GLI EROI DELLE PULIZIE DIMENTICATI DALLE AZIENDE

Sono trascorsi ormai 7 anni dall’ultimo aumento e circa 9 dal rinnovo del CCNL Pulizie/Multiservizi. I disagi subiti dagli oltre 600.000 lavoratori occupati nel settore sono, non da oggi, notevoli ed hanno raggiunto da tempo livelli al limite dell’insostenibilità, considerando soprattutto la mancanza di adeguamento non solo retributivo, ma anche normativo. Trattasi, in gran parte, di maestranze che operano in appalto e subappalto le cui condizioni di lavoro sono incerte e con bassi salari soprattutto a causa del continuo incedere del c.d. “massimo ribasso”! Il fatto che in un comparto molto esigente ed esteso, dove la professionalità e il sacrificio sono elementi imprescindibili, le prestazioni richieste agli operatori sono sempre più sottopagate e questo sta generando un crescente malcontento.

Il Covid ha, ovviamente, peggiorato la situazione. Gli addetti alle pulizie, alle ingenizzazioni e alle sanificazioni sono inevitabilmente diventati i “fanti” in prima linea contro la diffusione pandemica. I lavoratori del settore sono diventati quei lavoratori invisibili, ma indispensabili allo svolgimento delle attività quotidiane, di quelle imprenditoriali e di quelle volte a tutelare la nostra salute e la nostra sicurezza. Insomma, senza di loro neanche gli “eroi” della sanità potrebbero svolgere con serenità ed efficacia il proprio lavoro e come quegli eroi anche i dipendenti delle aziende multiservizi mettono ogni giorno a rischio la loro vita.

Malgrado questo, le associazioni datoriali si ostinano a rifiutare qualsiasi tipo di dialogo e di confronto, barricandosi dietro un muro di indifferenza che i lavoratori non sono più disposti a sopportare.

Per questo motivo la A.L.A.S.-FAST/CONFSAL ha deciso che lo sciopero generale non poteva essere procrastinato. Pur nel pieno rispetto delle norme sui servizi minimi essenziali, tanto più importanti ora, nel pieno dell’emergenza sanitaria, gli addetti del comparto si asterranno dal lavoro per denunciare una situazione che non è più tollerabile. Avviare una protesta in questo periodo non significa essere irresponsabili, ma esasperati. Quello che arriva dai tanti lavoratori, che in questi mesi non hanno mai fatto mancare il loro impegno anche nei momenti più difficili, è un grido di disperazione, volto a scuotere le aziende dal torpore in cui, da troppo tempo, sono cadute. L’apertura di un tavolo per il rinnovo contrattuale è urgente e non rinviabile. In ballo non ci sono solo gli aspetti economici, pur importanti, ma anche quelli che riguardano la sicurezza e la salute degli stessi lavoratori.

Siamo convinti che le associazioni datoriali non potranno ignorare oltre lo stato di progressiva e crescente crisi in cui versa il comparto e siano pronte ad riaprire un confronto costruttivo per giungere a soluzioni condivise che consentano di ripartire con maggiore incisività ed efficienza. Un rilancio di cui ha bisogno non solo il settore, ma l’intero Paese.

Categoria: Lavoro & Diritto

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