Il Segretario Generale propone di investire in politiche di alta formazione dei giovani per garantire il loro inserimento nel nuovo mercato del lavoro
“I dati confermano che aziende con imprenditori e lavoratori più istruiti si posizionano meglio sul mercato, fronteggiano meglio la crisi economica, sono più produttive, aumentano l’uso delle tecnologie e si impegnano nell’innovazione in processi e prodotti”. Così il Segretario Generale della Confsal Angelo Raffaele Margiotta al Centenario dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), dedicato al Futuro del Lavoro, che si è svolto in Campidoglio nella giornata odierna, 31 Maggio. Presenti il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio.
“Occorre far sì che il potenziale umano, rappresentato dai nostri giovani, diventi capitale umano su cui puntare e investire. Solo così – ha spiegato durante l’intervento – lo sviluppo e la crescita economica del nostro Paese possono essere messi in moto e garantiti. La debolezza del nostro sistema produttivo, che in dieci anni ha raddoppiato il tasso di disoccupazione, ha innescato il dramma sociale che stiamo attualmente vivendo: la fuga del potenziale umano giovanile che, vedendosi senza futuro e senza speranza, sta scappando dandosi alla fuga: i giovani in massa stanno attraversando frontiere e travalicando confini per approdare su isole sulle quali non c’è per loro nessun futuro, ma il nulla e noi come adulti il nulla stiamo offrendo loro”.
“E non mi riferisco soltanto – prosegue Margiotta – alla fuga dei nostri giovani per cercare lavoro verso Paesi come l’Inghilterra, certamente migliore del nostro in termini di sviluppo economico, ma mi riferisco anche e soprattutto alla fuga verso due isole metaforiche, quella dell’illegalità e quella dei Neet. Come adulti siamo chiamati in causa in termini di responsabilità e occorre correre ai ripari, arrestando queste fughe, altrimenti la nostra società, senza il potenziale umano giovanile, sarà destinata al declino”.
“Dobbiamo poi considerare anche che nel nostro Paese sussiste un forte disallineamento tra l’evoluzione tecnologica e l’evoluzione sociale che è tra l’altro dovuto anche alla circostanza che i nostri giovani oggi non hanno, nella stragrande maggioranza dei casi, un adeguato livello di preparazione che consenta loro di inserirsi a pieno titolo in un mercato del lavoro nuovo che offre loro significative opportunità occupazionali. E questo è un altro problema serio”.
“La chiave di volta, il fulcro attorno cui far ruotar la soluzione alle tante emergenze sociali e occupazionali è rappresentato dalla competenza e in tal senso il Patto Sociale CONFSAL per lo Sviluppo e la Crescita Economica del nostro Paese promuove, facendone assi portanti delle sue proposte, l’indennità di professionalizzazione per i lavoratori e la fabbrica delle competenze, atta a meglio qualificare l’offerta occupazionale in base alle esigenze/domanda di lavoro delle aziende”.
“Credo che oggi – conclude il Segretario Generale -, più che in passato tutti, e in particolare le parti sociali, siamo chiamati ad attrezzarci culturalmente e organizzativamente non soltanto per fronteggiare il dramma sociale e occupazionale che stiamo vivendo ma anche per raccogliere la sfida, che ci viene lanciata dalle nuove economie, e vincerla”.