LETTERA DI LICENZIAMENTO OGGETTIVO: NON È NECESSARIO INDICARE IL C.D. “REPÊCHAGE”

Con una recente sentenza della Corte di Cassazione (la n. 16795 del 6 agosto 2020), i giudici di legittimità sono tornati ad affrontare una questione di grande interesse per la pratica dei rapporti di lavoro in azienda: la forma ed il contenuto della lettera di licenziamento per motivi oggettivi ai sensi dell’art. 3 L. n. 604/1966.

Dando seguito al principio di diritto a lungo affermato dalla Corte negli anni, la sentenza ha ribadito che il datore di lavoro ha l’obbligo di comunicare per iscritto i motivi del recesso, ma non è tenuto ad esporre specificamente tutti gli elementi in fatto ed in diritto a base del provvedimento, essendo invece sufficiente che indichi con precisione la fattispecie di recesso nei suoi tratti e circostanze essenziali, così che in sede di impugnazione non possa invocare una fattispecie totalmente diversa.

L’azienda che intenda licenziare un proprio dipendente, dunque, non è tenuta, insieme ai motivi del recesso, a fornire anche la prova di tali motivi.

E’ il caso, ad esempio, del c.d. “repêchage”, consistente nella prova, a carico del datore di lavoro, della inutilizzabilità del lavoratore licenziato per soppressione del posto, elemento che la giurisprudenza considera implicito nella motivazione oggettiva di recesso e che può essere provato direttamente in giudizio.

Del resto, l’art. 2 della L. n. 604/1966, che impone la specificazione dei motivi contestualmente al licenziamento scritto, ha la finalità di imporre una motivazione specifica ed essenziale, in grado di consentire al lavoratore di comprendere le effettive ragioni del recesso, le quali, nel licenziamento per giustificato motivo, si sostanziano nella ragione inerente all’attività produttiva, l’organizzazione del lavoro ed il regolare funzionamento di essa. L’obbligo di forma scritta con indicazione dei motivi, dunque, non necessita dell’indicazione di ogni elemento di prova, discendendo dai princìpi di immutabilità della motivazione e dall’orientamento consolidato della Cassazione in ordine alla delineazione dell’obbligo di repêchage quale elemento costitutivo del licenziamento, l’obbligo del datore di lavoro di dimostrare in giudizio l’impossibilità di adibire il lavoratore in altre mansioni compatibili con la sua professionalità.

Avv. Gennaro Ilias Vigliotti

Studio Legale Pizzuti

Categoria: Lavoro & Diritto

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