LA STRANA VITA DELLA COMMERCIALE TRENORD

“Noi pisani si fa schifo a tutti”, così lamentava il protagonista di una vignetta uscita un po’ di anni fa su “Il Vernacoliere”, rivista satirica edita – manco a dirlo – a Livorno.

È più o meno questo il pensiero che assale, talvolta, i lavoratori della Commerciale di Trenord quando si rendono conto di essere trattati, soprattutto dai propri diretti dirigenti, come “i figli della schifosa”, tanto per dirla così, without filters.

Accade ormai anche troppo sovente che una dirigenza solitamente silente, quasi dormiente – soprattutto quando i lavoratori e chi li rappresenta la interpellano con richieste o proposte atte a migliorare il servizio e, in definitiva, l’attenzione al cliente – abbia improvvisi lampi d’ingegno e se ne esca con iniziative o ordini tanto inspiegabili quanto inutili.

Vi raccontiamo l’ultima.

Può capitare che l’Ufficio Programmazione e Gestione dei Turni chieda a un operatore della biglietteria di sospendere il proprio riposo, settimanale o compensativo, per coprire un’assenza. L’Ufficio Turni, quindi, registra in servizio l’operatore che, a sua volta, presentandosi al lavoro “striscia” il proprio badge personale.

Una recente disposizione ordina al lavoratore in questione di certificare ulteriormente (per la terza volta!) la propria presenza in servizio mediante la scritturazione, la scansione e l’invio di un apposito modulo. C’è una ragione, per questo? “Che ci sia ciascun lo dice; dove sia nessun lo sa”, direbbe il melomane della domenica che alberga in noi.

Ma, lo dicevamo, questo è solo l’ultimo episodio di una saga e del suo fil rouge che sembra essere quello di vessare e sfiduciare una categoria di lavoratori nei confronti dei quali, com’è ormai evidente, si nutre scarsa stima. Eppure parliamo di un settore vivo dell’azienda, pregno di gente capace che venderebbe – e vende – il ghiaccio agli eschimesi. Lavoratori che si sono posti a disposizione dei colleghi e dei clienti, mettendoci letteralmente la faccia, durante i lunghi mesi dei lockdown, ignorando le proprie prerogative, stando a casa quando serviva e lavorando quando si doveva; gente che ha decine di riposi arretrati, accumulati proprio per garantire la regolarità del servizio sopperendo alle carenze d’organico.

Parliamo di lavoratori anziani che trasmettono la loro esperienza ai giovani e di giovani che, a loro volta, sono capaci e ansiosi di imparare ma niente: a lorsignori tutto questo j’arimbarza.

Vi riportiamo un altro esempio per farvi capire come ci si suole approcciare alle questioni.

Anni fa fu introdotto il nuovo sistema di gestione dei secondi contatti, denominato CRM.

Non solo non ne fu spiegato il funzionamento, ma neanche cosa fosse! I lavoratori lo impararono da soli. Ora, tra l’altro, sembrerebbe pronta la nuova versione e già tremiamo.

In generale, la sensazione di questi lavoratori – e soprattutto quelli delle biglietterie – è di una mancanza d’interlocutori. Non sanno quasi mai a chi dire una cosa e anche quando lo sanno e scrivono, non hanno risposta.

I pazienti lettori di queste righe ci consentiranno l’ultima citazione: nella Commerciale Trenord la situazione è grave, ma non è seria.

Categoria: Il rasoio

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