti che il macchinista in questione ha dimostrato di possedere, dando così lustro alla propria immagine e a quella dell’impresa di cui porta il vanto, in questo caso Trenitalia. Categoria la sua, che solo pochi giorni dopo è stata messa alla gogna mediatica, divenendo oggetto di vergognose vignette satiriche, anche da parte di grandi quotidiani nazionali come il Corriere della Sera, in occasione del deragliamento ferroviario avvenuto nella stazione di Carnate-Usmate.

I due accadimenti verificatisi a circa una settimana di distanza uno dall’altro non dovrebbero essere strumentalizzati, né con facili esaltazioni né con stucchevoli derisioni, ma dovrebbero essere entrambi osservati con la massima imparzialità ed obiettività nei confronti della professionalità con la quale i macchinisti ferroviari e il personale di scorta ai treni si sforzano ogni giorno di operare. Domenico Giafaglione è solo un esempio positivo, come tanti, mentre il deragliamento, su cui abbiamo il fondato sospetto che l’inchiesta aperta scagionerà da ogni responsabilità il personale, è un evento che dovrebbe catalizzare l’attenzione sull’operato delle Autority a cui è affidata la sicurezza della rete. Nel caso di specie dell’ANSFISIA, che “dovrebbe” essere l’upgrade dell’ANSF, se rispondesse al vero il fatto che il personale avrebbe regolarmente messo il treno nella posizione di Parking, il possibile verificarsi di eventi di sfrenamento del genere sarebbe un altro elemento da mettere in bilancio per valutare se veramente la mission dell’Autority di garantire il mantenimento degli standard di sicurezza sia stata mantenuta. Pur consapevoli, e non ci stancheremo mai di ripeterlo, che le ferrovie italiane restano ancora le più sicure al mondo, noi vorremmo che non solo mantenessero questo primato, ma anche che esigenze di business non le costringessero a sforzi incompatibili con gli attuali standard.

Categoria: Attualità

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