Abbiamo voluto contattare una lavoratrice per farci raccontare il vissuto giornaliero in questa fase di emergenza sanitaria. La collega del Sada FAST-Confsal – Mariagrazia Chirico – componente del Comitato Pari Opportunità Anas, che ringraziamo per la disponibilità ha risposto così alle nostre semplici domande:
Come concili gli impegni di lavoro, quelli sindacali e quelli familiari a fronte di queste restrizioni imposte per contenere e contrastare l’emergenza sanitaria?
Innanzitutto grazie, sono felice di poter condividere, con voi, i miei pensieri.
Come affronto le restrizioni è una domanda facile, perché non è complicato per me rispettare le regole, sia per dovere che per il senso di responsabilità che sento nei confronti di tutti quelli che mi stanno accanto e non.
Raccontaci una tua giornata tipo …
Non esiste dal 5 marzo una giornata tipo, i giorni volano, lavorare da casa è bellissimo, anche se faticoso, perché comunque ti dà la possibilità di recuperare del tempo, quello che perdevi la mattina per prepararti prima di uscire di casa, quello che perdevi nel traffico per raggiungere il lavoro, e viceversa, la spesa di fretta; spesso arrivavo a casa stremata, non riuscivo nemmeno a finire un film che crollavo sul divano; adesso no, sembra di vivere in una dimensione spazio /tempo diversa, dormo meglio, perché non ho il timore di non sentire la sveglia, mi sto dando alla lettura, e mi sto innamorando nuovamente della cucina, ho voglia e tempo per sperimentare. Diciamo che sto approfittando appieno di questo periodo di reclusione forzata, credo che il segreto sia quello di passare il tempo in modo impegnato e spensierato per evitare di rattristarsi e stressarsi e ritagliarsi un po’ di tempo per sognare.
Le mie giornate sembravano più lunghe prima…
Quali sono le tue paure?
La mia paura più grande è che, finito tutto ciò, la gente dimentichi in fretta cosa abbiamo passato in questo periodo, tornando ostaggio delle proprie abitudini, spesso sbagliate, per colpa della poca lucidità e dell’egoismo che riempiva gli animi.
Sai cosa? L’aver più tempo e modo comporta più spazio anche alla riflessione, a porti delle domande che spesso rimangono senza risposte, come ad esempio a non dare per scontate le persone e soprattutto a non dare per scontata la salute, la cosa più importante.
In questa emergenza sono tante le persone che ci hanno lasciati e nasce spontaneo il sentimento di voler essere vicina e poter fare qualcosa per tutte quelle persone che stanno soffrendo, quelle che stanno male, quelle che hanno perso qualcuno. Per me è stranissima questa sensazione di vuoto…
La tua città come sta reagendo alle misure di prevenzione disposte dalle Autorità?
Io sono stata “adottata” da Catanzaro, e come ho sempre sostenuto è una città che accoglie.
I catanzaresi stanno rispettando le regole; certo anche qui qualcuno trasgredisce, come nel resto del paese, ma i Calabresi, tutti, stanno dimostrando di saper affrontare questa emergenza con grandissimo senso civico.
La città è praticamente vuota, quando mi affaccio alla finestra sembra dormire, ma so che dietro quel silenzio c’è Catanzaro viva, Catanzaro che lavora se può, che aiuta chi ne ha bisogno, che dà sostegno.
E la tua Azienda?
Non pensavo di dovermi complimentare, anzi, avevo paura che non avendo ancora sperimentato lo Smart Working, non fossimo preparati; invece l’Azienda è stata efficiente ed efficace…, dalla Direzione, come dagli Uffici Territoriali, la Dirigenza si è da subito adoperata affinché si potesse lavorare in sicurezza, sanificando i luoghi di lavoro e fornendo i dispositivi necessari per mantenere un’accurata igiene. L’Azienda si è aperta completamente alle nuove misure promosse dal Governo, favorendo il lavoro agile per tanti di noi, scelta che credo risulterà, alla fine di tutto questo, perché prima o poi finirà, vincente. Si lavora anche di più perché si lavora sereni, immagino le difficoltà che avrebbero riscontrato colleghe e colleghi con figli, con genitori da accudire, con paure e ansie annesse. L’Azienda ci ha teso la mano dandoci tutte le possibilità per vivere in armonia questo periodo e conciliare famiglia, lavoro ed emergenza Covid, e noi le dimostreremo che ha fatto bene.
Quanto ti senti utile nell’aiuto agli associati e ai colleghi di lavoro?
C’è una grande sinergia tra di noi, è come se questa lontananza fisica ci avesse ancor di più uniti, lavoriamo meglio, abbiamo trovato il modo per accorciare le distanze che ci consente anche di essere tutti più collaborativi e propositivi nonostante le difficoltà che riscontriamo un pò tutti, per cui attività sindacale tanta unita all’informazione e ai servizi.
E questo mi fa sentire utile e soddisfatta, a fine giornata sento di aver dato realmente il mio contributo sia agli associati che all’Azienda stessa.
Raccontaci un sogno che vorresti realizzare…
… che bella domanda, ne ho sempre tanti, sin da bambina, ho sempre sognato in grande, alcuni sogni si sono già realizzati altri so che non si realizzeranno mai; avrei voluto visitare il Giappone quest’anno…la libertà di viaggiare mi mancherà e quindi invece di sognare … continuo a programmare !
Quanto ti manca lo stress delle città e la quiete del mare?
Quello che prima sembrava niente, oggi è tanto, non so cosa succederà domani…non mi mancano certo i clacson nel traffico impazzito, né la corsa contro il tempo per riuscire a fare tutto.
Mi manca poter stringere una mano, abbracciare, si abbracciare, io sono abituata a toccare, abbracciare le persone, sono molto carnale nei miei rapporti ed invece, per un po’ di tempo, non potrò farlo, poi mi manca cenare e pranzare con gli amici, con la famiglia, cucinare per loro e non nascondo che mi piacerà molto poter tornare nei mercati all’aperto, alla confusione tra le bancarelle… Mi mancano le buone abitudini che vorrei tornassero presto.
Mi consola l’essere certa che faremo tesoro di questo momento per partire con più slancio, l’Italia è un grande Paese e grazie all’onestà di molti, al talento di tanti e alla forza di volontà di tutti, saprà affrontare le macerie sociali ed economiche che ci lascerà questa epidemia e tornerà ad essere il bel paese che è sempre stato …
Mariagrazia Chirico – Comitato Nazionale CPO Anas