GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE – 25 NOVEMBRE 2021

La giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è una ricorrenza istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999, in cui la stessa ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della violenza contro le donne e ridurne il fenomeno che, purtroppo, è sempre d’attualità.

In ogni parte del mondo, migliaia di donne vivono violenze domestiche, offese, situazioni di mobbing sul posto di lavoro, aggressioni da sconosciuti. Non solo, capita anche che si trovino a fronteggiare domande umilianti mentre cercano un impiego, come quella se hanno intenzione di fare dei figli. Neanche un desiderio legittimo qual è quello di diventare madri, è meritevole di rispetto in una società troppo maschilista, dove far carriera è un’ambizione ad appannaggio degli uomini.

Perché il 25 novembre è la giornata della violenza contro le donne?

Da cenni storici è stata scelta la data del 25 novembre per ricordare 3 sorelle Mirabal (Patria, Minerva e Maria Teresa) assassinate brutalmente il 25 novembre del 1960 da mandati del dittatore

Rafael Lenidas TRUJILLO, il dittatore che sottomise la Repubblicana Domenicana tenendola nel caos per più di 30 anni (1930-1961) in uno dei regimi più sanguinari dell’America Latina. Le sorelle Mirabal avevano tentato di contrastare il regime Trujillo e, per questo, furono assassinate.

Purtroppo registriamo in Italia che è l’anno dei femminicidi: 103 donne uccise nel 2021.

In aumento del 6% le donne uccise da partner o ex nel secondo anno della pandemia secondo i dati della Polizia Criminale.

Tra il 1 gennaio e il 7 novembre di quest’anno in Italia sono stati registrati 247 omicidi, con 103 vittime donne, di cui 87 uccise in ambito familiare/affettivo; di queste, 60 hanno trovato la morte per mano del partner o dell’ex partner. Sono alcuni dei dati contenuti nell’ultimo report sugli “omicidi volontari” curato dal servizio analisi criminale della Direzione centrale della Polizia Criminale.

Rispetto allo stesso periodo del 2020, si nota un lieve decremento (-2%) nell’andamento generale degli eventi (da 251 a 247), con le vittime di genere femminile che aumentano invece da 97 a 103 (+6%). Anche i delitti commessi in ambito familiare/affettivo mostrano una leggera crescita (+2%), passando da 124 a 127; le vittime di genere femminile, da 83 nel periodo 1 gennaio-7 novembre 2020, arrivano a 87 nell’analogo periodo dell’anno in corso (+5%).

Stesso incremento (+5%) per le donne vittime di partner o ex che passano da 57 a 60. In termini assoluti, le donne vittime di omicidi sono state 141 nel 2018, 111 nel 2019 e 116 nel 2020, ma la percentuale di vittime donne sul totale degli omicidi volontari è salita dal 35% del 2019 al 40,5% del 2020; quest’anno, fino al 7 novembre, risulta in ulteriore ascesa (41,7%).

Se volgiamo lo sguardo in altri orizzonti, in Afghanistan, la presa di Kabul da parte dei talebani, ha distrutto il mondo delle donne, vittime innocenti che vengono punite e quotidianamente private dei loro diritti conquistati con fatica. Non possono lavorare, non possono uscire o usare i cellulari. La loro vita è stata rigettata in un buco nero senza futuro.

Eppure le donne sono il vero motore del mondo e non solo per la loro capacità di procreare, ma perché sono dotate di spiccata intelligenza, pragmatismo e determinazione. Tuttavia sono ritenute il sesso debole e devono vivere nel timore che indossare una gonna corta, un paio di jeans aderenti possa scatenare la furia di qualche individuo incrociato per caso. Non solo, devono anche chiedersi se possono permettersi di lasciare il proprio compagno senza rischiare di finire ammazzate.

La giornata internazionale rappresenta per tutti noi insieme – donne e uomini – un momento di riflessione che deve portare a noi tutti l’impegno per sconfiggere qualsiasi forma di violenza, discriminazione e proiettarsi verso un futuro non solo all’insegna della nuova tecnologia/digitalizzazione, ma anche nell’ottica di inclusione di meritocrazia e rimozione di tutte le forme di violenze (violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica).

L’organizzazione che rappresento, la FAST-Confsal, è sensibile ad ogni forma di discriminazione, esprime solidarietà alle famiglie delle vittime, ed è e sarà sempre, attenta e proattiva per rimuovere ogni forma di violenza.

Categoria: Attualità

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