Introdotta nel campo dell’aviazione dai Regolamenti 691 del 2010 e 376 del 2014, rappresenta un pilastro imprescindibile
Da sempre l’aviazione civile, in Europa e nel mondo, è il settore all’avanguardia nel campo della safety. I modelli organizzativi adottati vengono spesso replicati con successo in molti altri settori, principalmente ma non esclusivamente nelle altre modalità dei trasporti. La più importante innovazione organizzativa degli ultimi anni, introdotta nell’aviazione civile, e che si spera venga esportata e replicata in tutte le altre industrie così dette “ad alta conseguenza” (HCI – High Consequence Industries ovvero tutte quelle attività nelle quali è in gioco la vita umana o la qualità della stessa quali appunto i trasporti, la sanità, l’energia nucleare eccetera), è la “Cultura giusta”, brutta traduzione burocratica del termine inglese Just culture al quale mi riferirò qui di seguito.
È con la pubblicazione del Regolamento dell’Unione Europea 691 del 2010, successivamente sviluppato col Regolamento 376 del 2014, che il concetto di Just Culture viene ufficialmente introdotto nel campo dell’aviazione civile continentale. Cosa si intenda con questo termine e perché tale “Cultura” sia importante non solo per l’aviazione civile ma per tutte le modalità di trasporto collettivo, si capisce chiaramente dalla definizione riportata nel Regolamento stesso. La Just Culture, infatti, è quella “cultura nella quale gli operatori in prima linea o altre persone non sono sanzionati per azioni, omissioni o decisioni da essi adottate sulla base della loro esperienza e formazione, ma nella quale non sono tuttavia tollerate la negligenza grave, le infrazioni intenzionali e le azioni lesive”.
In pratica significa che tutte le attività svolte dalla lavoratrice o dal lavoratore dell’aviazione civile, sia piloti che assistenti di volo, personale dell’Handling o della manutenzione, personale dell’assistenza al volo, ecc., che vengano svolte in buona fede secondo le procedure standard e nel rispetto della formazione ricevuta, non possono essere oggetto di sanzioni disciplinari o amministrative.
Ovviamente questo non significa avere una impunità assoluta, infatti vengono esplicitamente escluse sia le violazioni intenzionali o dolose che quelle derivanti da una grave negligenza dell’operatore.
Il Regolamento, che come tutti i Regolamenti ha rango di Legge Costituzionale, ricorre a termini leggermente vaghi e la definizione precisa del concetto di “Negligenza grave” è quindi rimandata alla Legislazione nazionale e in definitiva al giudizio del Giudice.
Infatti, in Europa il modello dominante nel sistema legale è quello così detto della “Civil law” ovvero dove esiste una Legge Fondamentale (la Costituzione), da cui derivano tutte le altre e che ogni giudice ha libertà di applicare, anche in contrasto con sentenze precedenti. Al contrario, il sistema della “Common law”, col quale siamo stati resi familiari da una continua e piacevole visione di film e telefilm “legali” ambientati negli Stati Uniti sin dai tempi di Perry Mason e Ironside, in cui una sentenza emessa da un giudice entra immediatamente nel corpo legislativo e diventa un precedente del quale nei giudizi successivi non si può non tenere conto, è estremamente limitato.
Vediamo quale sia il contesto nel quale il Regolamento si inserisce: ogni persona che lavora nell’Aviazione Civile ha, oltre le Leggi generali, tutta una serie di norme di settore da applicare e non può essere sanzionato se nel suo lavoro, applica in buona fede tali norme. La pedissequa applicazione di queste norme potrebbe però non essere sufficiente a garantire i livelli di sicurezza richiesti e quindi, contemporaneamente alla “non punibilità” per l’operatore, viene a questo chiesto di essere parte attiva nell’innalzamento continuo dei livelli di sicurezza attraverso un obbligo di segnalazione di ogni tipo di evento, anche potenziale, che potrebbe – se trascurato – essere il punto di partenza di un incidente più grave.
È stato infatti notato negli anni, attraverso l’accurata analisi di alcuni gravi incidenti dell’aviazione civile mondiale, che questi si sono sempre verificati per il tragico concatenarsi di singoli piccoli eventi, spesso trascurati, che non essendo mai stati segnalati o corretti, hanno portato a tali tragedie, spesso gravissime, in termini di vite umane. Poiché gli operatori in prima linea sono quelli che, meglio di chiunque altro, possono rilevare errori, incongruenze, manchevolezze e potenziali negatività di norme spesso emesse in maniera scoordinata da uffici non collegati tra loro, il loro preciso dovere morale ed anche legale è quello di segnalare ogni tipo di evento, anche e soprattutto quelli che li vedono coinvolti direttamente.
A garanzia delle lavoratrici e dei lavoratori, però, tutte le segnalazioni fatte nello spirito della Just Culture devono essere anonimizzate attraverso l’eliminazione di tutti i dati personali, relativi all’informatore e alle persone menzionate. Ovviamente questo presuppone l’esistenza di una fiducia reciproca tra gli operatori e le organizzazioni deputate alla raccolta e all’analisi delle informazioni.
Allo scopo di stabilire e rafforzare questo clima di fiducia, dopo la promulgazione del Regolamento, è stata infatti firmata nell’autunno del 2015, sotto il patrocinio del Direttorato Generale sulla Mobilità e sui Trasporti (DG Move) della Commissione Europea (L’equivalente europeo del Ministero dei Trasporti) una “Dichiarazione sulla Just Culture” nel settore dell’Aviazione, nella quale ogni Organizzazione datoriale si impegna ad adottare, dopo una apposita consultazione dei rappresentanti dei lavoratori, una serie di norme atte a creare un clima di Just Culture all’interno dell’Organizzazione stessa. Viene comunque rimarcato, nella Dichiarazione, che essa non ha né vuole avere impatto sulle regole e procedure giudiziarie proprie di ogni Paese.
Sinora quello dei servizi ATM, i servizi della Navigazione Aerea, è l’ambito nel quale la Just Culture ha trovato la maggior applicazione e, nello spirito della Dichiarazione del 2015 è stato fatto un continuo sforzo dalle Organizzazioni Sindacali e dai Fornitori dei Servizi di Assistenza al Volo (ANSPs) per far sì che il concetto di Just Culture non fosse qualcosa che rimanesse sulla carta ma si traducesse in un reale impegno reciproco finalizzato all’innalzamento del livello di safety.
ATCEUC, il Coordinamento Europeo dei sindacati autonomi dei Controllori del Traffico Aereo, cui UnICA-FAST aderisce sin dalla sua nascita, ha molto lavorato sia prima che dopo la promulgazione del Regolamento, per stabilire il necessario clima di fiducia con l’Organizzazione datoriale degli ANSPs (CANSO) e dopo la firma della Dichiarazione, insieme ad essa e alle altre organizzazioni sindacali e professionali dei lavoratori dell’assistenza a al volo, ha prodotto un piccolo manuale per la creazione di un ambiente Just Culture non solo nell’aviazione civile, oggetto del Regolamento 376, ma in tutti i settori nei quali possa essere ritenuto necessario.
In questo manuale, denominato “Cassetta degli attrezzi della Just Culture”, ufficialmente presentato a Vienna all’inizio di Ottobre 2018 durante un convegno organizzato da ATCEUC, ETF e CANSO a chiusura di un progetto teso a rinforzare il dialogo sociale nel campo dell’ATM, vengono riportati una serie di punti nodali che affrontati congiuntamente da aziende e Rappresentanti dei Lavoratori, possono creare quel clima di Just Culture che possa contribuire ad innalzare la sicurezza di tutte le modalità di trasporto e rafforzare sempre di più quello spirito autenticamente europeo creato dai milioni di cittadine e cittadini che ogni giorno si muovono nel continente abbattendo quelle barriere culturali che nel passato hanno separato le diverse popolazioni continentali.
Se l’idea che vi siete fatta è quella di un sistema rodato dove le cose funzionano bene, purtroppo siete fuori strada. La creazione di un autentico clima di Just Culture deve considerare sia il dominio interno all’Organizzazione che quello Esterno. Mentre il primo è nella disponibilità dell’Organizzazione, che con i suoi atti, pubblicati dopo consultazione dei Rappresentanti dei lavoratori, può creare la così detta “Just Culture interna”, la creazione di una autentica Just Culture esterna, ovvero il pieno recepimento del concetto nel mondo incontra principalmente due ostacoli: il potere giudiziario e i media.
Le potenziali divergenze tra gli obiettivi della Legge generale, che richiede di conoscere e sanzionare chiunque col proprio comportamento attivo o omissivo cagioni ad altri un danno, e una norma che garantisce la non punibilità per chi segue le norme tecniche, saltano agli aocchi anche ai profani.
L’istituzione della Just Culture deve quindi essere attivamente recepita anche al difuori del mero ambito lavorativo. Per fare questo bisogna agire su diversi livelli, innanzitutto facendo conoscere all’Autorità Giudiziaria tale modello e poi facendo in modo che il corpus delle Leggi venga adeguato concordemente.
Il primo punto viene ottimamente svolto da EUROCONTROL, l’ente sovranazionale che riunisce tutti gli Stati Europei e svolge attività di raccolta dati, formazione e sperimentazione nel Trasporto Aereo, attraverso i suoi corsi di formazione per Giudici e Procuratori, nei quali vengono illustrate le differenti prospettive tra l’indagine Legale, tesa alla ricerca delle responsabilità individuali e alla loro sanzione, e l’indagine aeronautica, tesa alla ricerca delle responsabilità sistemiche ed alla loro rimozione.
Sempre EUROCONTROL promuove ogni anno una Conferenza nella quale il concetto di Just Culture viene confrontato con modelli adottati in altri campi esaltandone i punti di forza. La Conferenza annuale del 2017, tenutasi a Roma, ha infatti messo a confronto diversi mondi, il mondo delle Ferrovie con la presenza di rappresentanti di ERA (European Union Railway Agency) e con una analisi della sentenza relativa all’incidente di Viareggio del 2009, tenuta dalla Professoressa Francesca Pellegrino dell’Università di Messina, il mondo del trasporto Marittimo con una Lezione del Professor Pietro Antonio Sirena, della Corte di Cassazione, sulla sentenza della Costa Concordia, della Sanità con interventi di accademici inglesi, e del Nucleare.
Le conclusioni di tale Conferenza, concordemente condivise da tutti i relatori, sono state quelle di estendere un concetto che consenta, in ogni campo delle attività lavorative, di andare oltre la semplice formula dell’”Errore umano” che molto spesso, sotto la spinta emotiva degli eventi, viene indicata come causa degli stessi.
Qui entra in gioco il secondo ambito della Just Culture esterna ovvero il ruolo dei Media.
Poiché non è pensabile e siamo tutti fermamente contrari ad una qualsiasi forma di controllo degli stessi, la cui libertà ed indipendenza sono il maggior pilastro su cui poggia il sistema democratico moderno, bisogna però considerare la diversa velocità di reazione e di divulgazione delle notizie.
Il ruolo dei media, dopo l’immediata informazione su eventi avvenuti realmente o solo potenzialmente, spesso si concentra sulla ricerca di un “colpevole” degli stessi, mentre le indagini aeronautiche hanno tempi molto più lunghi nella ricerca e nella analisi degli eventi e soprattutto, hanno finalità diverse, spesso non comprese dalla Pubblica Opinione.
Il diritto della cittadinanza ad essere informata correttamente e compiutamente va però coniugato col diritto ad usufruire di un sistema dei trasporti aerei che sia sempre più sicuro, efficiente ed efficace e per questo è necessario coinvolgere ed illustrare il concetto anche ai “non addetti ai lavori” i quali, coi loro scritti, possono orientare la Pubblica opinione. Questa attività è ancora all’inizio e la promozione del concetto attraverso la diffusione del manuale per l’implementazione, non possono che aiutare.
In conclusione, il sistema della Just Culture è un sistema avanzato che si adatta non solo all’aviazione civile, dove nasce ma ha enormi potenzialità di applicazione in tutti i campi in cui le conoscenze e le capacità degli operatori in prima linea possono contribuire ad innalzare il livello qualitativo e di sicurezza del servizio. Il trasporto collettivo è il settore in cui questo potrebbe essere immediatamente applicabile. Il ruolo di un sindacato moderno ed indipendente dovrebbe essere quello di coniugare alla sacrosanta difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, le azioni finalizzate alla difesa dei diritti degli utenti, specialmente il diritto primario alla sicurezza.
Entrambi questi aspetti sono troppo spesso sacrificati nella spasmodica ricerca del profitto a tutti i costi, entrambi devono costituire i valori cardinali intorno a cui routa l’operato di un Sindacato.
(*) Responsabile Nazionale UNICA-FAST Confsal