IL BLUFF DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO DEL TRASPORTO AEREO

Il Segretario Generale della Fast-Confsal critica aspramente l’accordo raggiunto nel settore del Trasporto Aereo

“Un bluff per distrare i lavoratori già alle prese con gravissime situazioni aziendali, come quella di Alitalia”. È durissimo il commento del Segretario Generale della Fast Confsal Pietro Serbassi all’esultanza della Uiltrasporti e dell’Ugl dopo la firma della cosiddetta parte generale del CCNL del Trasporto Aereo, avvenuta giovedì scorso, 30 maggio. “E raggiunta – precisa lapidario – senza il sindacato autonomo”.

E sì, al tavolo delle trattative sono state escluse – clamorosamente – federazioni come la Fast Confsal, “che ha – continua il Segretario – ha una elevatissima rappresentatività trasversale nel comparto sia in Enav (con Unica raggiunge il 36% dei lavoratori iscritti ad un sindacato) sia in Alitalia (circa il 7% con Assovolo ), sia nel mondo dell’handling e dei gestori aeroportuali, dove raccoglie adesioni da parte di oltre il 5% dei lavoratori sindacalizzati. Numeri rilevanti che ci hanno permesso, come Confsal, di sottoscrivere gli accordi interconfederali sulla rappresentanza e di sottoscrivere i singoli contratti aziendali, ma che non vengono ritenuti sufficienti, sulla base di principi non stabiliti da alcuna legge, a partecipare alla trattativa per quello di settore, che rappresenta la cornice entro la quale i primi si sviluppano e si articolano”.

“Sul trasporti aereo siamo in pieno far west. Prima di denunciare i contratti e i sindacati pirata, chi ha a cuore i diritti dei lavoratori e il rispetto delle leggi dovrebbe chiedersi se non sia il caso di rivedere le norme che regolano e definiscono il ruolo delle associazioni datoriali”. E ancora: “Sono anni che giuslavoristi, politici ed esperti vari sostengono che sia necessaria una radicale trasformazione del concetto di rappresentanza, che debbano essere individuate e certificate le effettive quote di rappresentatività per evitare abusi, scorrettezze e prevaricazioni. Sembra però che l’invito sia rivolto soltanto al fronte sindacale, in particolare quello autonomo, non legato alle vecchie consorterie, accusato di millantare ruoli per avere più potere, di siglare contratti illegali, di proclamare iniziative di protesta sulla pelle dei lavoratori solo per ottenere poltrone e soldi”.

In merito all’accordo, il Segretario Serbassi non ha dubbi: “è un bluff per distrarre i lavoratori già alle prese con gravissime situazioni di crisi aziendali, come quella di Alitalia, a cui si aggiunge una grave violazione, da parte delle associazioni datoriali, delle norme e dei principi che garantiscono il pluralismo sindacale”. Rimarca che “stupisce che alcune organizzazioni, come Uiltrasporti e Ugl, abbiano festeggiato la sigla del cosiddetto contratto come un passaggio determinante per il futuro dei lavoratori e della stessa Alitalia, come fosse un passaggio epocale che consentirà alle aziende del settore di ripartire con rinnovato slancio verso obiettivi di maggiore produttività e competitività. In realtà, l’accordo firmato frettolosamente e in segreto dalle associazioni datoriali e dai confederali altro non è che una superficiale, scarna e vaga dichiarazione d’intenti su istituti contrattuali, peraltro già regolati dalla legge e derogati in pejus, che poco ha a che fare con un vero contratto di primo livello, al punto che nel testo non sono state neanche indicate date di decorrenza e di scadenza dell’accordo”.

“Un po’ come fanno gli illusionisti alcune sigle stanno cercando di far credere ai loro iscritti che siamo di fronte ad un grande passo avanti, addirittura in grado di agevolare la ripresa di Alitalia. La realtà è che l’intesa raggiunta con poco sforzo grazie all’assenza di contenuti, ha un unico obiettivo: escludere il sindacato autonomo dal tavolo contrattuale di settore”.

“La farsa, estremamente fuorviante per i lavoratori interessati, di cui ora i firmatari fanno sfoggio come se si trattasse di un vero rinnovo contrattuale avrà innanzitutto forti ripercussioni sulla vita interna delle aziende del comparto, a partire da Enav e Alitalia fino alle società aeroportuali, dove i sindacati esclusi sono fortemente rappresentativi e non lasceranno che coloro  che hanno scambiato il trasporto aereo per il proprio giocattolo personale mettano a rischio il futuro dei lavoratori. Ma le conseguenze saranno rilevanti anche sul piano politico e giuridico: Le associazioni datoriali si dovranno far carico di tutti i danni che ricadranno sui lavoratori. È arrivata l’ora di rendere pubblici i tassi di sindacalizzazione (le singole aziende possono pubblicarli già domani) in maniera tale da verificare ‘chi rappresenta chi’. Così come è arrivata l’ora di andare a vedere sulla base di quali criteri solo i ‘soliti noti’ riescono a fruire di distacchi e permessi sindacali”.

“Per questi motivi – conclude il Segretario Generale – chiediamo che il tavolo venga riaperto per una valutazione e una eventuale adesione di Fast-Confsal al nuovo contratto e che, con urgenza, si apra un confronto con i rappresentanti delle istituzioni e di tutte le parti sociali per mettere fine ad una conventio ad excludendum che è contro la legge, contro la democrazia e contro la tutela dei diritti dei lavoratori”.

Categoria: Diario Sindacale

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Article by: David Nicodemi