RIFORMIAMO GLI APPALTI PRIMA DI CHIEDERE SACRIFICI AI LAVORATORI

Dalla Segreteria della Regione Liguria giunge un importante monito a FS: “Unico lotto negli appalti anziché lo spezzatino”

In Liguria siamo partiti da un confronto sindacale per fare una riflessione più generale sul sistema degli appalti. La Fast Confsal Liguria ha rifiutato la propria firma ad un contratto di solidarietà, perché non ritenuto conforme alle reali necessità dell’azienda ed alle tutele dei lavoratori (in questo confortata dal massimo consenso di quei lavoratori).

È ormai consolidato l’intervento degli ammortizzatori sociali per scongiurare i licenziamenti. Ci troviamo in un circolo vizioso, difficile da interrompere. La Committenza, affida la produzione, su una miriade di lotti frantumati (il famoso spezzatino all’inglese che i ferrovieri paventavano, che è realtà per gli appalti ferroviari) al massimo ribasso. Le Ditte che subentrano – ritenendo di non poter rimanere nei costi di mercato – propongono procedure di licenziamento collettivo, per poi ripiegare su contratti di solidarietà difensivi.

La riduzione di ore di attività producono un servizio insufficiente e la Committenza infligge delle penalità economiche per questo insufficiente servizio che provocano a loro volta altre conseguenze negative sui lavoratori: rateizzazioni degli stipendi, contestazioni su elementi retributivi contrattuali, permanenza della spada di Damocle dei licenziamenti collettivi. Questo il sistema, un sistema evidentemente malato.

Il sindacato, che sempre vigila per la tutela dei diritti dei lavoratori, di fronte alla pretesa mancanza di produzione è obbligato a sottoscrivere gli ammortizzatori sociali. Come rompere il circolo vizioso? Come contrastare un sistema malato? Penso che sia arrivato il momento di fare un salto di paradigma. Rimettiamo al centro della discussione il lavoro e la tutela dei lavoratori.

Come? Uniamo le nostre capacità e il nostro impegno per spingere il gruppo FS a sostituire le gare a lotti con un’unica gara a lotto unico regionale, senza sub appalto, dove il prezzo base non sia al ribasso, ma rispecchi parametri di qualità/servizio, una sorta di costi standard. La mia utopia e che in un futuro prossimo tutto il gruppo FS si ravveda e, con le OO.SS., costituisca una nuova Società di servizi, che gestisca direttamente il lavoro e i lavoratori. Perché alla fine la globalizzazione ha portato un risparmio, ma anche una pessima qualità del servizio e della qualità di vita del lavoratore.

Per queste ragioni noi della Liguria ci siamo rifiutati di firmare il giorno 25/09/2018 – il giorno dopo lo sciopero nazionale degli appalti – un contratto di solidarietà però la ditta Boni, perché a parer nostro la produzione non è calata, ma è stata solo male distribuita da parte dell’impresa. Il 26 ottobre sciopereremo compatti per rivendicare ancora a dignità del lavoro e dei lavoratori.

Categoria: Diario Sindacale

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Article by: Cinzia Ferrara