IL GOVERNO HA DORMITO SULLA LOGISTICA. SI ACCORGE SOLO ORA CHE DISTRIBUIRLO SARA’ UN PROBLEMA

Da mesi denunciamo l’assenza di un piano per la logistica adeguato a fronteggiare l’emergenza Covid. Nessuno se n’è occupato. E ora scopriamo che quando arriverà il vaccino non saremo in grado di distribuirlo. Questa volta nessuno potrà nascondersi dietro all’imprevedibilità del problema. Questo non significa puntare il dito verso il governo o meglio verso la ministra dei trasporti, ma denunciare un inerzia di fronte alle continue richieste delle sigle del comparto di risolvere i problemi legati al trasferimento delle merci sul territorio nazionale.

Le aziende e i lavoratori della logistica sono riuscite, anche nella fase più acuta della pandemia, a fare il proprio dovere, rimboccandosi le maniche e superando le mille difficoltà. E anche ora si stanno facendo in quattro per provvedere alla consegna di un quantitativo di vaccini antinfluenzali raddoppiato rispetto agli scorsi anni. Ma che fosse indispensabile intervenire con urgenza per rimuovere i troppi intoppi burocratici e normativi che ingessano il settore e rendono impossibile velocizzare e rendere più efficienti i processi di smistamento delle merci era noto da mesi anche agli uscieri del ministero dei Trasporti. Un intervento reso inderogabile dal prevedibilissimo arrivo del vaccino anti Covid, con la conseguente necessità di distribuire rapidamente 30-40 milioni di dosi in tutto il Paese.

Solo di fronte alla notizia relativa al successo del farmaco prodotto dalla Pfizer il governo si è reso conto che stoccare e trasportare un prodotto che deve essere conservato ad una temperatura di -70 gradi potrebbe rappresentare un problema per il nostro sistema logistico. Ma questo non è bastato, evidentemente, a dare la sveglia. Nonostante sia sotto gli occhi di tutti che non esiste alcun piano nazionale per affrontare la situazione e si rischia il caos, il ministero dei Trasporti non ha ancora provveduto ad aprire un tavolo con gli operatori della logistica e con i rappresentanti delle parti sociali per trovare una soluzione.

Il tempo perso finora è ingiustificabile. Ma sarebbe ancora più grave – conclude il sindacalista – se, di fronte all’emergenza in atto, la politica non sfruttasse da subito quelle poche settimane che ci separano dall’evento per porre rimedio alla colpevole negligenza dimostrata finora. Siamo in forte ritardo, ma se il governo si muove immediatamente, decidendosi una buona volta ad ascoltare i suggerimenti di aziende e lavoratori, il peggio può ancora essere evitato.

 

Categoria: Attualità

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