SVILUPPI ANAS, INTERVISTA AL SEGRETARIO NAZIONALE SADA FAST-CONFSAL

In attesa di capire se l’Azienda rimane o meno nella P.A., Anas delibera il nuovo modello organizzativo e annuncia un Piano Assunzionale di 1200 unità

A distanza di sei mesi dal rinnovo dei vertici Anas, siamo tornati dal Segretario Nazionale del SADA FAST-CONFSAL Nicola Apostolico, per una prima disamina delle attività dell’Azienda. “Sentire l’Amministratore Delegato assumere precisi impegni – dichiara il Segretario – su tematiche rilevanti con l’intento di mettere al centro dell’azione anche ‘la persona’ è rilevante e apprezzabile”.

Segretario, lo scorso dicembre il Governo ha provveduto al rinnovo dei vertici di Anas. Quale è stato l’impatto del nuovo Amministratore Delegato di Anas Spa?
Innanzitutto l’Organizzazione Sindacale che rappresento ha molto apprezzato il metodo adottato dal Governo di affidare l’incarico ad una professionalità interna ad Anas e, come noto, la scelta è ricaduta su un Dirigente di lunga esperienza, l’ing. Massimo Simonini. L’Amministratore Delegato, come spesso avviene nella prima fase che fa seguito al rinnovo del management di qualsiasi Società, ha provveduto a disporre una serie di provvedimenti organizzativi, che hanno interessato anche il rinnovo dei rispettivi Dirigenti, immagino non senza fatica, che ovviamente necessitano di un minimo di assestamento.         

E per quanto riguarda invece l’approccio con le Organizzazioni Sindacali?
Ad oggi abbiamo avuto più occasioni di incontro e, francamente, sono stati incontri molto positivi. Nel corso del primo incontro, dello scorso 6 febbraio, ci ha illustrato e confermato i punti fermi rispetto alle linee di indirizzo e agli obiettivi, ovvero quelli di rafforzare il ruolo e contributo fornito da Anas, in termini di crescita e sviluppo economico e sociale del Paese, per il quale le infrastrutture sono un fondamentale volano, e riaffermato la continuità della mission aziendale attraverso un piano industriale sostenibile che, oggi più di ieri, dovrà  necessariamente essere improntato, in particolar modo, alla cura e manutenzione del patrimonio esistente al fine di assicurare agli utenti una sicura ed efficiente circolazione stradale.

Quale è stato il contributo del Sada in occasione di questo incontro?
Non abbiamo fatto altro che ribadire, sostanzialmente, tutto ciò che avevamo già rappresentato e documentato, insieme al Segretario della Fast P. Serbassi, in occasione dell’incontro con il Ministro Toninelli  di metà Dicembre. Sintetizzo quelli, a mio avviso, più rilevanti:

  • l’abrogazione del Dpr 1126 del 1981 che regolamenta il servizio di manutenzione delle strade, oramai obsoleto;
  • chiarezza in ordine all’allocazione di Anas, fuori o dentro la P.A.;
  • l’implementazione della dotazione organica, attualmente insufficiente;
  • una revisione dell’assetto organizzativo del territorio, stante gli evidenti limiti funzionali di quello vigente voluto dal precedente AD, nonostante il dissenso del Sindacato, che vede suddiviso l’intero territorio nazionale in Macro Aree insieme all’accentratamento di attività di rilievo;
  • tutela legale e assicurativa per tutti gli addetti alle attività a rischio;
  • il riavvio delle trattative per il rinnovo del contratto, scaduto a Dicembre;
  • la definizione di alcune problematiche riguardanti alcune categorie di lavoratori come i part time, i conducenti di automezzi speciali e quelli adibiti a mansioni superiori.

Accennavi ad altri incontri con l’AD…
Si infatti, quello del 18 aprile, nel corso del quale l’ing. Simonini ha proposto e illustrato il nuovo Riassetto Territoriale, che praticamente coincide con quello auspicato dal Sindacato, che vede il ritorno ai Compartimenti Regionali, ad eccezione degli accorpamenti del Friuli con il Veneto, il Piemonte con la Valle d’Aosta e l’Abruzzo con il Molise. Sostanzialmente si configura un ritorno al decentramento e autonomia funzionale, compreso le attività del Settore Gare e Appalti e quello Legale, che significa anche riconsegnare ai territori e alle istituzioni locali ruolo e dignità e l’impulso ad una maggiore produttività. Certo non manca qualche criticità nella proposta aziendale, che sono state puntualmente evidenziate attraverso un documento unitario, sulle quali l’Azienda si è impegnata al confronto per condividere le possibili soluzioni. Inoltre, in tale occasione, l’AD ha annunciato un importante piano assunzionale di circa 1.200 unità, a fronte di oltre 30.000 Km di rete stradale in gestione, di cui circa la metà con contratto di lavoro a tempo indeterminato, ed una serie di impegni tra i quali:

  • Idonee soluzioni per la tutela legale e assicurative del personale;
  • Reintroduzione dell’incentivo alla progettazione;
  • L’apertura al rinnovo contrattuale;
  • Mettere al centro dell’azione la persona anche attraverso la valorizzazione delle professionalità e l’applicazione di un vero sistema meritocratico.

Musica per le orecchie del Sindacato o siamo di fronte al classico specchietto per le allodole?
Come sai molto spesso ci siamo visti costretti ad esternare, anche attraverso Comunicati Stampa, critiche costruttive sull’operato del precedente Amministratore Delegato, come ad esempio la scelta di accompagnare il progetto di acquisizione di Anas da parte di Fs, quello di introdurre le Macro Aree e accentrare attività di rilievo quali il Settore Gare  Appalti e quello Legale ed altro ancora, così come abbiamo plaudito per la scelte che abbiamo condiviso, come quella di incentrare il core business sulla manutenzione del patrimonio esistente, sulla implementazione del personale nel triennio di poco meno di 1.000 unità (anche se di poco superiore alle uscite), o come quella della campagna sulla sicurezza stradale “Quando Guidi, Guida e Basta”.           
Ciò detto, tenendo conto nella giusta considerazione  il benessere dell’Azienda, il Sada non giudica chi guida l’Azienda ma come la si guida, insieme alla qualità dei risultati che ne conseguono, perché se un’Azienda gode di buona salute significa anche che il grado di soddisfazione sia degli interpreti che di coloro che usufruiscono dei servizi, lavoratori e utenti, che sono il termometro del benessere di qualsiasi Azienda oltre che protagonisti principali e primi beneficiari, è buono.        
Quindi, sentire l’Amministratore Delegato assumere precisi impegni su tematiche rilevanti con l’intento  di mettere al centro dell’azione anche “la persona”, che è anche uno dei temi principali del nostro recente Congresso Confederale, significa che lo spessore della sensibilità  è rilevante e  apprezzabile, per cui è sicuramente musica per le orecchie del Sada, ovviamente se al “dire” segue il “fare”. E devo dire che alcune delle richieste avanzate dal nostro Sindacato, almeno quelle rientranti tra le disponibilità immediate dell’AD, si sono già concretizzate così come per alcune proposte avanzate evidentemente coincidenti con gli stessi propositi dell’AD
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Segretario mi aspettavo che dessi risalto all’importante piano assunzionale annunciato dall’AD…
Sicuramente il piano assunzionale annunciato di circa 1.200 unità è importante, soprattutto a fronte del primo annuncio dato alla Giornata del Cantoniere di solo 500 unità. Sottolineo che il documento consegnato al Ministro Toninelli nel corso dell’accennato incontro contiene anche uno studio riguardo i fabbisogni occorrenti che supera le 2.000 unità  (in vigenza del DPR 1126/81) e che non tiene conto della potenziale e attuale platea di lavoratori in possesso dei requisiti necessari per aderire a quota 100 , che credo possa superare anche le 500/600 unità nel triennio.
Pur tuttavia non mi sfugge che rimane un impegno rilevante soprattutto a fronte delle difficoltà finanziare del Paese e ci confronteremo con l’Azienda, nel corso dell’incontro già in programma,  non solo sulle carenze per le singole attività su base regionale ma anche, auspico, che si possano condividere e affermare criteri e modalità selettive, già  normati nel vigente contratto per gli attuali Profili,  e di condividere criteri e modalità per le nuove figure necessarie per le attività, anche di tipo specialistico, intervenute a seguito di nuovi provvedimenti legislativi.

Dalla puntuale analisi degli eventi di questi ultimi 6 mesi che ci hai descritto emergono molti aspetti positivi, sia riguardo l’operato del nuovo management che del Sindacato. Qual è in definitiva il tuo grado di soddisfazione?
La misura del mio grado di soddisfazione dipende, in gran parte, e lo ribadisco, anche dall’andamento dell’Azienda. Allo stato attuale non mancano elementi di soddisfazione, tra i quali aggiungo anche l’avvio dei tavoli tecnici sulle materie oggetto del rinnovo contrattuale e quello sul nuovo modello organizzativo delle attività di esercizio, ma non mancano, in verità, anche elementi di forte preoccupazione, sia interni che esterni.
Due esempi su tutti , scevri da posizioni politiche; il primo è determinato dall’incertezze della stabilità dell’attuale quadro politico che comporta riflessi anche sull’operato della nostra Azienda, in quanto genera quelle sensazioni di incertezza e temporaneità che alimentano anche le resistenze interne all’adattamento.  Tutto ciò sicuramente non facilita il compito del management e l’insieme dei lavoratori per riaffermare il ruolo della nostra Azienda al servizio del Paese e farla esplodere nelle sue enormi potenzialità.
Il secondo è rappresentato dalla vicenda Anas/Fs: il  Governo precedente, incurante del parere contrario delle opposizioni, ha determinato l’ingresso in Fs di Anas allo scopo, a loro dire, di determinare l’uscita di quest’ultima dal perimetro pubblico. Questo nuovo Governo invece, fin dal proprio insediamento, Giugno scorso, dichiarava nullo il “matrimonio” ma a tutt’oggi, nonostante sia stato più volte ribadito dal Ministro anche nel corso dell’incontro a cui facevo riferimento prima, non vi è nessuna traccia della “separazione”.  Nel frattempo, con l’informativa del 9 aprile scorso, l’Istat ha comunicato l’inserimento di Rfi nell’elenco delle Aziende Pubbliche, addirittura con effetto retroattivo e cioè dal 2017, in quanto non avrebbe i numeri per operare in un regime di libera concorrenza malgrado i ricavi e gli utili del Gruppo Fs, di cui Rfi è parte integrante.  Sembrerebbe il preludio ad uno scorporo dalla Holding Fs di due Società di importanza strategica come Anas e Rfi ambedue, ad oggi, appartenenti all’alveo della Pubblica Amministrazione. E per non farci mancare niente sempre Fs, su direttiva dell’attuale Governo, sta tentando di acquisire Alitalia attraverso una cordata di soci che garantirebbero allo Stato la maggioranza.  A me sembra un rompicapo…e auspico sia addebitabile esclusivamente ai miei limiti.

Categoria: Diario Sindacale

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Article by: David Nicodemi